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 2026  giugno 24 Mercoledì calendario

Mosca: «Negoziamo». Poi i nuovi raid

Si torna a negoziare? Per ora è solo teoria: tra aperture del Cremlino, mosse di Kiev e attese diplomatiche, la guerra resta legata ai rapporti di forza sul terreno.
Vladimir Putin ha detto che la Russia è pronta a colloqui di pace con Kiev «sulla base degli accordi raggiunti a Istanbul» nel 2022, aggiungendo di non vedere «alcun motivo» per discostarsene. Il presidente russo ha precisato che ogni confronto dovrà tenere conto anche della «realtà sul campo». Sul versante ucraino, secondo fonti citate dalla stampa di Kiev, Volodymyr Zelensky ritiene di aver ottenuto un sostegno politico della Casa Bianca a una linea più assertiva verso la Russia, con l’obiettivo di spingere Mosca a negoziati concreti. Lo stesso Zelensky avrebbe proposto a Donald Trump di ospitare negli Stati Uniti un vertice a tre con il presidente russo. «Ha suggerito a Trump di portare Putin in America», ha riferito un alto funzionario ucraino, aggiungendo che al leader americano «l’idea è piaciuta».
In questo quadro si inseriscono il formato E5, che si riunisce oggi a Berlino, e il prossimo vertice Nato di Ankara, passaggi nei quali gli alleati occidentali sono chiamati a coordinare linea diplomatica, sostegno a Kiev e postura dell’Alleanza. Resta sullo sfondo anche un momento delicato per Zelensky in Europa: il presidente ucraino non parteciperà alla conferenza sulla ricostruzione a Danzica, mentre si sono riaccese le tensioni con Varsavia.
Sul piano militare, nelle ultime settimane Kiev ha intensificato gli attacchi con droni in profondità nel territorio russo, colpendo soprattutto impianti energetici. Serghei Shoigu ha parlato di un lavoro «intenso» per rafforzare le difese russe contro questa minaccia. Uno dei fronti più sensibili resta Kostyantynivka, nel Donetsk, snodo strategico dell’asse Sloviansk-Kramatorsk. Mosca sostiene di avanzare nella parte sud-occidentale della città e alcuni media russi parlano di un controllo fino all’80% dell’area urbana. Valutazioni ridimensionate però da fonti ucraine e dall’Institute for the Study of War, secondo cui la città resta fortemente contesa e l’avanzata russa procede molto lentamente, anche per l’efficacia dei droni ucraini contro logistica e truppe in movimento. Nelle ultime ore, inoltre, tre persone sono morte e 23 sono rimaste ferite in un attacco missilistico russo su Kryvyi Rih. Sul fronte opposto, fonti ucraine riferiscono di una vasta ondata di raid contro la Crimea: il comandante delle forze dei sistemi senza pilota, Robert «Madyar» Brovdi, ha parlato di oltre 60 obiettivi russi colpiti in una sola notte, tra difese aeree, infrastrutture energetiche, depositi di carburante e mezzi logistici.