Corriere della Sera, 23 giugno 2026
Malori e blackout, è allarme caldo in tutta Europa
I bollini rossi – oggi in Italia in 15 città, domani in sedici secondo il ministero della Salute – non bastano più. Bisognerebbe cambiare colore, magari passare al nero. Anche perché in Provenza sono morti due bambini chiusi in auto, probabilmente per il caldo. In Europa centro-occidentale l’ondata di calore, che si estende dal Portogallo alla Svezia, non solo ha portato temperature fino a 12 gradi in più rispetto alle medie del periodo, ma ha fatto scattare gli allarmi in tutti gli Stati colpiti dall’aria bollente di origine nordafricana che ha avvolto in una bolla rovente mezzo continente. Fase che proseguirà almeno sino a fine mese. Gli esperti parlano di «blocco omega», ricordando la forma della lettera greca che assume sulle tavole sinottiche meteorologiche il flusso dell’anticiclone africano sull’Europa: caldo eccessivo al centro, temperatura più fresche ai lati. Lo conferma la situazione delle zone interne dell’Anatolia in Turchia, solitamente supercalde, ma dove in questi giorni di inizio estate le temperature sono addirittura di 4-5 gradi inferiori alla media.
Dopo il secondo maggio più caldo di sempre, giugno si candida alla stessa posizione. Nel 2025, per l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac-Cnr), la temperatura media ha fatto registrare 3,02 gradi in più rispetto alla media di riferimento. È massimo allarme anche per i fiumi. «Quanto sta accadendo nel bacino del Po e in tutti i principali fiumi del Centro-Nord era previsto» per la poca neve invernale e le alte temperature, riporta l’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e delle acque irrigue (Anbi). «Ma ha colto di sorpresa il rapido calo delle portate: in una settimana il Po ha perso infatti il 60%». Altissimo il consumo elettrico, con blackout nelle zone centrali di Torino e di Milano.
In uno studio pubblicato ieri su Nature Climate Change l’Italia è, insieme a Messico e Kenya, il Paese dove dagli anni Settanta lo stress da calore è più aumentato. Con la differenza che il Messico è sui tropici e il Kenya sull’equatore. Per l’ondata di caldo il Consiglio dei ministri ha reintrodotto «la possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con accesso in deroga alla cassa integrazione».
Il cuore della zona torrida europea tuttavia si trova in Francia. Sebbene anche Spagna, Germania, Belgio e Inghilterra in questi giorni stiano boccheggiano. L’aria bollente proviene dal Sahara. In Marocco le temperature sono comprese tra 39 e 42 gradi tra Casablanca e Rabat, nelle aree interne si arriva a 44 °C. In Francia oggi sono in massima allerta 54 dipartimenti (record): interessati 38,8 milioni di persone. In Spagna i termometri sono fissi sui 45 gradi, in Inghilterra si attendono picchi di 38-40 °C con punte record anche a Londra. Il Met Office si aspetta il superamento delle massime di giugno: 35,6 gradi registrati nel 1957 e nel 1976. In Belgio si teme per la vita degli uccelli nelle città: «Sulla superficie dei tetti si arriva a 50-60 gradi», avverte il biologo Romaine de Jaegere. Per l’Organizzazione mondiale della sanità negli ultimi quattro anni in Europa sono morte più di 200 mila persone per cause legate al caldo. Ieri a Parma oltre mille persone si sono presentate al pronto soccorso e ai Centri di assistenza e urgenza. Il 30% aveva più di 75 anni.