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 2026  giugno 23 Martedì calendario

Arriva X-Bat, il primo caccia pilotato interamente dall’IA

Il primo caccia da combattimento interamente controllato dall’intelligenza artificiale e in grado di prendere decisione autonome in caso di disconnessione con la base: sembra fantascienza, ma è invece (quasi) realtà e dovrebbe essere costruito in Polonia. Si chiama X-Bat, un velivolo con un’apertura alare di dodici metri per una lunghezza di otto metri e con un’autonomia di circa 3.700 chilometri. È in grado di decollare in verticale come un elicottero, e dunque senza bisogno di una pista (spesso distrutta in caso di guerra) e di attuare azioni di combattimento aria-aria, aria-terra, ricognizione di bersagli, attacchi elettronici. A dare la notizia che l’aereo sarà probabilmente costruito in Polonia è stato pochi giorni fa il premier di Varsavia Donald Tusk. Il velivolo, presentato nell’ottobre 2025, dovrebbe essere pronto a operare nel 2029 con un intenso test nella seconda metà del 2026. A progettarlo è la società della Silicon Valley californiana Shield AI, specializzata nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella difesa. È stata fondata nel 2015 dai due fratelli Ryan e Brandon Tseng, il primo con un passato da imprenditore tecnologico, il secondo ex militare dei Navy Seal, i corpi speciali della Marina Usa. Un’azienda in rapidissima crescita, con una valutazione di mercato di 12,7 miliardi di dollari e ottimi contatti con il Pentagono, che ha già richiesto lo sviluppo di quattro prototipi, mentre il vicepresidente Usa J.D. Vance ha apertamente elogiato la società. Già lo scorso aprile l’attuale ad Gary Steele aveva affermato che la Polonia «è al primo posto». «La loro intenzione – ha confermato Tusk – è di cooperare in Polonia e produrre qui l’X-Bat, il primo velivolo da combattimento autonomo al mondo. È altissima tecnologia, una chance di dominio dell’aria in caso di conflitto armato». Non stupisce l’attenzione dell’azienda Usa per la Polonia: il Paese, in prima linea di fronte alla minaccia russa, sta massicciamente riarmando (gli investimenti in difesa hanno già superato il 4% del Pil) ed è un floridissimo mercato per il comparto difesa. Non a caso, Shield AI ha inoltre proposto a Varsavia di costruire un impianto per la manutenzione di motori per i caccia F-16 che farebbe della Polonia un importante hub Nato per i jet dell’Alleanza.
Il cervello dell’X-Bat è Hivemind, «un software – si legge in una nota dell’azienda – gestito dall’intelligenza artificiale, disegnato per volare in condizioni in ambienti degradati, con forti limitazioni e in cui sono interrotte le comunicazioni». In questo modo, si legge ancora, «Hivemind mette X-Bat nelle condizioni di penetrare autonomamente campi di battaglia contestati, fare squadra in modo dinamico con velivoli con piloti umani ed eseguire tattiche collaborative senza comunicazioni costanti». Insomma l’aereo sarebbe in grado anche di agire in piena autonomia grazie all’intelligenza artificiale. L’occhio è alla Russia, che ha grandi capacità di sabotare le comunicazioni elettroniche, come dimostra il caso dei V-Bat, della stessa Shield AI, utilizzati nella prima parte della guerra in Ucraina: non ancora dotati di Hivemind, e dunque pilotati a distanza, questi velivoli sono stati messi fuori combattimento dalla guerra elettronica russa.
L’operazione Polonia comunque non è ancora conclusa, il governo di Varsavia sta ultimando la sua valutazione, del resto c’è anche un elemento di natura politica: siamo ancora una volta di fronte a una società statunitense di difesa mentre l’Europa sta cercando di rilanciare la propria industria del settore.
A questo si aggiungono alcune perplessità suscitate da alcuni incidenti legati al V-Bat, che ha gli stessi sistemi di controllo di volo dell’X-Bat. Secondo un’inchiesta dell’agenzia Reuters, questo modello ha visto cinquanta casi di caduta al suolo su 200 apparecchi, tanto che a febbraio la società ha sospeso i voli per alcune settimane per verificare le cause. Inoltre un militare Usa ha visto alcune dita parzialmente tranciate da un’elica. La società ha assicurato di aver migliorato la sicurezza, ma poco dopo lo stesso è successo a una militare rumena che ha perso due dita.
Peggio, Reuters, sulla base di interviste con 21 ex dipendenti, sostiene che l’azienda avrebbe cercato di nascondere i problemi. L’agenzia cita inoltre l’ex product manager della società Jacob Miller che ha fatto causa accusando l’azienda di averlo licenziato per aver avvertito di problemi legati alla sicurezza del V-Bat e sostiene che l’azienda avrebbe ritoccato rapporti interni per non inquietare clienti e azionisti. Qualche mese prima di lui, analoghe accuse contro Shield AI ha lanciato un’ex direttore senior, Trey Lindsey. L’azienda, naturalmente respinge le accuse al mittente e insiste che la sicurezza dei suoi velivoli è garantita, ma i dubbi rimangono.