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 2026  giugno 25 Giovedì calendario

Il “debito invisibile” che piace sempre più ai giovani

Compra ora, paga dopo, è una formula che piace sempre più ai consumatori. Soprattutto ai più giovani. Perché è veloce, bastano pochi click direttamente sulla piattaforma di acquisto e sembra virtualmente senza impegno. I numeri li mette in evidenza l’ultimo focus Censis Confcooperative. Negli ultimi sei mesi del 2025 il credito tramite Buy Now, Pay Later (Bnpl) ha registrato una variazione tendenziale del +23% rispetto allo stesso periodo del 2024, e la crescita rispetto al 2022 è del 127%. Di più: il Bnpl si sta imponendo nella fascia “bassa” dei crediti, quelli di importo inferiore ai 1.500 euro, che sono progressivamente diminuiti fino a un terzo. Ora l’acquisto a rate online con queste modalità viene scelto nel 60,3% dei casi nella fascia compresa tra 0 e 1.000 euro, a fronte del 45,7% del credito finalizzato tradizionale.

Il debito invisibile
Spostare in avanti il termine di pagamento, diluire in rate, non significa risparmiare. La forma di acquisto agile che sta prendendo piede negli store online grazie a piattaforme come PayPal, Klarna, Satispay e altre è comoda per il consumatore ma dev’essere chiaro che si tratta di una forma di indebitamento, una richiesta di accesso al credito che ha la caratteristica di essere rapida e veloce. L’utilizzo simultaneo di più contratti Bnpl su piattaforme diverse genera obbligazioni di piccolo importo che sfuggono ai tradizionali indicatori di vulnerabilità finanziaria. Si parla, in questo caso, di debito silenzioso o invisibile, quello che “non senti ma contrai”, come evidenzia il Censis.
Il Bnpl non ha lo sportello, la firma, l’attesa: il momento psicologico in cui si capisce che ci si sta indebitando è scomparso. Il fenomeno è acuto tra i giovani: nella Generazione Z il Bnpl raggiunge il 18,1% degli strumenti di credito utilizzati. Ancora più significativo: il 19% dei richiedenti è privo di qualsiasi storia creditizia. Si tratta di persone che si affacciano per la prima volta al credito attraverso una rateizzazione integrata in uno shopping online, senza mai aver avuto un rapporto esplicito con una banca. Il debito invisibile si accumula rata dopo rata, spesso su beni a rapido deprezzamento elettronica, abbigliamento e prodotti per la persona coprono il 53,4% del Bnpl e diventa visibile solo quando smette di essere sostenibile.
La situazione del credito
Nel focus c’è anche spazio per una analisi sul credito alle aziende. Il 38,6% di quelle italiane con almeno 50 addetti giudica la situazione economica attuale peggiore rispetto al trimestre precedente, con punte del 43,7% nel Mezzogiorno. Tra il 2024 e il 2025 i prestiti alle imprese ad alto rischio si sono già contratti del 2,2%; per le microimprese vulnerabili il calo è stato del 6,6%.Tra le imprese considerate vulnerabili da Banca d’Italia, la quota di debito si attesta al 35%. In uno scenario avverso quella quota potrebbe salire di ulteriori 5 punti percentuali.

Si genera così il paradosso del credito selettivo: il credito si contrae esattamente per quelle imprese piccole, ad alto rischio percepito che ne avrebbero più bisogno per attraversare la crisi. La vulnerabilità finanziaria percepita dalle banche rischia di diventare, per assenza di finanziamento, vulnerabilità reale. “Ci si indebita per sopravvivere, non per crescere. Non è un allarme per il futuro. È una fotografia del presente – spiega Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – che rischia di complicarsi con la politica monetaria restrittiva della Bce”.