Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 23 Martedì calendario

Donne ucraine usano app di incontri per localizzare i soldati russi

La guerra in Ucraina non si combatte soltanto lungo la linea del fronte. Nei territori occupati dalla Russia è attiva una rete clandestina di resistenza che raccoglie informazioni, monitora gli spostamenti delle truppe nemiche e contribuisce al coordinamento degli attacchi condotti dalle forze ucraine. Un’attività sommersa e ad altissimi rischio, che evidenzia il ruolo centrale svolto dalle donne all’interno di queste operazioni. 
La rete di intelligence
Nei primi mesi dell’invasione, la resistenza nei territori occupati si manifestava apertamente. Migliaia di cittadini scendevano in piazza con bandiere ucraine, intonavano canti patriottici e dimostravano pubblicamente la propria fedeltà a Kiev. Con il progressivo consolidamento del controllo russo, tuttavia, ogni forma di sostegno all’Ucraina è diventata estremamente pericolosa, esponendo i civili al rischio di arresti, torture e persino esecuzioni. Di fronte a questa repressione, la resistenza, come riporta una lunga inchiesta del The Atlantic, si è trasformata. Le attività simboliche hanno lasciato spazio a un lavoro sistematico di intelligence: raccolta di dati, osservazione dei movimenti militari, monitoraggio delle infrastrutture e trasmissione di informazioni alle forze ucraine.
Nella regione di Kherson, riferiscono i protagonisti della clandestinità, anche un semplice graffito a favore dell’Ucraina può costare la libertà o la vita.
Tecnica del “flirt”
Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal controllo digitale esercitato dalle autorità russe. Secondo quanto riportato dall’inchiesta, nelle aree occupate viene utilizzato un software denominato “Amico”, in grado di raccogliere dati relativi alla posizione degli utenti, alle fotografie archiviate sui dispositivi e alle comunicazioni personali. Per questo motivo, i membri della resistenza utilizzano telefoni dedicati e canali di comunicazione sicuri, spesso introdotti clandestinamente dai territori controllati da Kiev o consegnati attraverso rotte segrete, talvolta persino con l’impiego di droni. Tra le tecniche utilizzate per ottenere informazioni figura anche quella definita del “flirt”. Attraverso app di incontri o contatti apparentemente casuali, alcune donne riescono ad avvicinare militari russi e a ottenere dettagli utili sugli spostamenti delle unità, sulle postazioni o sulle attività operative. Informazioni che vengono successivamente verificate e trasmesse alle strutture di intelligence ucraine.

Raid mirati
Secondo il comandante di un’unità di droni identificato con il nome in codice “Ram”, molti attacchi contro obiettivi russi nei territori occupati vengono effettuati proprio grazie alle informazioni raccolte dalla resistenza locale. In diversi casi, tra la trasmissione delle coordinate e l’attacco passano soltanto poche ore, mentre in alcune situazioni il tempo di reazione è ancora più rapido. L’inchiesta evidenzia inoltre come siano soprattutto le donne a costituire la spina dorsale delle reti clandestine. Insegnanti, impiegate pubbliche, operatrici sanitarie e volontarie impegnate nell’assistenza umanitaria hanno spesso accesso a informazioni difficilmente reperibili da altri.