il Giornale, 22 giugno 2026
Forze dell’ordine: 207 suicidi in 5 anni e la fuga al Sud
In Italia il suicidio tra chi indossa una divisa è un’emergenza cronica e sottotraccia. Quando se ne parla sembra si tratti di casi isolati, ma i numeri raccontano di un disagio sottile e da non trascurare.
Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Interno (periodo 2019-2023), tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria si sono registrati 207 suicidi (media di uno ogni otto giorni). Allargando il conteggio a polizia locale e altre forze armate il totale sale a 275.
Questi dati – che non escono tutti gli anni in modo trasparente, per questo si usano anche osservatori indipendenti – risalgono al quinquennio 2019-2023 (ultimi aggregati ufficiali completi disponibili) e sono confermati da fonti indipendenti come Osservatorio Nazionale Suicidi Forze di Polizia (Onsfo-Cerchio Blu) e Osservatorio Suicidi in Divisa. Il tasso di suicidi nelle forze dell’ordine è circa doppio rispetto alla popolazione generale. Nel 2022 si arrivò a circa 72 casi totali, nel 2023 a 39, nel 2024 a circa 50 e nel 2025 a numeri analoghi. Nel 2026 la tragedia continua: già cinque suicidi tra i Carabinieri nei primi mesi dell’anno, tra cui un carabiniere scelto di 27 anni in provincia di Mantova e un giovane maresciallo di 24 anni che si è tolto la vita nella caserma di La Spezia ad aprile; la tragedia più recente risale al 22 aprile 2026, un carabiniere di 55 anni si è tolto la vita sparandosi in caserma a Seregno (Monza e Brianza).
Nella Polizia di Stato (98mila unità) i suicidi sono stati 75 nel quinquennio 2019-2023, con picchi come i 16 del solo 2023. A Milano la Questura è stata teatro di drammi. I sindacati (Sap, Siulp) denunciano da anni burnout, mobbing e mancanza di supporto psicologico tempestivo. L’arma d’ordinanza è usata nell’82-85% dei casi.
Le Fiamme Gialle (60amila unità) registrano 28 suicidi nel 2019-2023 (solo 2 nel 2023). La Lombardia è stata scelta dal Comando Generale per un progetto pilota di tutoraggio per i neo-arruolati. Il Corpo di Polizia Penitenziaria (38mila unità) conta 26 suicidi nel periodo 2019-2023. In Lombardia il peso è particolarmente elevato a causa dei grandi istituti penitenziari.
L’Arma dei Carabinieri (108mila unità) è tra le più colpite a livello nazionale con 78 suicidi nel periodo 2019-2023.
I dati ministeriali attribuiscono il 39% dei casi a problemi familiari/personali e solo l’1,48% esclusivamente al lavoro. Tuttavia esperti e osservatori indipendenti sottolineano che lo stress professionale è spesso un fattore scatenante o aggravante: cultura del «supereroe», stigma sulla salute mentale, disponibilità dell’arma d’ordinanza e burnout cronico.
Una delle risposte più concrete e vicine al personale arriva dall’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (Usic), fondata e guidata da Antonio Tarallo. Con oltre 13mila iscritti, l’Usic si è affermata come una vera panacea pratica per tanti disagi che troppo spesso sfociano in sofferenza psicologica profonda e, purtroppo, anche in suicidi: offre tutela legale gratuita al 100% (civile, penale, separazioni, tasse, infortuni) per l’iscritto e tutta la famiglia, convenzioni per affitti, mutui agevolati, spese scolastiche e un servizio dedicato di supporto psicologico.
«Il carabiniere non è un numero di matricola sottolinea Tarallo è una persona con una famiglia che merita di essere difesa sempre». Un approccio concreto che interviene proprio sui fattori di stress (economici, abitativi, familiari) tra i più rilevanti nel drammatico capitolo dei suicidi nelle forze dell’ordine.
«A Milano le politiche abitative per i carabinieri sono un disastro è l’esordio di Tarallo. Gli affitti sono diventati insostenibili, gli stipendi non bastano, soprattutto per i sottufficiali con famiglia. Se poi c’è una separazione, devi pagare il mantenimento e non ce la fai più. Per questo tantissimi chiedono il trasferimento e se ne vanno».
«I ragazzi che arrivano oggi sono più fragili rispetto a una volta. Abbiamo dovuto abbassare i parametri di arruolamento perché altrimenti non entrava nessuno. Molti, appena possono, chiedono la 104 per tornare giù, soprattutto in Puglia e in Salento. Si scontrano con una realtà durissima».
«Da circa sette anni l’Arma ha attivato il numero verde 800 250 250, un servizio di ascolto psicologico gestito da professionisti civili esterni, completamente anonimo e riservato. Non segnala niente all’Arma e serve proprio a intercettare chi è lontano da casa, con pochi soldi e magari un superiore troppo rigido, prima che arrivi alla depressione o peggio».
«I superiori devono cambiare approccio: questi non sono i giovani di quarant’anni fa. Il comandante generale Salvatore Luongo è una persona illuminata, sta davvero cercando di aiutare i carabinieri come persone. Peccato che in soli tre anni e con i livelli intermedi che frenano tutto, non si possa fare di più».
«All’Usic offriamo tutela legale al cento per cento, gratis e senza limiti, per l’iscritto e per tutta la famiglia: civile, penale, separazioni, tasse, infortuni, tutto. Assistenza pratica quotidiana, mutui agevolati, convenzioni per affitti e spese scolastiche, sostegno psicologico. Con oltre 13mila iscritti in tutta Italia, l’Usic cresce ogni giorno perché per noi il carabiniere non è solo un numero di matricola, è una persona con la sua famiglia che merita di essere difesa sempre».