Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 24 Domenica calendario

TheAnteprima n.21

DOMENICA 24 MAGGIO 2026
 (articoli apparsi sulla stampa estera
da sabato 16 a venerdì 22 maggio)
a cura di Roberto Rosano
Frase della settimana
«Turns out Zelens’kyj did have the cards after all,
Alla fine Zelens’kyj le carte le aveva eccome»
[Economist, Regno Unito, 17/5].
Secondo il Newsweek,
per sopravvivere
i Trump devono diventare 
i nuovi Kardashian 
 
«Donald Trump ha costruito uno dei marchi politici più riconoscibili e redditizi d’America. Forbes stima il suo patrimonio intorno ai sei miliardi e mezzo di dollari. Ma il trumpismo ha un problema: dipende quasi interamente dal fondatore. Per questo Amazon e l’entourage di Mar-a-Lago starebbero pensando al ritorno di The Apprentice con Donald Trump Jr., figlio del tycoon, come conduttore. L’obiettivo è trasformare la famiglia presidenziale in una dinastia permanente sul modello Kardashian, il cui brand mediatico vale oggi cinque miliardi di dollari. Il marchio Trump invece vive di attività molto più evanescenti: criptovalute, campi da golf e speculazioni avventate. Nel 2025 le società riconducibili al presidente hanno perso oltre settecentododici milioni di dollari. Nel primo trimestre di quest’anno Truth Social ha registrato più di quattrocento milioni di perdite. Dalla quotazione in Borsa il titolo Trump Media & Technology Group ha perso circa il 90 per cento del suo valore. Gli unici affari che Trump ha sempre azzeccato sono quelli televisivi. Negli anni Duemila The Apprentice gli fruttò oltre quattrocentoventisette milioni di dollari. Se il marchio Trump non tornerà a splendere in tv, rischia di perdere due terzi della sua forza nei prossimi sette anni» [Newsweek, Usa, 22/5].
  
A Barcellona si affittano letti a ore perché le case non bastano,
il debito familiare Usa ha superato un trilione di dollari,
in Giappone body builder e lottatori di sumo si reinventano badanti,
l’Italia è il Paese europeo con le madri più vecchie,
il Portogallo quello con più figli unici,
la Gold Card di Trump è stata un colossale fiasco,
le ricerche scientifiche sull’allattamento sono quattordicimila,
quelle sull’impotenza trentaduemila,
la guerra in Iran manda in rosso il Metropolitan di New York,
 i giovani francesi si sballano con la droga del palloncino,
i polacchi costruiscono rifugi militari coi sacchetti della mondezza,
i cervi francesi sono sempre più sbronzi  
 
Affitto Canone per abitare una casa altrui. Negli ultimi cinque anni nell’Ue è aumentato del 60 per cento. Molto più dei salari, cresciuti solo del 21,9 per cento. La Banca di Spagna stima una carenza di settecentomila abitazioni. A Barcellona gli appartamenti di fascia media ricevono duecento richieste all’ora. Nei quartieri più poveri qualcuno affitta letti a turni per poche ore. In Olanda la lista d’attesa per una casa popolare sfiora gli undici anni [Economist, Regno Unito, 16/5].
 
Anziani In Giappone oggi circa un abitante su sei ha più di settantacinque anni. Gli anziani sono così tanti che gli ospizi faticano a trovare abbastanza infermieri e assistenti. Perciò hanno iniziato a reclutare bodybuilder, lottatori di sumo ed ex atleti di arti marziali. «Vengono assunti perché riescono a sollevare da soli pazienti sempre più pesanti e non autosufficienti» [Asahi Shimbun, Giappone, 19/5].
 
Armenia Repubblica del Caucaso meridionale. Dopo la sconfitta di tre anni fa contro l’Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh, il premier Nikol Pashinyan ha accusato la Russia di non avere difeso il Paese. Da allora l’Armenia guarda sempre più all’Ue. Bruxelles ha promesso oltre due miliardi e mezzo di euro per infrastrutture e trasporti. Circa il 10 per cento del Pil armeno. Mosca però controlla ancora l’85 per cento del gas del Paese. Mantiene una base militare con tremila soldati a Gyumri e continua a pattugliare i confini che dividono l’Armenia da Iran e Turchia [Aravot, Armenia, 16/5].
 
