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 2026  giugno 25 Giovedì calendario

Slot, sale scommesse e bingo: il governo pronto alle nuove gare.

Sale scommesse, bingo e apparecchi da intrattenimento (macchinette). Si cambia. A due mesi dalla scadenza della delega per la riforma fiscale, il governo studia un decreto legislativo per modificare le regole del gioco fisico. Il primo obiettivo, il più ambizioso: le gare. Dopo oltre dieci anni di proroghe, le concessioni verrebbero messe a bando. È una necessità: l’Italia rischia il cartellino rosso di Bruxelles. La Commissione europea, infatti, ha più volte sollevato obiezioni sulle modalità di rinnovo delle licenze e sull’assenza di avvisi pubblici. Il timore che i rilievi possano tradursi in una procedura d’infrazione, modello balneari, spinge ora l’esecutivo a tentare l’intervento last minute per invertire la rotta.
Nello schema abbozzato nelle ultime ore, infatti, è prevista l’indizione di nuove gare. Scatterebbero al termine di una proroga tecnica delle concessioni attuali, che scadono il 31 dicembre. Non subito, quindi: il decreto legislativo disegnerà la cornice generale, mentre le norme sui singoli giochi saranno dettagliate successivamente dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. I tempi, assicurano dall’esecutivo, saranno comunque brevi: le gare dovrebbero partire entro un anno dal via libera al provvedimento.
Subito, proprio con il decreto attuativo della delega, saranno previste novità importanti. Come la durata della concessione che andrà a chi si aggiudicherà la gara: nove anni. Un orizzonte temporale ritenuto adeguato per garantire allo Stato un gettito sicuro e stabile, auspicabilmente maggiore di quello degli ultimi anni. E anche una risposta agli operatori del settore che da anni chiedono una certezza regolamentare.
Nel provvedimento dovrebbe trovare spazio anche l’indicazione di una nuova distanza minima nazionale tra i centri scommesse e i luoghi sensibili (ospedali, scuole, chiese, impianti sportivi, centri giovanili e per anziani). Si punta a superare l’applicazione disomogenea sul territorio: oggi le Regioni procedono a macchia di leopardo, con parametri differenti. La distanza nazionale sarà contenuta: se fosse più ampia rispetto alla media attuale – spiegano fonti di governo – le sale gioco che oggi rispettano le regole sarebbero destinate alla chiusura perché, in base ai nuovi parametri, sarebbero troppo vicine ai luoghi sensibili. Il rischio è ridurre le entrate erariali, ma anche generare un problema occupazionale.
Non tutti però la pensano così nell’esecutivo. Il decreto arriverà “senza le norme che rivedono i distanziometri”, ha detto ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Si cerca un compromesso.
Altra novità: la razionalizzazione delle macchinette. Quelle legate alle nuove concessioni dovranno avere chip e software più sicuri per evitare la manomissione da parte degli hacker. Più in generale, i bandi prevederanno criteri qualitativi più stringenti con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la sicurezza del mercato. Nel provvedimento anche norme per rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata.