il Fatto Quotidiano, 22 giugno 2026
Anche Ceccacci Rubino sfrattata dai figli di Berlusconi
L’ex deputata Fiorella Ceccacci Rubino deve lasciare l’appartamento concessole nel 2020 da Silvio Berlusconi nello storico condominio milanese di viale San Gimignano 12, il primo realizzato quando B. era ancora soltanto un giovane costruttore. Lì dove ha vissuto per anni mamma Rosa e il figlio andava a farle visita per pranzo, il lunedì. Lo ha deciso il giudice di Milano Arianna Chiarentin accogliendo anche il secondo ricorso di Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi per la liberazione degli immobili concessi dal padre alle sue beniamine. A gennaio, infatti, era stato già disposto il rilascio dell’appartamento di zia Edvige, sorella di nonno Luigi, dove vive dal 2018 l’ex olgettina Ioana Visan, tuttora imputata nel processo Ruby ter per aver mentito sulle “cene eleganti” dell’ex premier.
Ceccacci, protagonista di una pellicola firmata nel 1998 da Tinto Brass, era stata eletta alla Camera con Forza Italia nel 2006. Nel 2011, quindi, era stata tra i 314 deputati che votarono per togliere ai giudici milanesi il processo sulle pressioni di Silvio Berlusconi sui funzionari della questura per il rilascio della 17enne Karima “Ruby” El Mahroug, fermata per un furto, e il suo affidamento a Minetti. Sostenendo che il premier stesse cercando di evitare un incidente diplomatico, convinto che Ruby fosse la “nipote” del presidente egiziano Mubarak. E non la figlia di un ambulante marocchino.
I figli di B. avevano avviato la causa dopo che un iniziale invito a restituire l’appartamento, notificato a ottobre 2023 (5 mesi dopo la morte dell’ex cav.), è caduto nel vuoto. Per tutta risposta Ceccacci aveva chiesto di dichiarare l’immobile di sua proprietà per effetto o di una donazione “indiretta”. L’ex parlamentare di Latina aveva spiegato che il suo benefattore sarebbe stato animato dal “dispiacere per la scelta che fu costretto ad adottare di non ricandidare la stessa alle elezioni politiche del 2018, in spregio della promessa fatta dopo i risultati delle urne del 2013”. Oltre che “commosso” dalle sue “aspirazioni familiari”.
Dopo due legislature, infatti, Ceccacci aveva corso per un terzo mandato ma risultò la prima dei non eletti del Pdl nel collegio Lazio 1, dietro l’attuale ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella. Per questo l’ex premier si sarebbe determinato convinto a “concederle gratuitamente l’immobile”, e a farsi carico, “con generosità… degli interventi di manutenzione e… trasloco”. Mentre lei tornava a dedicarsi alla sua vera passione, il palcoscenico, in un altro luogo del cuore berlusconiano come il teatro Manzoni. Lì dove il fondatore di Mediaset conobbe la seconda moglie Veronica Lario. Il giudice ha respinto le richieste istruttorie avanzate da Ceccacci, che avrebbe voluto sentire in aula i figli di B.. “Non risulta provato in alcun modo – si legge nella sentenza – il vincolo di destinazione a residenza familiare della resistente asseritamente impresso al contratto orale di comodato”. Contattato da Il Fatto l’avvocato di Ceccacci, Generoso Petrillo, non ha rilasciato dichiarazioni.