repubblica.it, 23 giugno 2026
West Nile, primo caso umano del 2026 in Veneto
Il West Nile Virus torna a colpire in Veneto. È stato segnalato nel comune di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, il primo caso umano della stagione 2026. La comunicazione arriva a pochi giorni dal riscontro della prima positività nell’avifauna, rilevata il 19 giugno sempre nel territorio veronese, segnale che il virus ha già ripreso a circolare nell’ambiente.
L’Ulss 9 Scaligera aveva già attivato, in accordo con i Comuni interessati, le misure previste dal Piano regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi 2026, intensificando il monitoraggio delle zanzare e i controlli sulle positività larvali.
Il caso arriva con alcune settimane di anticipo rispetto allo scorso anno. Nel 2025, infatti, i primi casi umani di West Nile in Veneto erano stati registrati soltanto nella seconda settimana di luglio. La Regione aveva allora parlato di una circolazione del virus più contenuta rispetto alle stagioni precedenti.
Il bilancio del 2025
La stagione 2025 si è però rivelata tutt’altro che trascurabile. I primi quattro casi umani autoctoni in Veneto erano stati individuati tra le province di Treviso e Padova: una forma febbrile e tre forme neuro-invasive, le manifestazioni più gravi dell’infezione.
Con il passare delle settimane i contagi sono aumentati. A metà settembre il Veneto aveva registrato 84 casi di febbre da West Nile, di cui 44 confermati, e 29 casi di malattia neuro-invasiva, 24 dei quali confermati.
Anche a livello nazionale il 2025 è stato un anno impegnativo per la sorveglianza sanitaria. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, a fine stagione erano stati confermati centinaia di casi umani, con decine di decessi, confermando il ruolo dell’Italia come uno dei Paesi europei maggiormente interessati dalla diffusione del virus. Al 3 settembre 2025 erano infatti 502 i casi confermati di infezione da West Nile virus nell’essere umano in Italia dall’inizio dell’anno, di cui 226 si erano manifestati nella forma neuro-invasiva, 40 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 226 casi di febbre (di cui 1 importato dal Kenya), 5 casi asintomatici e 5 casi sintomatici. Tra i casi confermati erano stati notificati 33 decessi (3 Piemonte, 1 Lombardia, 1 Emilia Romagna, 14 Lazio, 12 Campania, 2 Calabria).
Come si trasmette il virus
Il West Nile Virus viene trasmesso principalmente dalla zanzara comune, la Culex pipiens. Gli uccelli selvatici rappresentano il serbatoio naturale del virus, mentre l’essere umano e il cavallo sono ospiti occasionali che non contribuiscono alla trasmissione dell’infezione.
Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi. Oltre l’80% delle persone contagiate non manifesta alcun disturbo, mentre circa un caso su cinque sviluppa sintomi simili a quelli influenzali. Solo una quota molto ridotta può andare incontro a complicanze neurologiche come meningite o encefalite, soprattutto tra anziani e soggetti fragili.
Le raccomandazioni
La Regione Veneto invita i cittadini a eliminare i ristagni d’acqua da giardini, terrazzi e cortili, svuotando regolarmente sottovasi, secchi e altri contenitori che possono favorire la proliferazione delle zanzare. È inoltre consigliato utilizzare prodotti larvicidi nei tombini privati e mantenere coperti serbatoi e cisterne.
Per ridurre il rischio di punture, soprattutto dal tramonto all’alba quando la zanzara vettore è più attiva, restano fondamentali repellenti cutanei, zanzariere e abiti che coprano gambe e braccia.
L’individuazione del primo caso umano già a giugno suggerisce che la stagione di sorveglianza 2026 potrebbe entrare nel vivo prima rispetto allo scorso anno, rendendo ancora più importante il monitoraggio del territorio nelle prossime settimane.