Anteprima, 21 giugno 2026
TheAnteprima n.25
DOMENICA 21 GIUGNO 2026
(articoli apparsi sulla stampa estera
da sabato 13 a venerdì 19 giugno)
a cura di Roberto Rosano
Frase della settimana
«Nada é mais alegre do que
uma esfera quicando,
Nulla è più allegro
d’una sfera che rimbalza»
[Pelé, O Estado de S. Paulo, 18/6].
Su Truth Trump continua
ad attaccare Meloni
(che storpia in Gigiorgia)
Donald Trump su Truth: «La premier italiana Gigiorgia Meloni [il refuso è suo, ndc] mi ha chiesto ripetutamente di fare una foto con lei durante il vertice del G7 in Francia. La sua popolarità in Italia va male. Forse perché ha detto no agli Stati Uniti d’America – un Paese che ama e protegge veramente l’Italia – quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma lo ha fatto anche la Nato, se è per questo!). Non ci ha nemmeno permesso di usare le piste di atterraggio italiane [la base di Sigonella, ndc], un grande disagio logistico. Questo nonostante il fatto che gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e altri “cosiddetti” alleati della Nato. Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far “salire i suoi numeri” [risalire nei sondaggi, ndc]. No grazie!!!». Presidente DJT
El País: «La più solida affinità politica transatlantica sta toccando il punto più basso». Il Guardian parla di «dramma transatlantico». Più duro il Wall Street Journal: «I sorrisi al vertice non hanno fatto altro che mascherare le crepe di una relazione seriamente incidentata. I nazionalisti non possono essere amici troppo a lungo».
Per capire gli insulti online ormai serve un glossario,
ai Caraibi sempre più miliardari vogliono crearsi un piccolo Stato,
in Giappone la guerra in Iran ha fatto sparire la plastica,
san Michele e san Floriano sono finiti davanti alla Corte Suprema Usa,
i turisti corrono al Colosseo, ma il Telegraph vuole restare alla stazione Termini,
l’ex amante di re Juan Carlos campa ancora rivendendo i suoi regali,
in Australia le macchine schiacciano topi come bolle da imballaggio,
per l’Eliseo c’è più coda che per un concorso pubblico,
ormai i disabili non cercano più rampe ma parapendii,
la Frankfurter Allgemeine Zeitung loda la cazzimma dei manager italiani,
Rio è la città brasiliana dove cadono più elicotteri,
in Ungheria tutti cercano lo Zio Zsolti, il terrore dei ragazzi di Budapest
Acqua Nel Regno Unito è privata dal 1989. Effetto di una delle grandi privatizzazioni volute da Margaret Thatcher. Ora molti cittadini chiedono che torni sotto il controllo dello Stato. Accusano le società idriche di aver aumentato i costi senza modernizzare reti e impianti. Lo scorso anno le bollette sono aumentate del 26 per cento. «Eppure il bacino idrico di più recente costruzione risale a trent’anni fa» [Economist, Regno Unito, 13/6].
Cabrini, Francesca Religiosa italiana. Nata nel 1850 a Sant’Angelo Lodigiano, in Lombardia. Nel 1946 diventò la prima santa degli Usa. Fondò sessantasette scuole, ospedali e orfanotrofi in tre continenti. Oggi Leone XIV visita il suo paese natale. Il New York Times: «La Chiesa l’ha sempre presentata come una donna capace di superare confini, lingue e culture. Gli americani l’hanno trasformata in una mascotte dell’eccezionalismo nazionale. Una sorte curiosa. Una santa che dedicò la vita ai migranti è finita per diventare il simbolo di un Paese convinto di bastare a sé stesso» [Cummings, Nyt, Usa, 18/6].
