la Repubblica, 24 giugno 2026
Lega, salta il raduno di Treviso
Il clima non è dei migliori. Contro il segretario sono già apparsi striscioni qua e là. E anche dall’interno si teme il processo al leader. Dunque il raduno leghista del 4 e 5 luglio slitterà: a data da destinarsi. Nell’entourage di Matteo Salvini parlano di decisione dettata «da motivi logistici», insomma si negano ragioni politiche, «ci sono troppi dossier sul tavolo in questa fase», dalla politica estera a quella nazionale, con il varo dello «storico» piano casa appena licenziato dalla Camera. E sul fronte interno, solo due giorni fa è stato avviato il tavolo con i territori ed è il caso di lasciare spazio ai lavori in corso, senza aggiungere troppa carne al fuoco.
Di sicuro però nella cerchia del segretario in tanti avevano capito che gli avversari di Salvini nella Lega avrebbero voluto trasformare la due giorni nel Trevigiano, pensata come appuntamento di «team building», in una resa dei conti aspra, con militanti più o meno spontaneamente mobilitati con striscioni contro il leader, invocando il passaggio di testimone a Luca Zaia. Risultato: meglio rimandare.
Alle prese con le beghe interne del Carroccio, Salvini ha intanto una carta coperta per la candidatura a sindaco di Milano, poltrona che il centrodestra considera davvero contendibile, a differenza delle altre grandi città al voto l’anno prossimo, Roma, Napoli, Torino e Bologna. La Lega ha organizzato una gazebata nel weekend, i più votati sono stati il vicepremier e la vicesegretaria Silvia Sardone. Ma era solo un modo per accelerare le farraginose trattative con gli alleati. Il Carroccio in realtà, sottotraccia, sta lavorando da settimane a un nome civico, che Repubblica è in grado di anticipare. Si tratta di Marta Marsilio, professoressa di Economia aziendale all’università degli Studi di Milano e soprattutto presidente dell’istituto Carlo Besta, eccellenza della sanità lombarda (ed europea) nel campo della neurologia. È una manager esperta di processi decisionali nelle aziende, ha coordinato anche il Telehealth Innovation Hub. «Un curriculum con i fiocchi», gongolano i leghisti sottovoce, convinti che questo profilo civico possa andare bene anche a FI, che non vuole un politico in campo per il dopo Sala. Anche se Antonio Tajani ieri ha rilanciato Carlo Cottarelli, gradito ad Azione. Ignazio La Russa invece vuole un politico, Maurizio Lupi.
Proprio a La Russa, qualche giorno fa, è stato fatto il nome di Marsilio. Si vedrà se è la carta buona per mettere tutti d’accordo. In questo trambusto di nomi, ieri si è fatto avanti anche l’ex consigliere azzurro Pietro Tatarella, mettendosi «a disposizione del centrodestra». Un rebus, insomma, che la coalizione dovrà risolvere, mentre la Lega rinvia la resa dei conti.
Sulla questione arriva proprio una precisazione da parte di Marsilio: “Ringrazio chi ha pensato al mio nome quale possibile candidata a sindaco di Milano. Milano è una città che amo e sarò sempre disponibile a dare il mio piccolo contributo per il suo sviluppo e per il bene comune. Al momento i miei ruoli di presidente dell’Istituto Besta e di professoressa dell’Università degli Studi di Milano sono la mia priorità e continueranno ad esserlo per il prossimo futuro”.