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 2026  giugno 22 Lunedì calendario

Il debutto spettacolare di Space X in Borsa era "dopato"

Tra euforia da intelligenza artificiale, dubbi sulla sostenibilità del valore e forzature delle regole di Borsa, il decollo di SpaceX sul listino Nasdaq ha scatenato giganteschi appetiti ma anche preoccupazioni fondate. L’offerta pubblica iniziale (Ipo) ha valutato l’azienda di Elon Musk 1.750 miliardi di dollari: SpaceX si è presentata al mercato non solo come un colosso aerospaziale, ma come un’utility tecnologica ibrida. Dopo la partenza a razzo del 12 giugno, il valore del titolo però è crollato, intanto però due amici di Donald Trump, Musk e Peter Thiel, hanno goduto di favoritismi mai visti e incassato centinaia di miliardi. Con l’83,6% dei diritti di voto, il miliardario sudafricano-statunitense ha mantenuto il controllo ferreo dell’azienda grazie a una struttura a doppia classe di azioni. L’Ipo è stata preclusa ai risparmiatori italiani. Grazie al balzo iniziale del titolo, Musk è diventato il primo trilionario della storia, con un patrimonio stimato in mille miliardi di dollari. Guadagni astronomici anche per i soci storici: Valor Equity di Antonio Gracias ha visto il valore della sua quota salire a 96 miliardi, Founders Fund di Peter Thiel ha trasformato un investimento iniziale di 20 milioni in oltre 70 miliardi. Con le stock option anche 4.400 dipendenti sono diventati milionari.
L’Ipo ha collocato circa 555,6 milioni di azioni a 135 dollari l’una, raccogliendo 75 miliardi poi saliti a 85,7 con l’opzione greenshoe. Nonostante il fascino dei razzi Falcon 9 e Starship, il vero motore di SpaceX è Starlink che ha in orbita 10.413 satelliti, due terzi di tutti quelli esistenti. L’obiettivo è arrivare a 42mila per garantire una copertura internet globale, ad altissima velocità e bassissima latenza. Starlink incassa 11,4 miliardi e ne trasforma l’85% in flussi di cassa ricorrenti con una redditività operativa rispetto ai ricavi (Ebitda margin) del 63%. Il settore dei lanci commerciali fattura circa 5 miliardi ma è frenato da colli di bottiglia. La vera sfida è integrare xAi (Grok), che per finanziare i piani di datacenter orbitali brucia 14 miliardi l’anno di cassa, drenando i profitti di Starlink.
SpaceX ha avuto una valutazione spropositata, 116 volte le vendite prospettiche, oltre due volte e mezza il dato (45) dell’Ipo di Yahoo durante la bolla dot-com del 2000. Per dare un’idea, Microsoft nell’esercizio 2025 ha fatturato 282 miliardi e in Borsa ne vale 2.820, SpaceX con vendite per 19 miliardi è valutata 2.500. Dopo un massimo a 225,64 dollari e un rialzo del 67% in tre sedute, venerdì l’azione di Musk ha subìto un violento calo del 6,5%, scendendo a quota 178,5 e perdendo 620 miliardi di capitalizzazione. Hanno pesato massicce prese di profitto degli investitori iniziali, l’apertura del mercato delle opzioni sul titolo SpaceX che ha favorito le vendite allo scoperto e, soprattutto, l’annuncio dell’acquisto della startup Ai Cursor per 60 miliardi di dollari. SpaceX ha acquisito la società Anysphere, controllante di Cursor, con uno scambio di azioni ma la mossa non ha convinto gli analisti. Cursor diluisce del 3,4% gli azionisti di SpaceX e aumenta del 60% le spese in ricerca e sviluppo. Wall Street teme che l’integrazione della società Ai distolga SpaceX dall’attività industriale, appesantendone i conti con un avviamento enorme che potrebbe causare future svalutazioni se il progetto di datacenter orbitali non genererà i ricavi sperati.
Ma Cursor non è l’unica né la maggior falla nel racconto delle magnifiche e progressive sorti di SpaceX. Per permettere l’ingresso immediato del titolo nei propri indici, il Nasdaq ha piegato le sue regole storiche con riforme approvate appositamente il primo maggio. Nessun’altra Ipo prima di SpaceX aveva mai convinto il listino hi-tech di New York a stravolgere i propri regolamenti introducendo meccanismi combinati come “fast entry” e “moltiplicatore del flottante”. Con “l’ingresso veloce”, il Nasdaq ha permesso l’inclusione del titolo di Musk negli indici principali dopo soli 15 giorni invece di mesi. Con il moltiplicatore del flottante ha triplicato artificialmente il valore delle azioni circolanti (solo il 4-5% del capitale) per simulare un peso maggiore di SpaceX nell’indice. La forzatura del Nasdaq costringerà i fondi comuni passivi (Etf) a replica fisica ad acquisti forzati di azioni SpaceX per 27 miliardi di dollari, creando una scarsità strutturale di titoli e spingendo il prezzo a livelli ancor più slegati dai fondamentali di bilancio. L’indice S&P delle 500 maggiori aziende quotate a Wall Street ha invece rifiutato di seguire questa strada, mantenendo i requisiti di redditività (quattro trimestri consecutivi in utile) e 12 mesi minimi di attesa prima dell’ingresso.
Non basta. Per rifinanziare il prestito usato per acquistare xAi, SpaceX ha avviato l’emissione di un mega-bond da 20 miliardi. Grazie alla leadership nei lanci, Moody’s (Baa1), Fitch (BBB+) e S&P Global (BBB) hanno assegnato al titolo rating “sufficiente” (investment grade) ma non senza segnalare rischi legati alla governance accentrata su Musk e all’incertezza del settore Ai. Un altro fattore di rischio sono 18.712 bitcoin in portafoglio per 1,3 miliardi. Le regole contabili obbligano a valutare le cripto a valori di mercato: di fatto agganciano i conti di SpaceX al prezzo del bitcoin. Eventuali ribassi della cripto possono causare minusvalenze e spingere l’azienda in perdita anche con risultati operativi eccellenti.
Anche la storia di altre mega-Ipo insegna la prudenza. I casi di Blue Apron (-84% dal debutto) e Snap o i problemi iniziali di Uber e Lyft dimostrano che l’entusiasmo iniziale può svanire in fretta. I risparmiatori e i sottoscrittori degli Etf che possiedono titoli SpaceX rischiano di far da controparti ai soci storici in una fase avanzata del ciclo di Borsa. Musk è poi legato ai favori di Trump: oggi l’amicizia ritrovata col presidente Usa porta vantaggi al business, ma gli umori di Trump cambiano in fretta e domani chissà. SpaceX è un investimento ad alta quota ma i suoi paracadute sono tutti ancora da testare.