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 2026  giugno 24 Mercoledì calendario

A 35 anni dalla morte spunta un testamento segreto, i parenti devono restituire l’eredità milionaria

Spunta un testamento dopo 35 anni: la vedova è erede unica, i parenti devono restituire le quote della casa venduta e dei titoli. E poco più di un chilo di oro. Per circa un milione di euro. Un testamento, affiorato a distanza di decenni, mette in guerra un’intera famiglia. Accade a Mesagne (Brindisi): un atto pubblico del 1990, rimasto “addormentato” nell’Archivio Notarile, ribalta la successione legittima del 2020. Ora l’amministratore di sostegno chiede la restituzione di quanto incassato. La controversia è così finita davanti al giudice del tribunale civile di Lecce.
Al centro della storia c’è un testamento pubblico rimasto segreto per ben trentacinque anni, la cui recente scoperta rischia di costringere più parenti a restituire, fino all’ultimo centesimo, le somme incassate dalla vendita di un immobile e dai titoli liquidati. Tutto ha inizio nel 2020, quando scompare uno stimato e benestante anziano, in vita senza figli. Non risultando alcuna disposizione testamentaria, la legge ha proceduto con il suo corso: è stata aperta la successione legittima.
Con l’eredità divisa tra la vedova e una folta schiera di parenti del defunto (tra fratelli, sorelle e nipoti). La svolta, clamorosa, o il colpo di scena, arriva anni dopo. Nei mesi scorsi. L’amministratore di sostegno della vedova viene contattato dall’Archivio Notarile Distrettuale ed emerge la verità: nel lontano 1990 l’anziano si era recato in segreto dal notaio per mettere nero su bianco le sue ultime volontà. Le parole stampate su quel vecchio foglio non lasciavano, peraltro, spazio a dubbio alcuno: “Nomino mia unica erede di tutte le mie sostanze... mia moglie”. Quel testamento, valido a tutti gli effetti di legge, ha cancellato con un colpo di spugna la precedente successione legittima.
I parenti, dal punto di vista giuridico, non avevano alcun diritto su quel patrimonio. E si è così aperta la battaglia legale: chi paga? I nodi sono venuti al pettine a inizio anno quando l’amministratore di sostegno, per il tramite dell’avvocato Pasquale Tarantino, ha inviato una formale diffida a tutti i co-venditori dell’immobile, intimando l’immediata restituzione delle somme. La palla passa ora al Giudice Tutelare del Tribunale di Lecce. L’amministratore di sostegno ha infatti depositato un’istanza per essere autorizzato ad avviare un’azione legale di recupero crediti in “via solidale”.
Se il giudice dovesse accogliere questa linea, la difesa della vedova potrà chiedere l’intera somma anche a uno solo dei parenti, lasciando poi a quest’ultimo il difficile compito di rivalersi sugli altri familiari.
Una situazione psicologicamente ed economicamente drammatica per i parenti, che a distanza di anni dall’atto notarile si sono visti recapitare un conto salatissimo da pagare per un’eredità che consideravano legittimamente propria, ma che un foglio di carta dimenticato per 35 anni ha trasformato in un debito improvviso.