Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 23 Martedì calendario

L’emergenza delle abbuffate alcoliche. Oltre un milione di ragazzini a rischio

Il dato nudo e crudo fa impressione: in Italia un milione e 270 mila ragazzi e ragazze fra gli undici e i 24 anni assumono alcol in quantità che ne fanno dei “consumatori a rischio”, cioè soggetti esposti a una lunghissima serie di patologie qualora l’uso si prolunghi nel tempo. Fra loro, i minorenni sono 580 mila. Tenuto conto che si comincia a bere in tenera età e che sotto i diciotto anni il consumo dovrebbe essere pari a zero, perché l’organismo non ha ancora sviluppato l’enzima che permette di metabolizzare l’alcol, ecco spiegate le dimensioni allarmanti del fenomeno e le sue implicazioni: dalla probabilità di sviluppare dipendenze vere e proprie ai danni per la salute, per non parlare degli incidenti stradali.
Claudia Gandin dirige l’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss che ogni anno pubblica un rapporto dettagliato sull’argomento: «I nostri dati mostrano che soprattutto fra le ragazze, di anno in anno, aumenta il binge drinking (è il bere per ubriacarsi, con l’assunzione di cinque-sei bevande nell’arco di un paio d’ore, ndr). C’era stata una battuta d’arresto durante la pandemia, poi però i numeri sono tornati a salire». A questo riguardo colpisce il divario fra i sessi: se nella fascia adulta i consumatori a rischio sono il 21% fra i maschi e il 9% fra le femmine, in quella 11-24 anni la differenza si accorcia sensibilmente, con i ragazzi a quota 18% e le ragazze al 13%. Un segnale chiaro, confermato dai grafici Iss che vedono aumentare il consumo di alcol fra le under 24, oltre che per quello a rischio e il binge drinking, anche per l’assunzione fuori pasto.
Il report evidenzia la grande diffusione del problema: nel 2024, il 45,5% dei maschi e il 40,8% delle femmine di età compresa tra 11 e 24 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno. I ragazzi prediligono birra (37,6%) e aperitivi alcolici (36,8%), seguiti dal vino (28,9%). Fra le ragazze prevalgono gli aperitivi (34,4%), con un aumento del 25% in dieci anni. Seguono le consumatrici di birra (25%) e vino (24%), anche queste ultime in significativo aumento rispetto al 2014 (più 38,5%). Gli ultimi 10 anni hanno visto crescere fra loro anche il consumo di superalcolici (più 21,5%). Su un piano più generale, va registrata anche la difficoltà dei servizi nell’intercettare chi ha problemi di alcoldipendenza: «Più del 90% non viene trattato né curato»
, aggiunge Gandin. Quanto ai possibili rimedi, la responsabile dell’Osservatorio ne suggerisce alcuni: «Bisogna fare sensibilizzazione su alcol e droghe fin dalle scuole elementari. E poi occorre diminuire la disponibilità di alcolici aumentandone i prezzi, e incrementare i controlli fra chi li vende. C’è una legge che obbliga a verificare la maggiore età, ma nessuno la rispetta».