Charter city Città a statuto speciale. I miliardari delle criptovalute ormai ne fondano a destra e a manca, soprattutto nei Caraibi. A Nevis l’imprenditore belga Olivier Janssens vuole costruirne una da diecimila abitanti. Avrebbe valuta, fisco e tribunali propri. «In Honduras esiste già un progetto simile. Si chiama Próspera. È nato nel 2017 grazie a una legge del presidente Juan Orlando Hernández. Nel 2024 la Corte Suprema ha abolito lo statuto speciale della città. I promotori hanno reagito chiedendo allo Stato undici miliardi di dollari di risarcimento. Una cifra pari a circa due terzi del bilancio pubblico annuale» [Politiken, Danimarca, 13/6].
Czerwony pasek In Polonia è la fascia diagonale bianco-rossa – colori della bandiera nazionale – stampata sulle pagelle degli studenti con una media di almeno 4,75 su sei. Più o meno un nove italiano. «Esiste dal 1977, in piena epoca comunista. Allora la ricevevano in media una decina di studenti per scuola. Negli anni Novanta, dopo la caduta del Muro, tre o quattro per classe. Oggi in molte scuole la ottiene fino al 75 per cento degli alunni di ogni classe. L’Associazione degli psicologi polacchi mette in guardia dal disagio dei pochi che restano esclusi [Plotnikova, Polityka, Polonia, 17/6].
Demenza Sindrome. Provoca il progressivo deterioramento della memoria e di altre funzioni cognitive. In Europa gli affetti da demenza sono circa dieci milioni. Secondo l’Università di Treviri, entro il 2050 potrebbero superare i diciotto milioni [Bild, Germania, 16/6] • SuperBrain è il programma sudcoreano per la prevenzione della demenza. Propone esercizi cognitivi personalizzati su tablet e comunica i risultati ai medici. La Corea del Sud teme uno «tsunami della demenza»: i malati nel Paese potrebbero passare dagli attuali ottocentomila a due milioni nei prossimi vent’anni [Chosun Ilbo, Corea del Sud, 17/6].
Diago Cabezas, Vicent Logopedista. Trentadue anni. Ucciso il 16 giugno nel suo studio nel quartiere Marxalenes di Valencia. L’assassino confesso è David G. S., ventiquattro anni, padre di un bambino in cura da Cabezas. Si è consegnato alla polizia un’ora dopo il ritrovamento del cadavere con le mani sporche di sangue. Dice di aver agito per proteggere il figlio da un presunto abuso. «Quando sono andato a riprenderlo era mezzo nudo e senza pannolino». Gli investigatori non confermano questa versione. Accanto al corpo è stato trovato un coltello con una lama di quindici centimetri [Bono, País, Spagna, 17/6].
Foodification Neologismo. Si deve al giornalista gastronomico di Repubblica Luca Iaccarino. Indica la tendenza del turismo contemporaneo a considerare il cibo più importante di monumenti e musei. A Le Nouvel Observateur è piaciuta: «L’Italia sta trasformando le sue città in un buffet a cielo aperto. Chi arriva a Roma o a Firenze non cerca più Caravaggio o Giotto. Vuole la carbonara o un panino alla finocchiona. I quartieri più interessanti pullulano di turisti affamati che se ne infischiano del Barocco e delle fontane del Bernini. Noi francesi detestiamo importare parole straniere, ma stavolta c’est nécessaire. Anche qui da noi il cibo è diventato l’epicentro del bastone da selfie. Esistono tour del flan. Del croissant. Del macaron. Un tempo si visitava il Canal Saint-Martin per le chiuse e i ponti girevoli. Oggi per le frittelle di ceci della Brasserie Valma. Se Stendhal tornasse sulla terra, oggi sverrebbe per una cacio e pepe» [Brion, L’Obs, Francia, 18/6].
