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 2026  giugno 24 Mercoledì calendario

Fondo Safe, Europa in pressing su Roma

Dopo settimane di turbolenze interne, il governo tenta un compromesso su Safe, il meccanismo di prestiti europei per finanziare il riarmo. Secondo fonti a diretta conoscenza della questione, il punto d’incontro sarebbe questo: una decisione sarà presa verso settembre, ma salirà un po’ l’importo che verrà richiesto dall’Italia, 6 miliardi, rispetto ai 4-5 preventivati sin qui (comunque molto meno dei 14,9 “prenotati” l’anno scorso).
Il tema agita sia la maggioranza che Bruxelles. A parlare di settembre come termine per una decisione è stato ieri, in chiaro, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «Fra qualche settimana, al massimo entro settembre, dovremo andare a definire ed approvare». Con quale richiesta? Giorgetti si mantiene volutamente vago. «Devo valutare se questi miliardi di Safe come debito costano di più o di meno rispetto al Btp. Come qualsiasi consulente finanziario, direi: prendi i Safe». Il titolare del Mef minimizza i contrasti a destra. Nega quelli con il ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Nessun conflitto, vive una situazione particolare. Tutti legittimamente chiedono stanziamenti, chi deve fare il bilancio deve dosarli saggiamente».
L’Europa però è in pressing. L’ultimo avviso è arrivato ieri, tramite un portavoce della commissione: se Roma non decide «entro un mese», rinuncia ai soldi, che saranno riallocati. «Il tempo è essenziale – la dichiarazione di Bruxelles – Incoraggiamo tutti gli Stati membri rimanenti, inclusa l’Italia, a procedere rapidamente con la firma degli accordi di prestito», perché «dobbiamo aiutare l’industria europea della difesa a incrementare la produzione». Da Palazzo Chigi trapela però che non c’è una scadenza vera e propria, per il sistema di prestiti Ue. Dunque ci sono i margini per arrivare a una decisione sul finire dell’estate, senza fretta. Pure l’Ungheria, con il cambio di governo, del resto sta prendendo tempo.
Sul tema, Crosetto in pubblico si mostra conciliante: sul Safe «dipende dalla possibilità» che ha Giorgetti. «So cosa ha voluto dire per lui non essere usciti dalla procedura di infrazione», sottolinea. «Con me è facile litigare, con Giorgetti è impossibile».