Corriere della Sera, 23 giugno 2026
Montreal, spari nel quartiere ebraico: tre morti
Tre morti e un ferito grave: è il bilancio della sparatoria, forse di matrice anti-semita, avvenuta ieri nel quartiere ebraico di Montreal, in Canada. Nello scontro fuoco è rimasto ucciso Michael Moshe Mizrahi, membro della Casa Chabad locale (ovvero un centro comunitario gestito dal movimento chassidico Chabad-Lubavitch) oltre ad un agente di polizia e allo stesso attentatore, un uomo bianco vestito con un’uniforme mimetica, la cui identità ieri sera non era ancora stata divulgata dalle autorità. Ferita anche un’agente di polizia, ricoverata in «condizioni stabili».
La sparatoria è avvenuta vicino al Parco Elie Wiesel, nel quartiere più popoloso della città del Québec, la regione francofona del Canada dove vive un’importante comunità ebraica. Alcuni testimoni hanno riferito di aver udito una trentina di colpi di arma da fuoco provenienti dall’hotel Hilton Garden, dove si era asserragliato l’attentatore, che ha cominciato a sparare all’impazzata all’arrivo della polizia. Di fronte all’albergo c’è un supermercato frequentato da una numerosa clientela ebraica e nella zona ci sono diversi ristoranti kosher, centri culturali e scuole elementari ebraiche. Due di queste, tre anni fa, erano state bersagliate nella notte da diversi colpi di armi da fuoco, fortunatamente senza causare vittime. Allora, l’attacco si inserì nel contesto delle fortissime tensioni locali per il recente scoppio del conflitto fra Israele e Gaza.
La sparatoria di ieri è cominciata in tarda mattinata (ora locale). Gli ospiti terrorizzati dell’hotel sono stati subito fatti evacuare e gli abitanti del quartiere sono stati avvisati di rimanere in casa, con l’ordine di chiudere a chiave le porte, per il timore che ci fossero altri complici in giro. Video girati sulla scena mostrano due corpi a terra e un individuo armato, «caucasico», a faccia in giù e con accanto un fucile SKS.
Parlando con i giornalisti nel primo pomeriggio, il capo della polizia di Montreal, Fady Dagher, ha dichiarato che «il principale sospetto è stato neutralizzato», precisando che «al momento» le motivazioni del suo gesto non sono ancora note. «Per il momento non conosciamo il movente dietro a tutto questo», ha dichiarato all’emittente Radio-Canada il ministro della Sicurezza interna del Quebec, Ian Lafreniere, ma, dati i precedenti nel quartiere, non si esclude l’ipotesi di un attentato di matrice anti-semita. Il primo ministro canadese Mark Carney si è detto «inorridito nell’apprendere che un poliziotto e un civile sono stati uccisi e altri feriti in una sparatoria a Montreal oggi». «I miei pensieri sono con le vittime, i loro cari, i primi soccorritori e l’intera comunità di Cote-des-Neiges», ha scritto Carney su X. «La mia gratitudine va ai nostri coraggiosi poliziotti il cui eroico impegno protegge le nostre comunità».