Ginzburg, Carlo Storico italiano. Morto a Bologna il 18 giugno. Aveva ottantasette anni. È considerato uno dei fondatori della microstoria. Metodo che studia grandi fenomeni attraverso persone comuni e vicende marginali. La Folha de S.Paulo: «Mentre molti storici si occupavano di re, papi e generali, Ginzburg preferiva mugnai, contadini, eretici, streghe, lebbrosi e perseguitati. Per guardare più a fondo, riduceva la scala dell’osservazione. Sapeva trasformare i dettagli più piccoli in sconfinate finestre di memoria. Seguiva una traccia dimenticata in un archivio. Ricostruiva una vita. Mostrava che un villaggio poteva raccontare un’intera epoca. Che un mugnaio processato dall’Inquisizione poteva spiegare il Rinascimento meglio di molti principi» [Haddad, Folha de S.Paulo, Brasile, 18/6].
Guerra in Medio Oriente/1 Il mondo, senza saperlo, deve molto alla Cina. Durante la crisi molti analisti temevano che il prezzo del petrolio salisse fino a duecento dollari al barile. Non è successo anche perché Pechino ha ridotto gli acquisti. Prima del conflitto importava 11,6 milioni di barili al giorno. A maggio le importazioni sono scese sotto gli otto milioni, il livello più basso da oltre otto anni. La differenza è stata coperta con riserve nazionali stimate in circa 1,23 miliardi di barili. Meno acquisti cinesi hanno significato meno pressione sul mercato petrolifero mondiale e prezzi più bassi per tutti [Nyt, Usa, 18/6] • In Giappone la guerra ha fatto sparire la plastica. La produzione di materiale usato per sacchetti della spesa e sacchi dei rifiuti è scesa del 62 per cento. Secondo Haruhiko Sakaino, consulente dell’Agenzia giapponese per le risorse naturali e l’energia, anche se i flussi di petrolio tornassero subito alla normalità servirebbe almeno un anno per riequilibrare il mercato [Asahi Shimbun, Giappone, 18/6].
Guerra in Medio Oriente/2 La chiusura dello Stretto di Hormuz ha trasformato la Siria in uno dei pochi vincitori economici della guerra con l’Iran. Ogni giorno circa mille camion trasportano petrolio dall’Iraq al porto siriano di Baniyas. «Il traffico vale tra uno e due milioni di dollari al giorno per le casse di Damasco. Prima della guerra civile la Siria esportava il suo petrolio. Oggi guadagna soprattutto facendo passare quello degli altri» [Arab News, Arabia Saudita, 13/6].
Hate speech Odio online. Per evitare di essere bannati dalle piattaforme, gli odiatori nascondono sempre più spesso insulti e minacce dietro codici e meme. Alcuni ricercatori dell’Università di Aveiro, in Portogallo, li hanno raccolti in un glossario di novantuno pagine. Si chiama Discurso de ódio: Manual de Apoio e Glossário. «Tra i simboli più diffusi c’è il numero 14-88. Nel gergo Skinhead significa: “i bianchi devono restare al comando e Hitler aveva ragione”. C’è anche la rana Pepe the Frog. Nata come personaggio di un fumetto umoristico. Senza motivo, l’estrema destra l’ha trasformata in una mascotte mandando su tutte le furie il suo creatore, lo statunitense Matt Furie» [Lima, Diario de Noticias, Portogallo, 18/6].
Knittel, Simon Pubblicitario tedesco. Nel 2021 ha fondato la campagna Recht Gegen Rechts, «diritti contro la destra». Registra come marchi commerciali slogan, codici e simboli usati dai neonazisti. Poi denuncia chi li vende senza autorizzazione. Finora ne ha registrati sei, tra cui «Htlr», abbreviazione di Hitler senza vocali, e «Döp dö dö döp», ritornello della canzone L’amour Toujours spesso usato dall’ultradestra tedesca [Kavi, Nyt, Usa, 16/6].