Bagordi In Borgogna la gendarmeria ha invitato gli automobilisti alla massima cautela per la possibile presenza di «animali ubriachi». In primavera cervi, caprioli e altri ungulati selvatici mangiano frutti fermentati, ricchi di alcol naturale prodotto dalla decomposizione. «Un video diffuso dalla polizia mostra un cervo visibilmente sbronzo che gira su sé stesso, stramazza a terra e poi riparte barcollando in mezzo a un campo di mais» [Parisien, Francia, 18/5].
 
Bernabéu Stadio. Ospita le partite del Real Madrid. Negli ultimi anni è stato trasformato in una grande arena per concerti ed eventi. Nel 2023 è nata la Asociación Vecinal de Perjudicados por el Bernabéu. Gruppo di residenti in protesta contro il rumore causato dagli spettacoli. L’associazione è riuscita a fare annullare quasi tutti i grandi concerti previsti nello stadio «per superamento dei limiti acustici». Ha anche bloccato alcuni lavori per nuovi parcheggi sotterranei. Ora altri quartieri di Madrid vicini agli stadi chiedono il suo aiuto. Quest’estate al Metropolitano sono previsti circa trenta concerti. Undici soltanto di Bad Bunny [Franco, País, Spagna, 19/5].
 
Cast Modello di Ai sviluppato dall’azienda statunitense Acled. Serve a prevedere guerre, rivolte e violenze politiche. Si avvale di centocinquanta ricercatori che monitorano in dettaglio criminalità, clima, economia, mortalità infantile e social network di tutti i Paesi del mondo. Nel 2023 predisse correttamente gli scontri tra gang nello Stato brasiliano del Ceará. Interrogato sulle tensioni in Medio Oriente «ha stimato le probabilità di un abbattimento imminente del regime iraniano non superiori al 20 per cento» [Economist, Regno Unito, 16/5].
 
Chip Circuiti elettronici miniaturizzati. Sono sempre più centrali nei mercati globali. Chi li produce sta guadagnando fortune astronomiche. L’americana Intel quest’anno è cresciuta del 195 per cento. Nvidia dell’85 per cento. La taiwanese Tsmc del 70 per cento. La sudcoreana Sk Hynix del 110 per cento [Levy, Washington Post, Usa, 18/5] • Toto, storico produttore giapponese di gabinetti e rubinetteria, ormai deve più della metà dei suoi profitti alla vendita di componenti ceramiche usate per fabbricare semiconduttori [Asahi Shimbun, Giappone, 16/5].
 
Cinema italiano Libération dedica un lungo articolo alla «devastazione» della settima arte operata, a suo dire, dal governo Meloni. «È un caso che, per la prima volta, nessun film italiano sia stato selezionato a Cannes, a Berlino e in qualsiasi altro festival che conti davvero qualcosa? Nel 2024 quasi metà dei fondi distribuiti dal ministero della Cultura, ventuno milioni di euro su quarantotto, sono andati a film di dubbio gusto legati all’identità nazionale o a figure care alla destra. Intanto il fondo pubblico per cinema e audiovisivo è stato tagliato di novanta milioni di euro. Assistiamo alla lenta occupazione politica di una delle industrie cinematografiche più prestigiose al mondo» [Jozsef, Libération, Francia, 19/5].
 
Davignon, Étienne Banchiere ed ex diplomatico belga. Morto il 19 maggio all’età di novantatré anni. Aristocratico, fumatore di pipa, eminenza grigia delle riunioni Bilderberg. Ultimo imputato ancora in vita nel processo sull’assassinio di Patrice Lumumba, primo premier democraticamente eletto del Congo. Nel 1961 Lumumba venne deposto, fucilato e sciolto nell’acido solforico. Secondo vari storici Bruxelles ne favorì l’eliminazione per difendere miniere e interessi economici nell’ex colonia africana. Nel 2002 il Belgio ammise una certa «responsabilità morale» nel delitto. «Davignon è stato la cassaforte, e adesso la tomba, dei segreti più inconfessabili del vecchio Belgio» [Noppe, Le Soir, Belgio, 18/5].
 
