il Fatto Quotidiano, 23 giugno 2026
La fronda no-vax per gli animali
I no-vax si scatenano contro le vaccinazioni per gli animali. Dimenticando l’indimenticabile. Per esempio, che in l’Italia la rabbia è stata debellata proprio grazie alle campagne di vaccinazione orale delle volpi o che l’influenza aviaria è la principale indiziata per la prossima potenziale pandemia globale. Tre i casi eclatanti negli ultimi giorni. A Masainas, in Sardegna, i no-vax hanno impedito la vaccinazione di una mandria di bovini contro la dermatite nodulare contagiosa (lumpy skin disease), al grido “servi del sistema” rivolto ai veterinari. Una polemica che riporta alla mente quella innescata un anno fa, in Valle d’Aosta, con i no-vax appoggiati dal centrodestra (Forza Italia esclusa).
C’è stato poi il caso del cane randagio affetto da rabbia, preso in Marocco e portato illegalmente nel Trevigiano, a Vittorio Veneto. Il Comune ha disposto la vaccinazione a tappeto di cani e gatti, ma a peggiorare la situazione sono stati i post sui social dei no-vax contro l’obbligo. Sempre sui social, è partito il tam tam di post critici verso una campagna di vaccinazione contro l’aviaria partita tra le province di Verona e Mantova.
Uno degli episodi più gravi, però, è quello avvenuto in Sardegna, dove il virus della dermatite bovina contagiosa è comparso per la prima volta nel 2025, ma poi si era estinto. Scoperti nuovi focolai, in particolare nel Sarrabus, è scattato l’obbligo di vaccinazione per tutti i bovini e bufalini dell’Isola. Chi non vaccina rischia sanzioni da 2mila a 20mila euro e di perdere il diritto agli indennizzi in caso di abbattimenti dovuti alla malattia. Eppure è dovuta intervenire la polizia rurale locale a placare un folto gruppo di no-vax giunto a Masainas, nel Sulcis Iglesiente, per impedire ai veterinari dell’Asl di vaccinare le mucche di un allevatore. Alcuni di loro hanno diffuso le immagini di quei momenti, pubblicate poi dall’Unione sarda. A un certo punto, l’allevatore chiede ai veterinari di vedere il bugiardino del vaccino, dicendo che le sue mucche sono sane. “Per questo vanno vaccinate” replica una veterinaria, ma il gruppo afferma che “gli animali sani non si vaccinano”. Poi le offese: “Vergogna”, “servi del sistema”. Secca la condanna della locale Asl: “L’azienda procederà con una formale denuncia alle autorità competenti”.
Negli stessi giorni, nel Trevigiano, accadeva qualcosa di assurdo. In una clinica veterinaria è stato portato un cane affetto da rabbia, trovato in Marocco (dove la malattia è endemica) e introdotto in Italia illegalmente, mesi fa, a bordo di un camper. Giacché il virus si trasmette per contatto diretto tra animali e all’uomo (più raramente ma con conseguenze anche fatali), le autorità sanitarie hanno sottoposto a profilassi le persone entrate in contatto con il cane. Il Comune ha disposto la vaccinazione per cani e gatti di Vittorio Veneto, ma sui social i no-vax sono insorti. Scatenando l’ira del virologo Burioni contro “questi pazzi che hanno riportato illegalmente in Italia un cane e con esso la rabbia” e contro “i pazzi che non vogliono vaccinare i loro animali” ha scritto sui social. A prendere posizione è stata anche l’Associazione nazionale medici veterinari italiani, ricordando che in Italia la rabbia è stata debellata oltre dieci anni fa grazie a prevenzione e controllo sanitario.
Nel frattempo, però, sempre sui social i no-vax hanno seminato dubbi su un piano pilota di vaccinazione disposto tra Lombardia e Veneto dal ministero della Salute contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità.
Un rischio per gli animali, per le produzioni e per la possibilità di spillover verso l’uomo. Il piano riguarda tre allevamenti di tacchini nel Veronese e due di galline ovaiole nel Mantovano. In alcuni casi si è arrivati ad affermare che venissero utilizzati vaccini mRNA, simili a quelli somministrati contro il Covid e a paventare rischi nel consumo di uova e carne, perché non vendibili all’estero. Smentiti dal ministero: “Sono vaccini autorizzati dall’Agenzia Ue per i medicinali”. Nessun rischio: “Uova e carne non possono essere venduti all’estero in base ad accordi sanitari tra i Paesi”.
Svelato l’arcano.