Koch, Thomas Sindaco di Quincy, Massachusetts. Sessantatré anni. Nel 2024 ha speso ottocentocinquantamila dollari pubblici per due statue in bronzo di San Michele e San Floriano, patroni di poliziotti e vigili del fuoco. Alte tre metri. Dovevano essere collocate davanti al nuovo quartier generale della sicurezza pubblica, costato centosettantacinque milioni di dollari. Più di millecinquecento residenti hanno firmato una petizione contro il progetto e dodici cittadini hanno fatto causa al comune. La Corte Suprema del Massachusetts ha esaminato il caso il 6 maggio. La sentenza è attesa entro l’estate. Intanto le statue restano in magazzino [Washington Post, Usa, 17/6].
Larsen, Corinna Imprenditrice tedesca. Sessantadue anni. Per anni amante di re Juan Carlos di Spagna. A oltre dieci anni dalla fine della relazione continua a fare cassa con i regali del sovrano emerito. L’11 giugno ha venduto all’asta da Bonhams, a Londra, alcuni gioielli ricevuti da lui. Tra questi l’anello con cui, a suo dire, le chiese segretamente di sposarlo. Valutato oltre un milione di euro, è stato aggiudicato per centoventimila. Un bracciale di diamanti per centosettantamila euro. Gli orecchini coordinati per centoquarantasettemila. Totale: più di ottocentomila euro incassati in una sola asta [País, Spagna, 17/6].
Manager italiani Per decenni i tedeschi hanno associato l’Italia a vacanze, arte e caos. Oggi si ritrovano italiani ai vertici delle loro aziende. Andrea Orcel punta a Commerzbank. Pier Silvio Berlusconi è azionista di riferimento di ProSiebenSat.1. Gianbattista La Rocca vuole portare Italo sulle ferrovie tedesche. La Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Persino Goethe contribuì a diffondere l’immagine di un’Italia brillante ma disordinata. Oggi il cliché non si rovescia. Si aggiorna. I suoi manager si sono formati nelle migliori università internazionali. Sanno approfittare delle debolezze della nostra economia. Le imprese italiane hanno imparato a trasformare crisi, burocrazia e instabilità politica in una scuola di sopravvivenza. Questa palestra le ha rese flessibili e aggressive. I colossi tedeschi sono viziati dalle troppe certezze» [Schubert, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Germania, 18/6].
Meloni, Giorgia Premier italiana. Quarantanove anni. Dopo il G7 di Evian finisce al centro di uno scontro diplomatico con Donald Trump. Da ultimo il presidente Usa ha scritto su Truth: «Il primo ministro italiano Gigiorgia Meloni [il refuso è suo, ndc] mi ha chiesto, più e più volte, di fare una foto con me (…). Sta andando male in Italia con il suo livello di popolarità, forse perché ha detto no agli Stati Uniti d’America». Dopo aver ricordato che l’Italia non ha concesso agli Usa neanche le basi ha concluso: «Ora che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran vuole tornare a essere amica per far “salire i suoi numeri” [risalire nei sondaggi, ndc]. No grazie!!!». El País: «La più solida affinità politica transatlantica sta toccando il punto più basso». Il Guardian parla di «dramma transatlantico». Più duro il Wall Street Journal: «I sorrisi al vertice non hanno fatto altro che mascherare le crepe di una relazione seriamente incidentata. I nazionalisti non possono essere amici troppo a lungo» [Walker-Bergengruen, Wsj, Usa, 19/6].
Mondiali/1 Si disputano negli Usa, in Messico e Canada dall’11 giugno al 19 luglio. Gli economisti Alex Edmans, Diego García e Øyvind Norli hanno scoperto che perdere un Mondiale costa anche in Borsa. Una sconfitta può cancellare in un giorno lo 0,5 per cento del valore del mercato azionario nazionale. Lo chiamano «World Cup effect» [Shufelt, Globe and Mail, Canada, 18/6] • In Messico il prezzo dei biglietti ha raggiunto i centoventimila pesos, circa cinquemilaquattrocento euro. Ariadna Montiel, presidente nazionale di Morena, il partito della presidente Claudia Sheinbaum, ha invitato dirigenti e militanti a non farsi vedere negli stadi. «Dobbiamo stare con il popolo. Seguiremo le partite nei Fan Fest gratuiti organizzati nelle città messicane» [La Jornada, Messico, 17/6] • Maradona vinse la Coppa del Mondo del 1986 dopo una stagione di trentuno partite con il Napoli. Oggi molti campioni ne giocano quasi il doppio prima del Mondiale. Vinícius Júnior è arrivato al torneo dopo cinquantatré incontri ufficiali. Il 70 per cento in più [Pvc, Folha de S.Paulo, Brasile, 18/6].