Figli Secondo Eurostat il 76,4 per cento delle famiglie europee non ne ha. Tra quelle con bambini quasi la metà si ferma a uno solo. Il Portogallo è il Paese Ue con più figli unici, il 61 per cento. Segue l’Italia con il 55 per cento. La Francia mantiene il tasso di fertilità più alto d’Europa, 1,79 figli per donna. Le italiane sono le mamme più vecchie del Continente: il primo figlio arriva attorno ai trentadue anni. In Bulgaria prima dei ventisette [Osório, Diario de Noticias, Portogallo, 20/5].
 
Guerra in Medio Oriente/1 Le famiglie americane ricorrono sempre più spesso alla carta di credito per comprare benzina, cibo e medicine. Negli ultimi mesi il debito familiare Usa ha superato il trilione di dollari. La percentuale di cattivi pagatori è salita al 4,8 per cento, massimo dal 2017 [Cowley, Nyt, Usa, 18/5] • In Bahrein, nell’ultimo mese, la spesa con carta di credito negli alberghi è crollata del 64 per cento. A Dubai l’occupazione delle camere d’hotel è scesa al 10 per cento. A febbraio superava l’80. Emirates negli ultimi due mesi ha trasportato 4,7 milioni di passeggeri. Circa la metà del solito [Economist, Regno Unito, 16/5] • L’Asia soffre la crisi di Hormuz più di qualsiasi altro continente. L’India spende centocinquanta milioni di dollari al giorno per tenere bassi i prezzi del carburante. Il Vietnam dice di avere riserve per meno d’un mese. L’Indonesia per sole tre settimane. In Bangladesh gli agricoltori sono arrivati a fare un giorno intero di fila per due litri di diesel [India Times, India, 16/5].
 
Guerra in Medio Oriente/2 A causa della crisi di Hormuz, l’Arabia Saudita ha annullato un accordo da duecento milioni di dollari con il Metropolitan Opera di New York. I finanziamenti sarebbero dovuti partire dal 2028. Il Met però aveva già impostato i bilanci contando su quei soldi. Ora deve coprire un buco da trenta milioni di dollari. Ha già iniziato a tagliare stipendi, spettacoli e personale [Nagourney, Nyt, Usa, 23/4] • Secondo Bain & Company, le tensioni in Medio Oriente hanno fatto perdere al mercato mondiale del lusso non meno di settanta milioni di consumatori. La maison svizzera Chopard, negli ultimi mesi, ha registrato un calo del 20 per cento. A Dubai diversi hotel a cinque stelle hanno chiuso interi piani per mancanza di ospiti [Schmid, Sonntags Blick, Svizzera, 17/5].
Kressin, Klaus-Bolko Truffatore tedesco, ottantaquattro anni. Per decenni si è finto Moshe Mendelssohn, falso sopravvissuto ebreo a Dachau. Scriveva libri, teneva conferenze sulla Shoah nelle scuole e persino in televisione. Diceva di essere nato nel 1933 a Vladivostok, da un medico ebreo trasferito a Berlino. Negli anni ha accumulato un numero astronomico di balle. Da un’improbabile collaborazione con il Mossad a una del tutto insussistente amicizia con Salvador Dalí. È stata un’inchiesta della Bild a sbugiardarlo davanti all’opinione pubblica. Non solo s’è scoperto che non era ebreo, ma pare che i genitori fossero assai ben introdotti negli ambienti nazisti [Bild, Germania, 16/5].
Latte materno Ogni anno nel mondo partoriscono circa centotrenta milioni di donne. Secondo l’Università dell’Australia Occidentale, due su cinque hanno problemi di allattamento. «Se tutti i neonati fossero nutriti col latte materno si eviterebbero ottocentoventitremila morti infantili all’anno, soprattutto nei Paesi poveri dove il latte artificiale viene spesso preparato con acqua contaminata». Eppure gli studi scientifici sul tema sono appena quattordicimila. Quelli sull’impotenza superano i trentaduemila [Economist, Regno Unito, 16/5].
Lero Lero Band musicale palermitana formata da Alessio Bondì, Donato Di Trapani e Fabio Rizzo. Recupera antichi canti siciliani come nenie, richiami dei carrettieri e filastrocche dei salinai per poi trasformarli attraverso l’elettronica. Grazie a Spotify, la band si sta facendo strada anche all’estero. Il Guardian: «I Lero Lero stanno liberando la Sicilia dal folclore addomesticato dei Dolce & Gabbana e dei Camilleri. A differenza di recenti esperimenti pop come Al mio Paese di Serena Brancale, Levante e Delia, non fanno nulla per rendere il Sud Italia esportabile. Non attenuano la fame dei salinai, la miseria dei contadini, la rabbia dei minatori. La loro musica è lacerante, aspra e modernissima» [Iacobini de Fazio, Guardian, Regno Unito, 19/5].
 
