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 2026  giugno 24 Mercoledì calendario

Conte ammette: «Oggi non rifarei il Superbonus»

«Oggi se vincessi le elezioni non rifarei il Superbonus». Giuseppe Conte, l’uomo che a Palazzo Chigi legò l’immagine del suo governo proprio allo sgravio edilizio del 110% assieme alla spinosa gestione del Covid, lo dice tranquillamente, senza problemi, alla festa del quotidiano la Verità. Era un’altra epoca, certo, e il leader del M5s ne riconosce il valore solo in quel determinato periodo: «È stato lanciato in pandemia, oggi non siamo più in queste condizioni. Non ci sarebbe ragione e sarebbe folle dover far ripartire l’Italia con una spinta così eccezionale». Ma a suo tempo fu «vagliato anche da Tremonti». Quanto invece al Covid e a tutte le vicende a esso connesse, l’ex premier lancia un monito altrettanto netto: «Non vi dovete azzardare ad associare il mio nome neppure ad una ipotesi illecita, che finora non è stata dimostrata». La puntualità delle risposte di Conte non sorprende: da giorni la commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid è incagliata in uno scontro dai toni accesi e stizziti. Giorni fa la compagine di minoranza (Pd,M5s, Avs e Iv) della commissione, in una lettera al presidente del Senato, Ignazio La Russa, aveva messo nel mirino la gestione del presidente Marco Lisei, sotto il quale sarebbero state compiute delle irregolarità, anche nella conduzione degli interrogatori. Ieri le opposizioni, pur avendo ricevuto una risposta congiunta da La Russa e da Lorenzo Fontana (presidente della Camera), è arrivato a chiedere le dimissioni di Lisei, scatenando l’immediata reazione di Fdi e del capogruppo Galeazzo Bignami. Per i meloniani «la lettera dei presidenti La Russa e Fontana smaschera l’ennesima farsa delle opposizioni. La richiesta di dimissioni di Lisei non è che l’ultima trovata per impedire quella operazione di verità che questa commissione sta cercando di portare avanti». Le polemiche sulla gestione degli anni di pandemia sono liquidate invece da Conte: «So che tutto è stato vagliato dalla magistratura e non è mai emerso nulla. Non posso escludere nulla, perché io mi occupavo di salvare il Paese, mentre le opposizioni facevano una sceneggiata giornaliera». Quanto alla commissione Covid, per Conte «l’hanno gestita male e nascondono i dati veri». Una reazione in linea con quanto affermato dal capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia: «In commissione Covid, come in Vigilanza Rai si nota tutta la mancanza di rispetto che la destra ha per le istituzioni. È un organismo nato per mettere sotto processo il governo Conte 2, è una commissione di partito le cui indagini non porteranno a nulla e tutto si scioglierà come neve al sole».