Mondiali/2 Nel 1934 l’Italia ospita e vince la sua prima Coppa del Mondo. Il 10 giugno, nella finale di Roma, batte la Cecoslovacchia per due a uno ai tempi supplementari. Un commento dell’epoca ripubblicato dal Guardian: «La partita ha visto opporsi la manovra fluida dei cecoslovacchi all’ardore individualista degli italiani. Antonín Puč ha segnato per primo. Gli azzurri hanno visto avvicinarsi l’incubo di deludere il Duce. Hanno reagito con furia. Raimundo Orsi ha pareggiato. Angelo Schiavio ha deciso la finale. L’Italia fascista ha investito ingenti risorse nel torneo. Il governo di Roma utilizza lo sport alla stregua dei Cesari. Per rafforzare il consenso interno. Per distogliere l’attenzione dalle tensioni internazionali» [Nelsson, Guardian, Regno Unito, 17/6].
Morawa Cittadina agricola dell’Australia occidentale. Seicentosessanta abitanti. Da febbraio combatte una delle peggiori invasioni di topi della sua storia. Se ne contano fino a ottomila per ettaro. «I residenti controllano letti e bollitori prima di usarli. I serpenti della zona sono ingrassati per abbondanza di prede. Un agricoltore ha già speso oltre trentunomila dollari in veleni ed esche. Le auto schiacciano così tanti topi che le strade scoppiettano come pluriball» [Australian, Australia, 14/6].
Présidentielle Elezione del presidente della Repubblica francese. A dieci mesi dal voto del 2027 circa trenta politici valutano una candidatura all’Eliseo. Diciassette ci stanno già provando. Per presentarsi servono cinquecento firme di amministratori locali provenienti da almeno trenta dipartimenti. Se riusciranno a raccoglierle, cadrebbe il record di sedici candidati del 2002. «La corsa è talmente affollata che il ministro dell’Economia Roland Lescure ha iniziato a tenere una lista per non perdere il conto» [Hélin, Figaro, Francia, 17/6].
Prim Díaz, Gaspar In arte Gaspi. Youtuber argentino. Ventitré anni. È morto il 15 giugno nello scontro tra due elicotteri a Rio de Janeiro insieme al cantante statunitense Oliver Tree e ad altre quattro persone. Era diventato famoso per le sue interviste surreali e provocatorie per strada, riconoscibili dal saluto «Buenass». Aveva quasi tre milioni di iscritti su YouTube. «Rio de Janeiro possiede la seconda flotta di elicotteri del Brasile dopo San Paolo, con settecentoquarantatré apparecchi registrati. La città conta circa novanta voli al giorno. Tra gennaio 2025 e giugno 2026 in Brasile si sono verificati trecentodiciassette incidenti con elicotteri. Duecentoquattro, il 64 per cento del totale, solo nell’area di Rio» [Miozzo, Clarín, Argentina, 17/6].