Lobby register Registro pubblico degli incontri tra politici e gruppi di pressione. Serve a rendere trasparenti i rapporti tra potere e lobbismo. Germania, Irlanda, Francia e Ue l’hanno già introdotto. I Paesi Bassi, come Romania, Spagna e Italia, ne discutono da oltre dieci anni, senza aver mai approvato una vera legge. A L’Aia esiste soltanto un pass per entrare negli spazi pubblici del parlamento. «I lobbisti registrati con questo sistema sono cinquantasette. Quelli che intrallazzano con politici e funzionari davanti a un caffè superano il migliaio» [Seine, Nrc, Paesi Bassi, 20/5].
 
Manipur Stato dell’India nordorientale. Da tre anni è attraversato da violenti scontri etnici tra la comunità Meitei, in maggioranza indù, e la minoranza Kuki, prevalentemente cristiana. Il conflitto ha già causato oltre duecentocinquanta morti e sessantamila sfollati. Centinaia di villaggi e chiese sono stati distrutti. Il 13 maggio due religiosi salesiani sono stati rapiti vicino a Imphal e liberati il giorno successivo. Nelle stesse ore un commando indù ha ucciso tre pastori battisti lungo la strada tra Kangpokpi e Lamka [Osservatore Romano, Vaticano, 16/5].
Meloni, Giorgia Premier italiana. Anni quarantanove. Chiede all’Ue di allentare le regole sul debito per finanziare nuovi aiuti contro il caro energia. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung: «La premier sembra dimenticare i novantacinque miliardi di fondi europei post-Covid ancora disponibili. Soldi già stanziati dall’Ue attraverso il Pnrr, non nuovo debito emesso sui mercati dal Tesoro italiano. Ci sono molti dubbi sulla possibilità che Meloni riesca a riportare il deficit sotto il 3 per cento del Pil. L’economia italiana zoppica per problemi strutturali ancora irrisolti. Famiglie e aziende pagano le bollette più alte d’Europa. L’età media degli italiani sfiora i cinquant’anni. La scuola resta sganciata dal mercato del lavoro. Ci sono trecentottantaduemila posti difficili da coprire, soprattutto tra operai specializzati e tecnici industriali» [Schubert-Mussler, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Germania, 20/5].
Mussolini, Alessandra Showgirl e politica italiana, anni sessantatré. Vincitrice del Grande Fratello Vip 2026. Il Times: «La vittoria della nipote del Duce conferma il rapporto sempre più rilassato dell’Italia con il proprio passato fascista. Per decenni il cognome Mussolini ha evocato una delle eredità politiche più tossiche d’Europa. Da oggi molti italiani più giovani lo assoceranno ai tormentoni virali della simpatica Alessandra» [Kington, Times, Regno Unito, 21/5]. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung: «La riabilitazione provocatoria dell’eredità fascista è ormai radicata nella cultura pop italiana. Alessandra Mussolini ne è diventata il volto più televisivo. I reality raggiungono milioni di spettatori poco politicizzati e molto trasversali. Un pubblico che in Italia vale quasi quanto una campagna elettorale. Ma i giornalisti italiani non sembrano porsi questi problemi» [Krüger, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Germania, 22/5].
 
