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 2026  giugno 23 Martedì calendario

Mps apre il cantiere Mediobanca

Via libera all’unanimità del consiglio di Montepaschi al piano di riorganizzazione con la scissione delle attività di Piazzetta Cuccia che verranno poi combinate con quella di Siena per dare vita al nuovo gruppo. Parallelamente si sono tenuti anche i consigli di Mediobanca Premier e di Widiba, interessate al riassetto. In una nota Siena ha ricordato che «oltre alla fusione per incorporazione di Mediobanca in Bmps» è prevista «l’assegnazione delle attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta, ivi incluse le branch estere di Mediobanca, in favore di una società non quotata posseduta al 100% da Bmps, che assumerà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”, a favore della quale è altresì previsto il trasferimento della partecipazione in Assicurazioni Generali» nonché «l’integrazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier e Banca Widiba». Giovedì si riunirà il cda di Mediobanca per le delibere di sua competenza. Il lavoro affidato al ceo Alessandro Melzi d’Eril sta procedendo secondo la tabella di marcia, dopo una fase di incertezza legata anche alle voci su possibili operazioni straordinarie in arrivo. Come poi è accaduto.
Il presidente Cesare Bisoni avrebbe convocato nuovamente il board di Mps il 16 luglio per una prima valutazione della proposta pervenuta da Banco Bpm e dell’offerta d’acquisto lanciata da Intesa Sanpaolo. Gli advisor Ubs, BofA, BonelliErede e White & Case sono al lavoro. Ieri nel corso del cda, il ceo Luigi Lovaglio ha confermato di aver avuto interlocuzioni con il numero di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, sulla base di un’intesa a procedere con le verifiche. L’intenzione del board sarebbe quella di prendersi tutto il tempo necessario. Il giudizio dovrebbe essere espresso a ridosso dell’assemblea convocata il 10 settembre da Intesa.
Nel frattempo sul mercato continuano ad accavallarsi voci sulle possibili mosse di Unicredit, che vanno da un possibile ritorno su Banco Bpm a un affondo sullo stesso Montepaschi. La prima ipotesi viene ritenuta più plausibile della seconda, che prefigurerebbe uno scontro tra le prime due banche italiane per la conquista di Siena, con Mediobanca e soprattutto il pacchetto del 13% di Generali, che sicuramente interessa ad Andrea Orcel, già azionista al 10% della compagnia. C’è anche chi ritiene che Piazza Gae Aulenti non muoverà prima di avere chiarezza su Commerz. La prima fase dell’opa si è chiusa venerdì con un’adesione del 12,51% che porta la quota di Unicredit al 42,5%. Ieri il quotidiano Handelsblatt, citando fonti governative, ha rivelato che lo Stato non venderà il suo 13% rendendo impraticabile il delisting. Intanto si è chiusa la vicenda che ha visto contrapposti Unicredit e il governo per il Golden power nell’opa su Banco Bpm, con la pubblicazione del decreto del Consiglio di Stato che dichiara estinto il ricorso per rinuncia di Unicredit.