Roma Termini Stazione ferroviaria. Ogni anno vi transitano oltre centocinquanta milioni di passeggeri. Per decenni è stata associata a traffico, degrado e borseggi. Il Telegraph: «Quell’inferno di cemento anni Cinquanta. Quel purgatorio di code infinite per un taxi. Quel posto da cui i romani con due soldi in tasca fuggivano verso il centro storico. Poi sono arrivati il Giubileo e i prezzi folli degli alberghi. E così, quasi per ripiego, ho scoperto l’Esquilino, il quartiere che circonda la stazione. Il resto del mondo si accalca tra la fontana di Trevi e il Colosseo. Io me ne sto a due passi dai treni. In una Roma vibrante. Vera. Miracolosamente libera dai turisti. Esco dall’albergo e mi trovo davanti Santa Maria Maggiore. Faccio pochi passi e incontro le terme romane. Ceno da Pommidoro senza l’ansia delle trappole per turisti. Volete la Roma autentica? Scendete dal treno e fermatevi» [Buckley, Telegraph, Regno Unito, 18/6].
Shivaji Re guerriero indù. Nato nel 1630 da una famiglia maratha dell’India occidentale. Nel Seicento fondò un impero che sfidò la dinastia musulmana Mughal. Oggi è uno dei simboli del nazionalismo indù di Narendra Modi. Negli ultimi anni centinaia di statue gli sono state dedicate in tutta l’India. «Il Maharashtra, lo Stato dove nacque Shivaji, ha stanziato cinque milioni di dollari per nuovi memoriali. La Marina ha adottato un emblema ispirato al suo sigillo. Gli storici contestano questa rilettura. Shivaji non odiava affatto i musulmani e li assumeva spesso come funzionari di corte perché più preparati di molti nobili indù» [Dawn, Pakistan, 16/6].
Silberstein, Alvaro Imprenditore cileno. Trentanove anni. Fondatore di Wheel the World, agenzia di San Francisco specializzata in turismo per persone con disabilità. In Oregon le fa arrampicare sugli alberi fino a trentaquattro metri d’altezza con carrozzine sospese a corde motorizzate. In California le fa volare in parapendio. In Costa Rica le fa surfare. Le prenotazioni erano circa tremila nel 2023. Nel 2025 hanno superato le novemila. Un aumento del 200 per cento in due anni. Anche Silberstein è paralizzato dalla vita in giù dall’età di diciotto anni [Tercera, Cile, 15/6].
Suburbs Quartieri residenziali tipici della classe media statunitense. Costruiti per le famiglie, stanno diventando quartieri per pensionati. Negli ultimi vent’anni il numero di anziani che vivono nei sobborghi americani è più che raddoppiato. Oggi il 27 per cento delle case con almeno tre camere da letto è occupato da persone con più di sessantacinque anni. Vent’anni fa era il 19 per cento. Nello stesso periodo le iscrizioni alle scuole elementari sono diminuite del 14 per cento [Economist, Regno Unito, 13/6].
Talking Buddy Assistente telefonico basato sull’intelligenza artificiale. Lo ha sviluppato l’azienda coreana Naver Cloud durante la pandemia. Oggi comuni e contee della Corea del Sud lo usano per assistere gli anziani che vivono soli. Talking Buddy chiama migliaia di persone ogni settimana. C’è chi gli racconta gli acciacchi della vecchiaia. Chi gli suona il pianoforte. Chi lo invita a pranzo pur sapendo che non può presentarsi. Un veterano di ottantuno anni segna le sue telefonate sul calendario con la parola coreana seon, «tesoro». Dice: «Nessun figlio ti chiama con tanta regolarità» [Chosun Ilbo, Corea del Sud, 17/6].
Terekh, Iryna Imprenditrice ucraina. Trentaquattro anni. Prima della guerra progettava edifici a Kharkiv. Nel 2022 ha fondato Fire Point in un garage con diciotto dipendenti. Oggi l’azienda ne impiega seimila in ottantaquattro stabilimenti. Produce il missile Flamingo, con una gittata di tremila chilometri. Più o meno la distanza tra Roma e Capo Nord. Racconta a Le Figaro: «In azienda giravano battute sessiste sul fatto che una donna fosse al comando. Durante i test finì la vernice arancione. Restava solo quella rosa. Le battute ripresero subito. Il missile diventò rosa. Lo chiamammo Flamingo. Pensammo: cosa penseranno i russi se li colpiamo con una cosa tanto graziosa?» [N.B., Figaro, Francia, 17/6].