Ney, Martin Pedofilo e serial killer tedesco, cinquantacinque anni. Soprannominato «l’uomo in nero». Arrestato in Germania nel 2011. Condannato all’ergastolo per tre omicidi di bambini e vari stupri. In questi giorni viene processato in contumacia anche in Francia. È accusato dell’assassinio di Jonathan Coulom, undici anni. Scomparso durante una colonia vicino Nantes, nel 2004. Il corpo fu trovato soltanto un mese dopo in uno stagno. Legato con una corda a un blocco di cemento. Pochi giorni prima del ritrovamento, Ney scrisse su un forum di pedofili che «l’uomo in nero aveva colpito di nuovo» [Condomines, Libération, Francia, 19/5].
 
Ottimismo Atteggiamento mentale. Secondo la rivista Cardiology Clinics, le persone ottimiste, rispetto alla media, hanno il 35 per cento di probabilità in meno di avere infarti, ictus e altri problemi cardiovascolari. L’ottimismo abbassa infiammazione, cortisolo e resistenza insulinica. Alcuni esercizi di gratitudine e meditazione riducono la pressione sistolica fino a otto punti in appena otto, dodici settimane [Page, Washington Post, Usa, 18/5].
 
Padilla, Martin Ispettore texano del settore petrolifero. Origini messicane. Anni trentacinque. Uno dei cosiddetti Dreamers, gli immigrati arrivati illegalmente negli Usa da bambini e protetti dal programma Daca introdotto da Barack Obama nel 2012. Nell’agosto scorso, Padilla è stato fermato in un aeroporto del Texas per poi essere deportato in Messico. Aveva documenti regolari, moglie americana e tre figli nati negli Usa. È riuscito a rientrare soltanto dopo sette mesi e una lunga causa federale. Durante il secondo mandato di Trump le autorità migratorie hanno arrestato almeno seicentocinquanta Dreamers [Jordan-McNeill, Nyt, Usa, 18/5].
 
Patel, Kash Direttore dell’Fbi, quarantacinque anni. Sotto accusa per avere usato mezzi e personale federale per attività private insieme alla compagna Alexis Wilkins. Tra gli episodi contestati una seduta di snorkeling vicino al relitto della Uss Arizona a Pearl Harbor. Lì giacciono oltre novecento marinai americani morti nell’attacco giapponese del 1941. Il sito è considerato una tomba di guerra. Per questo è severamente vietato immergersi nell’acqua in costume da bagno. Per accompagnare Patel, i Navy Seals hanno usato due imbarcazioni militari [Wall Street Journal, Usa, 19/5].
 
Petrini, Carlo Gastronomo e giornalista italiano. Fondatore di Slow Food. Morto il 22 maggio a settantasei anni. Nel 1986 guidò le proteste contro il primo McDonald’s italiano vicino a piazza di Spagna. Lui e altri attivisti distribuivano piatti di pasta gridando: «Non vogliamo fast food. Vogliamo slow food». Da quel movimento nacque una rete internazionale oggi presente in oltre centosessanta Paesi. Il Guardian: «Petrini ha trasformato il cibo in una battaglia culturale contro velocità, omologazione e agricoltura industriale. Le sue campagne hanno collegato contadini, cuochi, artigiani e giovani attivisti di tutto il mondo attorno all’idea di un’alimentazione buona, pulita e giusta. Il Regno Unito avrebbe disperatamente bisogno di un uomo come lui» [Giuffrida, Guardian, Regno Unito, 22/5]. «Spesso il signor Petrini veniva paragonato a figure religiose, considerato un apostolo dell’agricoltura sostenibile o un Noè intento a salvare le cucine tradizionali dall’estinzione. E, come Noè, aveva la sua arca, l’Arca del Gusto, una sorta di lista di cibi e piatti in via di estinzione, che Slow Food incoraggiava a coltivare e cucinare» [Risen, Nyt, Usa, 22/5]. 
Polonia Repubblica dell’Europa orientale. Si è posta l’obiettivo di addestrare quattrocentomila civili entro la fine dell’anno. I corsi si tengono nei fine settimana: pronto soccorso, cybersicurezza e sopravvivenza. I partecipanti imparano a trasformare sacchi della spazzatura in ripari contro la pioggia. Costruire toilette d’emergenza con secchi e coperchi. Preparare uno zaino da evacuazione in pochi minuti. Dopo gli Usa, la Polonia è il Paese Nato che spende di più in difesa, il 5 per cento del Pil. L’esercito conta già duecentoquindicimila soldati [Politiken, Polonia, 20/5].
Protossido di azoto Volgarmente noto come «gas esilarante». In Francia è diventato una delle droghe più diffuse tra i giovani. Si inala con palloncini riempiti da cartucce o bombole. Provoca euforia immediata, allucinazioni e perdita di controllo. Secondo l’Osservatorio francese sulle droghe, il 5,5 per cento degli studenti delle medie lo ha già provato. Solo nella zona di Lille gli ospedali registrano fino a trecento casi gravi l’anno. Alcuni ragazzi arrivano paralizzati o incapaci di camminare. Secondo l’associazione 40 Millions d’automobilistes, lo scorso anno quattrocentocinquanta incidenti gravi in Francia sono stati causati dal protossido di azoto [Négroni, Figaro, Francia, 19/5].
 
