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 2026  giugno 24 Mercoledì calendario

Ecco chi sarà alla festa del 4 luglio a Villa Taverna

«Dopo anni in cui mi avevano dimenticato, ieri mi è arrivato l’invito e sì, ho deciso di andarci», annuncia molto soddisfatto il generale in pensione Vincenzo Camporini, 80 anni appena compiuti, ex capo di Stato maggiore della Difesa. Ma c’è chi invece non potrà proprio esserci: «L’invito l’ho ricevuto ma purtroppo sono bloccato qui a Bruxelles», sospira l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare Nato. Di questi tempi, lui non può distrarsi.
L’ambasciatore Usa, Tilman Fertitta, ha fatto spedire più di 2 mila inviti per l’Independence Day a Villa Taverna, il ricevimento si terrà il prossimo 2 luglio e chi ora ha in mano il cartoncino di pregio non fa proprio nulla per nasconderlo. Anzi. «Io sarò presente con il mio compagno Alejandro Martinez», rivela Rocco Casalino. «Sono stato invitato in quanto direttore del giornale online La Sintesi», ci tiene a precisare l’ex portavoce di Giuseppe Conte quando il leader M5S era a Palazzo Chigi.
Per Casalino, comunque, come per molti altri, l’invito a Palazzo Taverna è una conferma: le cronache lo ricordano già il 2 luglio dell’anno scorso impegnato in un angolo della villa in una fitta conversazione con il ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti (ci sarà anche lui pure quest’anno) per poi cominciare una videochiamata in spagnolo («Tu sabes que te amo y que te ho siempre amato!»). Probabilmente, però, l’interlocutore non era Alejandro Martinez, il nuovo compagno, imprenditore e conduttore televisivo di origini colombiane conosciuto solo nell’agosto 2025.
L’invito a Villa Taverna, in una città presenzialista come Roma, è motivo di vanto. Chi non ce l’ha, proverà fino alla fine ad imbucarsi. Ci sono ancora nove giorni di tempo. Di sicuro, però, non lo farà Angelo Bonelli, il leader (con Nicola Fratoianni) di Avs: «Io non sono stato invitato e non sarei andato comunque. Mi hanno messo nella black list...», scherza ma poi mica tanto l’esponente dei Verdi.
Dopo il duro scambio dei giorni scorsi tra Giorgia Meloni e Donald Trump, per fortuna ora i toni si sono abbassati. «Siamo nazioni sorelle», disse la premier un anno fa dal palchetto sul prato della residenza dell’ambasciatore. Anche Fertitta era in vena di gentilezze ( «the wonderful prime minister Melloni», la presentò così), malgrado non mancassero i motivi di attrito, con Trump che definiva già «scrocconi» gli alleati europei.
Acqua passata. Ieri Meloni ha confermato che «il governo ci sarà» anche quest’anno a Villa Taverna. Così, i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il 2 luglio come un anno fa saranno presenti. E pure il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ieri ha tenuto la porta aperta: «Se ho tempo andrò volentieri, gli hamburger sono sempre stati buonissimi». Non mancherà nemmeno Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati («Mai identificare un intero Paese con una singola persona», avverte).
E il Campo largo? Giuseppe Conte, che nel 2025 pure c’era, «non ha ancora sciolto la riserva», informa il suo staff. Il Pd, a parte l’atlantista Lorenzo Guerini, presidente del Copasir, l’anno scorso diede buca. «Noi di Iv invece ci saremo», avvertono dall’entourage di Matteo Renzi. Mentre Carlo Calenda, il leader di Azione, «non ha mai partecipato», rende noto il suo portavoce.
Insomma, mancano solo nove giorni e il gioco del «chi c’è chi non c’è» ormai è partito. La vera novità del 2026, però, riguarda il generale Roberto Vannacci, che manderà in avanscoperta per Futuro Nazionale la sua deputata Laura Ravetto, che a Villa Taverna c’era pure l’anno scorso, seppure da leghista.