Uova In Asia negli ultimi trent’anni la produzione è più che quadruplicata. Oggi il continente fornisce quasi due terzi delle uova del mondo. «L’89 per cento delle galline vive ancora in gabbia. Spesso in uno spazio che non supera i cinquecento centimetri quadrati. Poco meno di un foglio A4» [Korea Times, Corea del Sud, 13/6].
Wild Drones Competizione ucraina per piloti militari di droni. Si svolge in un parco divertimenti dell’Ucraina occidentale. I soldati arrivano direttamente dal fronte con mogli e figli. Fanno volare i loro droni tra altalene, giostre e stand di barbecue. Vince chi arriva prima e commette meno errori. In palio tre droni Vampire da combattimento. «Nel 2022 i droni militari erano una nicchia. Oggi decine di eventi simili si tengono ogni anno. Servono a testare nuove tecnologie, attirare reclute e offrire qualche ora di riposo ai soldati» [Varenikova, Nyt, Usa, 15/6].
Zsolti bácsi In ungherese significa «Zio Zsolti». È il soprannome di un presunto molestatore che da quasi un anno ossessiona la politica ungherese. Lo scandalo esplode nel 2024 in un riformatorio di Budapest. Alcuni ex ospiti raccontano che un uomo potente entrava nell’istituto e sceglieva personalmente i ragazzi da abusare. Per ora nessuna prova. Questa settimana arriva una prima novità. L’ex educatore Kiss Márió diffonde un audio. Una voce dice di avere ricevuto quattro milioni di fiorini, circa diecimila euro, da Márton Magyar, fratello del primo ministro, per fare il nome di Zio Zsolti. Secondo Kiss, a parlare è Bangó Sándor, principale testimone dell’inchiesta. Al momento tutti negano [Blikk, Ungheria, 18/6].
Lingua
Ecco alcune parole nuove
che abbiamo imparato
frequentando la stampa estera
Gandula (dal portoghese). In Brasile è il raccattapalle. Una leggenda fa risalire il termine a Bernardo Gandulla, attaccante argentino del Vasco nel 1939. «Si dice che, quando non giocava, dalla panchina corresse a recuperare i palloni usciti dal campo. Un vero gentiluomo. La storia è entrata perfino nei dizionari. Ma è falsa. Il termine deriva dallo spagnolo “gandul”, cioè fannullone, sfaccendato. Mai etimo fu così ingiusto» [Capanema, Folha de S.Paulo, Brasile, 18/6].
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Pena ajena (spagnolo, lett. «imbarazzo altrui»). Vergogna provata per una figuraccia fatta da qualcun altro. In Spagna dal 2016 è andato in onda per alcune stagioni Vergüenza ajena, un misto di Blob e Paperissima costruito su gaffe, cadute e video virali. Ancora oggi molte clip del programma continuano a raccogliere milioni di visualizzazioni. «La pena ajena è diventata un genere di intrattenimento» [El Mundo, Spagna, 17/6].
•
Quiet vacationing (inglese, «vacanza silenziosa»). Lavorare dalla spiaggia, dalla montagna o da una casa vacanze senza dirlo al datore di lavoro. Si è diffuso con lo smart working. «Negli Usa molte aziende hanno rafforzato i controlli sugli accessi remoti per motivi fiscali e assicurativi. Un dipendente che lavora da un altro Stato o Paese può creare obblighi tributari inattesi. Secondo Harris Poll quasi il 40 per cento dei lavoratori statunitensi ammette di aver lavorato in vacanza almeno una volta nella vita» [Sme, Slovacchia, 15/6].