Sudan Repubblica dell’Africa nordorientale. Da tre anni è in corso una guerra civile tra l’esercito del generale Abdel Fattah al-Burhan e le Forze di supporto rapido guidate da Mohamed Hamdan Dagalo. Secondo varie stime il conflitto ha già causato circa centocinquantamila morti e nove milioni di sfollati interni. Colera, morbillo, malaria e dengue si diffondono sempre più rapidamente. Secondo l’Unicef, quest’anno ottocentoventicinquemila bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave. Il 7 per cento in più rispetto all’anno scorso [Osservatore Romano, Vaticano, 16/5].
 
Trump Gold Card Visto speciale per milionari. Concede la residenza accelerata negli Usa in cambio di un milione di dollari. Esiste anche una versione Platinum da cinque milioni. Numero di persone interessate: trecentotrentotto. Numero di persone che hanno completato la pratica: cinquantanove. Numero di persone che hanno ottenuto il visto: una. «L’ennesimo flop dell’amministrazione Trump. Casomai non bastassero quelli di cui si parla tutti i giorni» [Lynn, Washington Post, Usa, 18/5].
 
Zoos humains Esposizioni coloniali. Molto diffuse in Europa tra Ottocento e Novecento. Africani, asiatici e amerindi venivano portati nelle capitali europee ed esposti al pubblico dentro finti villaggi esotici allestiti negli zoo. Nel 1892 il Jardin d’Acclimatation di Parigi espose in un recinto trenta indigeni Kali’na della Guyana francese. Otto morirono a causa delle intemperie e delle malattie. I loro resti finirono nelle collezioni del Museo nazionale di Storia naturale di Parigi. Il 19 maggio il Senato francese ha votato una legge per restituirli ai discendenti [Lacour, Libération, Francia, 19/5].
 
Lingua
Ecco alcune parole nuove
che abbiamo imparato
frequentando la stampa estera
Euromaxxing (dall’inglese, «vivere all’europea»). Trend nato come meme tra giovani statunitensi stanchi dei ritmi ipercompetitivi degli Usa. Esalta lo stile di vita delle città europee. «Fare colazione al bar leggendo il giornale. Comprare pane e verdura nei mercati rionali. Camminare invece di guidare. Cose che a noi europei sembrano normali, ma non lo sono in superpotenze come Usa, Cina e Russia» [Van de Ven, Nrc, Paesi Bassi, 20/5].

Iktsuarpok (dall’inuit, lett. «uscire per vedere se arriva qualcuno»). Arcaismo tornato virale in Groenlandia dopo le continue minacce colonialiste di Donald Trump. «Online molti groenlandesi scherzano sull’abitudine di aprire la porta ogni cinque minuti per controllare se all’orizzonte stanno arrivando gli americani» [Politiken, Danimarca, 18/5].

Merzfatigue (dal tedesco, lett. «stanchezza da Merz»). Neologismo usato da giornalisti e utenti tedeschi per descrivere la saturazione dell’opinione pubblica verso Friedrich Merz. «Troppe apparizioni televisive. Polemiche continue. Dichiarazioni allarmistiche su guerra, migranti ed economia. Essere tedeschi non è mai stato tanto stancante dai tempi della Ddr» [Tagesspiegel, Germania, 18/5].

