Corriere della Sera, 23 giugno 2026
Trump torna alla carica sulla Reflecting Pool di Washington
Quando Humphrey Bogart, nei panni del comandante d’un malconcio dragamine della Marina comincia a trascurare i suoi doveri per dedicarsi ossessivamente alla ricerca del responsabile di un furto di ciliegie sciroppate dalla cambusa, l’equipaggio capisce che è impazzito. È la trama dell’immortale Ammutinamento del Caine, classico della Hollywood dell’età dell’oro e che a qualcuno potrà evocare l’attuale, bizzarra vicenda degli atti vandalici alla «reflecting pool» di Washington, il grande specchio d’acqua lungo 600 metri che separa il monumento dedicato a Abraham Lincoln da quello a George Washington.
È vero che da anni la grande vasca versava in condizioni orride: alghe, perdite d’acqua massicce, deiezioni di uccelli la rendevano obiettivamente poco gradevole per i numerosissimi turisti che rendono omaggio ai due grandi, integerrimi presidenti. È vero che Trump vedeva la bonifica dello specchio d’acqua come una questione d’immagine in vista del 4 luglio, 250esimo compleanno della nazione. È vero anche che ci sono stati innegabili atti vandalici che hanno rovinato i lavori da lui fortissimamente voluti (e il cui costo da 2 milioni di dollari è salito a 14, appalto concesso senza concorso a un’azienda che lavora per i resort del presidente). È un fatto che l’acqua è tornata torbida, e forse la colpa non è di nessuno: dal 1923, anno dell’inaugurazione, al 2010, il comune pompava quantità mostruose di acqua potabile nella piscina, senza problemi. Lo spreco d’acqua e di denaro era tale che è stato inevitabile trovare un sistema alternativo, per motivi ambientali. Sistema «green» che però ha reso verde, e puteolente, anche l’acqua.
Problema strutturale o colpa dei vandali che boicottano Trump? Il presidente, che sarebbe impegnato in questioni non secondarie come la tregua in Iran, il rapporto con Israele ai minimi storici, il Libano, Hormuz e il ruolo della US Navy che da 81 anni garantisce i commerci globali, ha fatto dell’acqua salmastra dell’attrazione turistica della capitale un tema dominante. Ha scritto sul suo Truth Social: «Delle NUMEROSE statue e fontane che abbiamo ricostruito, ristrutturato, pulito e riparato, l’unica ad essere stata vandalizzata è stata la vasca riflettente, di cui ci stiamo occupando al più presto! Presenta uno squarcio lungo 90 metri, sostanze chimiche sono state illegalmente versate nell’acqua e il bellissimo prato appena rifatto è stato distrutto con un gigantesco 86 47 inciso chimicamente probabilmente ispirato dal poliziotto corrotto James Comey! (ndr: l’ex direttore Fbi, cacciato da Trump durante il primo mandato, scrisse nella sabbia e poi mise su Instagram ‘86 47’, cioè ‘fermate Trump’, che è il 47esimo presidente). Ricordate che la distruzione, o anche il tentativo di distruzione, di tali cose è punibile con 10 anni di carcere, pena che verrà applicata rigorosamente!».