corriere.it, 24 giugno 2026
Uffizi, rotto l’impianto di climatizzazione, nelle sale le temperature arrivano fino a 33 gradi
La calura morde, Firenze boccheggia e gli Uffizi stanno peggio. Alle Gallerie la temperatura è di 28 gradi, in una sala il termostato mostra che si arriva a quasi 33. Guide inviperite, ospiti in difficoltà. E la direzione prende provvedimenti, oggi – l’alta temperatura era segnalata già da domenica – e a metà mattinata decide di contingentare le entrate e poi di bloccare del tutto le vendite dei nuovi biglietti.
Dentro non si può stare. E il museo più importante e noto d’Italia cede al cedimento dell’impianto di condizionamento e alle temperature roventi: «Probabilmente – dicono dalle Gallerie – il sovraccarico legato alla presenza di tanti turisti e alle temperature così elevate ha creato questo problema. Adesso sono state allertate delle squadre di tecnici che stanno lavorando per risolvere il problema quanto prima. A fine giornata capiremo se la situazione è risolta e se domani si potrà riaprire normalmente o no».
Alcune guide si preoccupano anche di possibili danni alle pitture su legno. Ma agli Uffizi smentiscono. «Nessun problema per persone o opere è stato riscontrato».
A quanto risulta il personale era stato allertato già dalla mattina di oggi della situazione critica.
I disagi però sarebbero già stati segnalati a partire da domenica con alte temperature soprattutto al secondo piano, mitigate però dall’afflusso non altissimo.
«Non so se è una sfortuna – dicono gli operatori ai turisti esclusi dalle visite – ma nelle stanze su è un caos, è caldissimo».
Guide infuriate perché non sono riuscite ad entrare e anche perché, chi ha fatto il tour in mattinata, racconta di temperature troppo elevate all’interno del museo.
Alcuni bocchettoni funzionano ma mettono in circolo solo aria a temperatura ambiente. I visitatori fanno a turno per mettercisi davanti. Ad agosto 2017 per un guasto simile il museo era stato chiuso a partire da metà giornata. Simile la scelta di oggi con la biglietteria chiusa dalle 12 e le visite consentite solo a chi si trova già dentro.
«In mattinata – racconta un’operatrice museale – mi hanno portato un ventilatore portatile perché non ce la facevo più. Ci hanno detto che sarebbe stato risolto ma da giorni ancora la situazione è questa».