•
Torschlusspanik (tedesco, lett. «panico della chiusura del portone»). Ansia di perdere «l’ultimo treno». In origine indicava la paura di restare fuori dalle mura cittadine dopo la chiusura dei portoni. Oggi descrive chi teme di essere troppo vecchio per trovare un partner, avere figli o cambiare vita. In Germania l’età media del primo figlio supera ormai i trent’anni. La prima casa viene acquistata dopo i trentotto. Negli anni Ottanta molti tedeschi diventavano proprietari prima dei trenta [Tagesspiegel, Germania, 13/6].
Analisi e opinioni
«L’alcol non fu un dettaglio della rivoluzione americana. Contribuì a creare comunità, identità politica e reti economiche che alimentarono la ribellione contro Londra. Il sidro e la birra si bevevano anche a colazione. Nel 1750 la sola Boston ospitava sessantatré distillerie. George Washington ne aprì una dopo aver lasciato la presidenza. Thomas Jefferson spendeva circa il 13 per cento del suo stipendio presidenziale in vino. Nel 1737 Benjamin Franklin pubblicò sulla Pennsylvania Gazette un elenco di oltre duecento modi diversi per dire “ubriaco”. Perfino la melodia dell’inno nazionale statunitense deriva da To Anacreon in Heaven, una canzone britannica dedicata al dio greco del vino» [Biersdorfer, Nyt, Usa, 16/6].
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«Sette matematici della Carnegie Mellon University hanno lavorato per oltre due anni. Volevano formalizzare il celebre teorema dell’impacchettamento delle sfere in otto dimensioni. L’intelligenza artificiale Gauss della startup statunitense Math Inc. ha completato lo stesso compito in cinque giorni» [Barber, Nyt, Usa, 17/6].
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«La medicina, come la civiltà, è un cimitero di scoperte dimenticate. Migliaia di anni fa gli esseri umani perforavano già crani, amputavano arti e curavano denti cariati. A volte una società scopre qualcosa e poi lo dimentica con la complicità dei pregiudizi e della religione. Il progresso non dipende solo da ciò che impariamo, ma anche da ciò che non dimentichiamo. Tra cent’anni molte delle cose che abbiamo appena capito finiranno nell’oblio. Tra duecento anni qualcuno le scoprirà di nuovo» [Silikinska, Polityka, Polonia, 17/6].
In chiusura
Secondo l’Economist,
gli Usa hanno ancora le piattaforme di streaming,
ma non decidono più cosa guarda il mondo
«Per oltre un secolo gli Usa hanno monopolizzato l’immaginario culturale del mondo. Oggi continuano a dominare la distribuzione attraverso piattaforme come YouTube e Netflix, ma stanno perdendo il controllo dei contenuti. In Brasile novantasei dei cento artisti più ascoltati sono brasiliani. Su YouTube tre video virali su quattro non attraversano le frontiere. Nascono e diventano popolari entro i confini nazionali. La quota statunitense nelle nuove produzioni in streaming è scesa dal 70 al 36 per cento in sei anni. In India oltre metà dei contenuti caricati su YouTube non è in inglese e nemmeno in hindi, ma nelle altre milleseicento lingue e dialetti riconosciuti dal Paese. Il mondo continua a usare infrastrutture americane, ma quello che ascolta e guarda è sempre più locale. La globalizzazione per ora non ha creato una cultura unica, ma milioni di nicchie» [Economist, Regno Unito, 13/6].
I giornali di questo numero: Arabia Saudita Arab News Argentina Clarín Brasile Folha de S.Paulo, O Estado de S.Paulo Canada The National Post Corea del Sud Chosun Ilbo Danimarca Politiken Finlandia Helsingin Sanomat Francia Le Figaro, Le Nouvel Observateur, Le Point Germania Bild, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tagesspiegel
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Ciao. A domenica prossima
The Anteprima
a cura di Roberto Rosano
Anno I Numero 25
Supplemento ad Anteprima
Direttore Giorgio Dell’Arti
Vicedirettore Jessica D’Ercole
Domenica 21 giugno 2026
ISSN 2611-3430