corriere.it, 25 giugno 2026
Ambra Angiolini descrive la sua relazione con Pico Cibelli
«Non sono buona, ma sono sveglia, non voglio che si dica “Mo’ fa pure la regista”, ma semplicemente “Si sta approfondendo” come artista, non voglio esporre l’amore, ma non voglio che siano altri a raccontarlo, non sono quello di cui c’è bisogno e non seguo le mode, ma sono rimasta me stessa… Anche nelle situazioni più difficili. Questa è un’intervista che “non cambia la vita a nessuno” però racconta non la mia versione della vita ma l’unica oggettivamente e lucidamente possibile».
Ambra Angiolini annuncia così, con un post e una serie di storie sulla sua pagina Instagram, la sua intervista sul settimanale F (Cairo Editore), nel numero in edicola, che la ritrae in copertina. Romana, bresciana d’adozione, classe 1977, l’attrice desidera un giorno mettere in pratica il piano Mina, ovvero «Continuare a esserci senza essere sempre al centro». E il primo esercizio di sparizione è dirigere se stessa a teatro in «La misteriosa scomparsa di W» di Stefano Benni. «Ho pensato – dichiara Ambra
nell’intervista – che sarebbe stata una bella forma di emancipazione dalla mia storia scoprire se ero capace di fare questo mestiere non solo con la faccia, ma con le idee». Alla domanda chi le sia vicino idealmente sul palco, risponde: «Tutti quelli che ho conosciuto nella vita e che mi hanno parlato senza disprezzare la mia ignoranza», dichiarando che i suoi miti, quando era una ragazzina, erano «la Cuccarini, Carla Fracci, le guardavo con ammirazione, avrei voluto ballare come loro, avere quella disciplina, quella grazia. Ma non pensavo di dover diventare loro».
Spazio anche all’ultima canzone, il jingle «Basta il nome» per Dietorelle, il marchio di caramelle senza zucchero del gruppo Sperlari. «Quando mi hanno chiamata – racconta – ho detto: “Lo faccio solo se mi fate cantare e posso curare la direzione creativa”». E ancora: «Per una volta ho seguito le mie indicazioni, mettendoci dentro la mia visione delle cose. Poi ho scelto la tuta, gli stivaletti e mi sono detta: “Non voglio TikTok. Voglio Amanda Lear. Voglio gli specchi, voglio la discoteca”. E poi sono riuscita a usare la mossa della spalla di Nino d’Angelo», afferma riferendosi al gesto del cantante partenopeo in pista, per sfidare il ricco che corteggiava la ragazza di cui era innamorato nel film «‘A discoteca».
L’ex ragazza di «Non è la Rai» racconta anche come è nata la storia d’amore con il fidanzato Pico Cibelli (presidente e amministratore delegato di Warner Music Italy ed è inserito nella lista Global Power Players 2026, stilata da Billboard, che celebra i dirigenti più influenti dell’industria musicale internazionale): «Ci siamo incrociati negli anni – dice – perché lavorava con Francesco (Renga, ndr), ma le nostre vite non si sono mai davvero intrecciate. Poi, come succede, ci siamo persi di vista». Poi, si ritrovano (sui social). «Durante un podcast sull’amore – racconta Ambra – ho capito una cosa mentre la stavo dicendo. Mi sarebbe piaciuto innamorarmi di qualcuno per come sta al mondo». Ambra posta quella frase su Instagram e poco dopo le risponde Cibelli. «Difficile. Ma ma incredibilmente giusto». Da lì, dichiara Ambra: «Abbiamo tolto difficile al commento lasciando incredibilmente giusto». La showgirl entra nel dettaglio: «Quando trovi un’anima affine alla tua non devi inseguirla e non devi aspettarla, te la ritrovi accanto. E allora tutto quello che porta con sé – i figli, gli amici, la sua storia e le sue abitudini, non diventa qualcosa da far combaciare. La scoperta piu grande è la quotidianità. Dopo il padre dei miei figli (Francesco Renga, ndr) non l’avevo più condivisa con nessuno». Del fidanzato ama il «sorriso che porta via la negatività meglio del palo santo. Io, di contro, spero di essere la sua salvia bianca». E alla domanda come abbia capito che sarebbe stata una storia diversa, non ha esitazioni: «Mi ha vista struccata dal primo giorno».