Poronkusema (dal finlandese, lett. «piscio di renna»). Antica unità di misura usata in Lapponia. Indica la distanza che una renna può percorrere prima di fermarsi a urinare. Circa sette chilometri e mezzo. «Oggi il termine sopravvive nel linguaggio colloquiale finlandese. Serve a indicare un luogo lontanissimo, difficile da raggiungere o perso nella natura» [Helsingin Sanomat, Finlandia, 19/5].
  
Analisi e opinioni
 
«Quando leggete statistiche e studi scientifici fate attenzione alle “correlazioni spurie”. L’esempio classico è quello della cicogna. Si diffuse la leggenda che portasse i bambini perché, nelle case con un neonato, il camino restava acceso anche in primavera. Le cicogne amano nidificare vicino alle fonti di calore. Due fenomeni correlati non sono sempre legati da un rapporto di causa ed effetto» [T., Aftenposten, Norvegia, 21/5].

«Ricordo bene i discorsi degli imam quando ero bambino, nella Siria degli anni Novanta. “Gli ebrei sono quattordici milioni. Noi musulmani siamo più di un miliardo. Di questi, trecento milioni sono arabi. Se ognuno andasse a Tel Aviv a tirare uno sputo, Israele sarebbe già sommerso”» [Souleimane, Figaro, Francia, 19/5].

«Gli uomini di Neanderthal non erano affatto primitivi come immaginiamo. Cinquantanovemila anni fa praticavano già forme rudimentali di odontoiatria. Dieci anni fa, in una grotta di Chagyrskaya, in Siberia, ricercatori dell’Accademia Russa delle Scienze trovarono un molare perforato con strumenti di diaspro per rimuovere tessuti infetti. Significa che i Neanderthal capivano già il rapporto tra dolore e sopravvivenza. Una forma di ragionamento causale che molti studiosi ritenevano esclusiva dell’uomo moderno» [Danas, Serbia, 16/5].
 
In chiusura
Il New York Times racconta
la rivolta dei giovani americani
contro l’Ai
 
«Il 16 maggio Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google, ha tenuto un attesissimo discorso ai laureati dell’Università dell’Arizona. Nessuno si aspettava che fosse sepolto da una valanga di fischi. Secondo un sondaggio del Siena College, il 47 per cento degli americani sotto i trent’anni considera l’intelligenza artificiale “perlopiù cattiva”. È la quota più alta tra tutte le fasce d’età. Un rapporto di Ernst & Young mostra che nella cosiddetta Generazione Z solo il 18 per cento guarda con fiducia all’Ai. Quasi la metà pensa che i rischi superino i benefici. Il motivo è semplice. I giovani sono le vittime privilegiate della rivoluzione tecnologica. Negli Usa sono già spariti quasi centoventimila posti di lavoro. Sempre più aziende cancellano posizioni junior, un tempo destinate ai neolaureati. I compiti più semplici ormai vengono sbolognati all’intelligenza artificiale» [Goldberg, Nyt, Usa, 21/5].
 
I giornali di questo numero: Argentina Clarín Armenia Aravot Belgio Le Soir Brasile O Estado de S.Paulo Danimarca Politiken Finlandia Helsingin Sanomat Francia Le Figaro, Le Monde, Le Parisien, Libération Germania Bild, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tagesspiegel Giappone Asahi Shimbun India The India Times Israele Haaretz Lituania Balsas Norvegia Aftenposten Paesi Bassi Nrc Polonia Polityka Portogallo Diario de Noticias Regno Unito Financial Times, The Daily Telegraph, The Economist, The Guardian, The Observer Repubblica Ceca Deník N Serbia Danas Slovacchia Sme Slovenia Dnevnik Spagna El Mundo, El País Stati Uniti Fortune, Huffington Post, Newsweek, The New York Review of books, The New York Times, The Wall Street Journal, The Washington Post Svezia Aftonbladet Svizzera Blick Taiwan Liberty Times Ucraina The Kyiv Independent Ungheria Nepszava, Blikk Vaticano L’Osservatore Romano
 
Ciao. A domenica prossima
The Anteprima
a cura di Roberto Rosano
Anno I Numero 21
Supplemento ad Anteprima
Direttore Giorgio Dell’Arti
Vicedirettore Jessica D’Ercole
Domenica 24 maggio 2026
ISSN 2611-3430