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 2026  giugno 23 Martedì calendario

Hitchcock e i filmini di famiglia: ecco com’era a casa

Il maestro del brivido era un giocherellone, capace di fare le smorfie e lottare in vestaglia con il cagnolino di famiglia, per far ridere la piccola Pat. Aveva pochi mesi Patricia Hitchcock quando suo padre e sua madre Alma Reville acquistarono una cinepresa 16mm e iniziarono a filmarla come fanno molte giovani famiglie... a partire dagli anni Ottanta fino ai video dei cellulare di oggi, ma piuttosto raro nella quotidianità degli anni Venti del Novecento. Se si tratta però di un regista che cambierà la storia del cinema un filmino di famiglia può essere un modo – e che modo – per raccontarsi.
Vengono presentati oggi a Bologna, una selezione di home video di Alfred Hitchcock, donati da Hitchcock Estate e restaurati dall’Academy Film Archive e The Film Foundation, con il sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation. Questa sera alle 21,45 i filmini della famiglia Hitchcock in anteprima al Cinema Ritrovato, che quest’anno compie 40 anni.
“Dopo la nascita della loro unica figlia Patricia nel 1928 – racconta Tessa Idlewine dell’Academy Film Archive –, Alfred Hitchcock e sua moglie Alma Reville acquistarono una cinepresa 16mm e iniziarono a documentare la loro vita di genitori. I loro filmati domestici rientrano negli schemi tipici del cinema familiare. In queste immagini, una delle figure più influenti della storia del cinema e la sua collaboratrice e confidente più fidata si rivelano in ritratti intimi, offrendo una prospettiva inedita sul Maestro del brivido”. Per la schiera di appassionati del cinema di Hitchcock un gioiellino di poco più di un quarto d’ora che svela il lato intimo, giocoso e inedito del regista e di quella che a detta anche della stessa figlia era la sua coautrice, sua moglie Alma.
Quando inizia a realizzare questi filmini amatoriali, il regista di Psycho e La donna che visse due volte, di film per il grande schermo ne ha già girati nove, tutti muti, come muti sono quelli privati, girati tra il 1928 e il 1936. Filmini a quattro mani con la moglie, conosciuta proprio grazie al cinema. Alma Reville era già una affermata montatrice quando Alfred Hitchcock arrivò nella sede londinese della Famous Players-Lasky-Studios, società cinematografica anglo-americana (la futura Paramount Pictures) assunto per disegnare i titoli e le didascalie dei film muti, primo tassello di una carriera che attraverserà tutti i mestieri. Per la piccola Pat tutti gli amici dei genitori – gli attori Cyril Ritchard, Edna Best, Herbert Marshall – sono pronti a ballare, fare facce buffe, negli homevideo si vendono i primi passi della bambina e le sue cadute, la candelina per il primo compleanno e il suo primo viaggio in treno. E poi le candeline diventano due sulla torta al cioccolato, il tempo passa, il regista si appassiona al tennis e la moglie lo filma mentre gioca con gli amici e ancora lui in bicicletta, piuttosto goffo, mentre suona. I filmini della famiglia Hitchcock somigliano a delle comiche.
La maggioranza delle sequenze sono di vita quotidiana, ma ci sono anche vere e proprie messe in scena con la complicità degli amici attori come Edna Best (era ne L’uomo che sapeva troppo) che imita Charlot e la sua camminata per far divertire Pat oppure la bimba a cavallo del padre a favore di macchina da presa. Oppure Hitchcock e l’amico sceneggiatore Benn Levy che mangiano una banana e poi montano il film al contrario ottenendo l’effetto della banana intonsa: effetti speciali comici. E poi i filmini delle vacanze: la visita alla Tour Eiffel, le strade di Parigi e i loro flic, un selfie cinematografico di famiglia, la settimana bianca a Pontresina in Svizzera, la funivia, le prime lezioni di sci di Patricia. E ancora Venezia e i suoi canali, Patricia in gondola, a dar da mangiare ai piccioni in piazza San Marco e poi a Roma: la fontana di Trevi,il colonnato di San Pietro e infine una silhoutte, un’ombra. E quella inconfondibile del genio della suspence.
Pat ha girato tre film col padre: Paura in palcoscenico (1950), L’altro uomo (1951) e Psycho (1960), in cui era una collega di Marion, Janet Leigh accoltellata nella doccia. Dopo una carriera a Broadway e ruoli in varie sitcom l’unica figlia di Hitchcock tornò a lavorare con il padre per Alfred Hitchcock Presents, serie tv di gialli e thriller con le argute e quelle sì molto ironiche introduzioni sullo schermo di suo padre. "Mi sarebbe piaciuto molto se avesse creduto nel nepotismo – raccontò alla BBC nel 1997 – Ma sceglieva gli attori solo se pensava che fossero assolutamente perfetti per la parte. Avrei potuto dirgli un sacco di ruoli che mi sarebbe piaciuto interpretare, ma lui non me li avrebbe fatti interpretare”. E così possiamo rivedere quegli homevideo, a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, quando la piccola Pat era la protagonista che avrebbe voluto essere nel cinema di suo padre.