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 2026  giugno 23 Martedì calendario

Pnrr, meno della metà delle risorse assegnate alle scuole è stata spesa

A pochi giorni dalla scadenza del Pnrr, fissata al 30 giugno, non arrivano buone notizie: quasi metà delle risorse destinate a scuola, università e servizi per l’infanzia non risultano essere state ancora spese. È il quadro che emerge dal terzo focus della Fondazione Agnelli sullo stato di avanzamento del Piano per l’Istruzione, basato sui dati aggiornati al 26 febbraio 2026. La Missione 4 – Istruzione e Ricerca – nella sezione dedicata al potenziamento dell’offerta educativa, mostra un avanzamento della spesa pari al 45,6%, in crescita rispetto al 36,6% dell’ottobre 2025, ma comunque inferiore alla media complessiva del Piano, salita nello stesso periodo dal 38,9% al 55,6%.
Progressi che non bastano
«Ci sono stati indubbiamente progressi in questi mesi e altri se ne possono attendere per gli ultimi 4 mesi del Piano – ha detto Andrea Gavosto, direttore della Fondazione – Sappiamo, inoltre, che ci sono ritardi nella rendicontazione della spesa di progetti per interventi già conclusi. Tuttavia, è ragionevole pensare che molti progetti importanti non saranno portati a termine nei tempi concordati». E aggiunge: «Penso, fra le altre misure, alla costruzione di nuove scuole innovative e agli interventi per aumentare i posti negli asili nido, che già erano stati fortemente ridimensionati in una revisione del Piano richiesta dal Governo italiano all’UE».
Edilizia scolastica
L’accelerazione più evidente riguarda gli interventi edilizi: nuove scuole, messa in sicurezza degli edifici, infrastrutture sportive, mense e asili nido. In questi ambiti l’avanzamento della spesa è cresciuto tra i 13 e i 16 punti percentuali in pochi mesi. Nonostante questo, la fondazione Agnelli sottolinea che il 62% delle risorse destinate a nidi e scuole dell’infanzia è ancora legato a progetti in fase di affidamento o esecuzione, una fase complessa che richiede tempi medi di oltre due anni per opere pubbliche di entità simile. Con la scadenza del PNRR ormai vicina, il rischio di non completare una parte significativa degli interventi appare concreto.
Asili nido e infanzia
Il focus dedicato agli asili nido evidenzia un altro elemento critico: la difficoltà dei piccoli Comuni a intercettare risorse e portare avanti i progetti. Quelli sotto i mille abitanti, che rappresentano circa un quarto del totale nazionale, hanno ottenuto appena il 2,6% dei finanziamenti Pnrr destinati a nidi e infanzia. Solo il 15% ha almeno un progetto finanziato, contro una media nazionale del 34%. Le cause individuate dalla Fondazione sono due: uno strutturale deficit di capacità progettuale e gestionale dei “microcomuni” e criteri iniziali basati su bandi che hanno favorito i centri di dimensione e capacità progettuale maggiori. Le revisioni del Piano hanno corretto in parte il meccanismo, ma non abbastanza per colmare il divario.
Nord più avanti, sud in ritardo
La distribuzione territoriale mostra che il Mezzogiorno ha ricevuto il 56% dei finanziamenti Pnrr per nidi e infanzia, superando ampiamente il vincolo del 40% previsto dal Piano. Tuttavia, le regioni più avanzate nella conclusione dei progetti sono quelle del Nord: Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna superano il 50% di finanziamenti relativi a opere concluse o in fase conclusiva. Nel Sud, invece, la maggior parte degli interventi resta ancora nella fase di esecuzione, con tempi più incerti e margini di recupero ridotti. Il comunicato sottolinea che Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si collocano fra il 28 e il 21%, mentre il Lazio è fermo al 17%.
Ritardi nelle rendicontazioni
Il documento segnala criticità anche nella trasparenza dei dati. La piattaforma Regis, utilizzata per monitorare i progetti, non sempre è aggiornata: «In alcuni casi la spesa è stata effettuata, ma alla data di rilevazione non ancora rendicontata». Per scuole e Its, inoltre, la rendicontazione avviene prima sulla piattaforma Futura del Ministero e solo successivamente su Regis, con ulteriori ritardi. La Corte dei conti, nella sua ultima relazione, ha richiamato l’attenzione proprio sui tempi di trasferimento delle risorse e sulla lentezza delle misure basate su opere edilizie, che risultano le più esposte al rischio di non completamento.
Correre non basta
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un settore che ha accelerato, ma che paga ritardi strutturali, complessità amministrative e capacità progettuali disomogenee sul territorio. La fondazione Agnelli parla apertamente di un ritardo «difficilmente recuperabile» e avverte che, anche nel caso improbabile di una piena attuazione dei progetti, resterebbero squilibri significativi, soprattutto a sfavore dei Comuni più piccoli. A pochi giorni dalla scadenza, la domanda resta aperta: l’Italia riuscirà a portare a termine, nei tempi concordati con l’Unione Europea, uno dei capitoli più strategici del PNRR, quello che riguarda il futuro educativo del Paese?