repubblica.it, 25 giugno 2026
Valerio Carocci lancia la lista civica contro Gualtieri
Una lista civica targata Cinema America. Guidata da Valerio Carocci, fondatore e animatore dell’omonima fondazione che organizza da anni la kermesse il Cinema in piazza a San Cosimato, a Monte Ciocci e alla Cerveletta oltre a occuparsi del Cinema Troisi. Pronta a scendere in campo anche in contrapposizione all’attuale schieramento del sindaco Roberto Gualtieri e appoggiata da alcuni grandi attori e registi italiani come Marco Bellocchio, Alessandro Borghi, Riccardo Scamarcio, Pietro Castellitto, Luca Marinelli, Saverio Costanzo, Paolo Virzì, Francesca Archibugi e Alba Rohrwacher e con il sostegno di Ken Loach che, anche se britannico, di certo male non fa. L’obiettivo? Combattere la speculazione sui cinema romani, il cemento, i centri commerciali.
Lui, Valerio Carocci, non ha intenzione di candidarsi, una posizione ribadita a più riprese. “Io – ha spiegato a Repubblica – non mi candiderò anche se la lista è confermata”. La novità di una formazione politica civica che porti avanti le sue battaglie, e non per forza all’interno di uno schieramento preciso, è però piombata all’improvviso sulla politica romana come una bomba d’acqua di inizio estate.
In realtà le avvisaglie di una clamorosa discesa in campo si erano avvertite da qualche giorno, come l’eco di una tempesta pronta a materializzarsi sul cielo del Campidoglio. L’annuncio del fondatore della fondazione Piccolo America è arrivata infatti a pochi giorni da un ruvido scambio di accuse prima con il sito Dagospia e poi con il Campidoglio. Il tutto a causa degli strascichi della decisione dell’aprile scorso di concedere il via libera alla trasformazione del cinema Metropolitan di via del Corso, chiuso da oltre dieci anni, in un esercizio commerciale.
Carocci era stato accusato di non aver perfezionato il ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di riconversione dell’ex sala, contenuta in un accordo di programma firmato da Comune e Regione Lazio, stesse istituzioni che hanno partecipato al finanziamento della nuova edizione del Cinema in piazza. La vicenda aveva poi avuto una coda ancora più velenosa quando la posizione del Comune era stata definita “un modello” dalle consigliere del Pd Valeria Baglio e Antonella Melito. Parole che avevo fatto andare su tutte le furie Carocci, che a quel punto aveva chiesto le dimissioni delle due esponenti dem.
Ora ecco la novità di una lista in grado di destabilizzare da sinistra il campo largo su cui stanno lavorando, anche a Roma, il Pd e gli altri partiti della coalizione. “Nascerà una lista che combatte il cemento, gli studentati di lusso e che non si piega alle volontà di fondi immobiliari – ha spiegato Carocci – Vogliamo città più umane e non altri squallidi centri commerciali”. Parole che sembrano un programma e che arrivano dopo quelle rilasciate pochi giorni prima all’agenzia Dire: “Sarebbe molto difficile decidere di sostenere Gualtieri, con il quale oggi la rottura è vicina: la vicenda Metropolitan ha un peso enorme sul futuro della città”.
Ci sono ancora margini per ricucire? È quanto si stanno ora chiedendo i vari osservatori. Di certo se Carocci andrà fino in fondo la visibilità non gli mancherà. “Abbiamo letto quanto sta accadendo intorno al Piccolo America – hanno scritto attori e registi – e troviamo inaccettabile che si faccia pressione su un singolo individuo, o su una realtà, perché rinunci a esprimere il proprio dissenso. Ha ragione Valerio Carocci: convertire un cinema di via del Corso in un centro commerciale è un fatto gravissimo. Se nascerà una lista noi saremo al loro fianco”.