la Repubblica, 25 giugno 2026
Caso Minetti, Viale Mazzini nega a Ranucci la tutela legale
Nessuna tutela legale. «Non era autorizzato a parlare della vicenda Minetti a È sempre Cartabianca». La Rai apre un nuovo contenzioso con Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report, da mesi ormai in rotta con i vertici dell’azienda, negandogli l’assistenza legale per la causa presentata da Giuseppe Cipriani, l’imprenditore compagno di Nicole Minetti. La vicenda nasce il 28 aprile scorso. Ospite della trasmissione È sempre Cartabianca, su Rete 4, Ranucci riferisce che una fonte avrebbe segnalato la presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio nel ranch di Cipriani. «Una pista che stiamo verificando», dice. Poco dopo arriva la smentita dello stesso Guardasigilli, intervenuto in diretta. Ranucci si scusa, ma la vicenda non si chiude.
Giuseppe Cipriani jr avvia un’azione civile e invita il giornalista a una procedura di mediazione. Ranucci, come sempre in questi casi, chiede l’assistenza della Rai. L’azienda però non risponde, nonostante diversi solleciti. Così il giornalista nomina un proprio legale e invia una lettera di fuoco al cda. «I fatti che mi vengono contestati, pur detti in altra emittente – scrive – sono stati riportati nella mia funzione di conduttore di Report, come facilmente verificabile dalle trascrizioni. In tale funzione – continua – avrei diritto, come dice chiaramente il contratto, io e i miei eredi, alla tutela legale. Non sono abituato a “implorare” e mi difenderò da solo. Tuttavia per la mia storia personale in quest’azienda credo di avere diritto alle motivazioni che hanno portato alla decisione di non tutelare me e la mia famiglia. Da parte mia continuerò a essere coerente con la mia storia, a difendere la libertà di stampa all’interno del servizio pubblico, come mi hanno insegnato tutti i direttori e i dirigenti che hanno attraversato quest’azienda. Lo farò per me, per i miei figli e anche per i vostri».
A quel punto la Rai gli risponde spiegando che in questo caso non era prevista l’assistenza legale perché Ranucci parlava su un’altra rete televisiva e di un argomento per il quale non aveva ricevuto una specifica autorizzazione dell’azienda. «La Rai – fa sapere l’azienda in una nota – aveva autorizzato il dipendente Ranucci alla partecipazione alla trasmissione al solo e limitato scopo di presentare l’ultimo suo libro. La tutela legale è invece naturalmente garantita in relazione ai servizi giornalistici che settimanalmente vanno in onda su Report, inclusi quelli relativi al caso Minetti-Cipriani».
Una tesi che il giornalista contesta formalmente: quando parlò di Cipriani, dice, stava presentando la nuova puntata di Report, che aveva in scaletta proprio un’inchiesta sull’imprenditore. «La verità è che l’unico obiettivo dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, agli ordini di Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari, è far fuori il conduttore e indebolire Report», attaccano i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai. «Cercavano da tempo un’occasione e pensano di averla trovata con questo espediente. È un atto infame».