Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 22 Lunedì calendario

Incendio all’Ospedale del Mare di Napoli

Dodici barelle, con tredici pazienti, perché su una erano adagiate due donne, portate all’aperto, in strada e lasciate sotto il sole. Sgombero d’urgenza a causa dell’incendio che ha colpito intorno alle 17,30 l’Ospedale del Mare di Napoli. Le fiamme hanno avvolto un’ala di 8 piani per fortuna colpita solo all’esterno e non ci sono feriti. Un incendio vasto, visibile a chilometri di distanza. Le fiamme sarebbero partite da una catasta di legno sistemata sotto una finestra al piano terra.
Le fiamme hanno bruciato i pannelli esterni dell’alta palazzina. Per spegnerle ci sono voluti 40 vigili del fuoco con diversi automezzi e una botte di 14000 litri d’acqua. «C’era gente che scappava, poi abbiamo visto le fiamme. È stato un incubo», raccontano Assunta e Pina. «Un nostri familiare in dialisi è in barella all’aperto», affermano due ragazzi.
Pazienti portati via dal pronto soccorso e dalla Medicina d’urgenza. Spostati anche i neonati. Sgomberati i reparti dotati di dispositivi per la produzione di ossigeno. In tredici dalla rianimazione sono stati trasferiti in fretta e furia nel blocco operatorio. E questo determinerà inevitabili ricadute sulla funzionalità del presidio.
«I vigili del fuoco e la polizia hanno trovato una sbarra e un cancello chiusi per arrivare sul posto perché non c’era nessuno ad aprirli. Sono stati costretti ad abbatterli», denuncia Antonio che era in ospedale per far visita a un parente.
La Procura ha aperto un fascicolo. Indaga la sezione coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Cause da accertare, al momento si indaga per incendio colposo, ma i magistrati attendono l’informativa dei vigili del fuoco. Tra le ipotesi il corto circuito agli impianti dell’aria condizionata.
È l’ennesimo grave incidente che colpisce l’Ospedale del Mare, “il gioiello della sanità” fortemente voluto dall’ex presidente della Regione, Vincenzo De Luca. A gennaio del 2021 un grosso cedimento strutturale fece crollare in una voragine un’ampia porzione del parcheggio per i dipendenti. Anche in quel caso nessun ferito.
E con le fiamme si accendono anche le polemiche. «Ritengo doveroso porre alcuni interrogativi – accusa il consigliere Regionale del M5s, Salvatore Flocco che di professione fa il vigile del fuoco – anzitutto occorre comprendere perché fosse presente il materiale coinvolto nell’incendio nell’area interessata dal rogo. Ma soprattutto desta preoccupazione la rapidità con cui le fiamme hanno interessato alcuni pannelli e componenti esterni della struttura. L’Ospedale del Mare è una struttura moderna e relativamente recente, realizzata in un’epoca in cui le normative sulla sicurezza antincendio e sulle caratteristiche dei materiali da costruzione sono particolarmente rigorose».
Le fiamme hanno suscitato anche la «preoccupazione» esternata su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Mentre FdI va all’attacco: «Impensabile che un ospedale così rilevante come l’Ospedale del Mare finisca in fiamme. Non sappiamo cosa è accaduto, lo accerteranno le autorità preposte, resta il fatto che la sanità campana non trova pace e stenta a conseguire normalità», affermano in una nota i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Sangiuliano, Fabbricatore, Fele, Pisacane, Romano, Santangelo e Zecchino.
In tarda serata l’Asl Napoli 1 comuncia che “A valle del sopralluogo condotto dai vigili del fuoco, dai tecnici dell’ospedale insieme alla direzione strategica dell’azienda e ai direttori sanitario e amministrativo dell’Ospedale del Mare, si è potuta accertare la piena agibilità delle divisioni dalle quali erano stati trasferiti, in misura precauzionale, pazienti presso altre strutture dello stesso Presidio. Pertanto, si è proceduto alla riallocazione di tutti i ricoverati nei loro reparti originari”.
“Desidero esprimere un grazie particolare a tutto il personale che con straordinaria prontezza, rapidità, professionalità e spirito di servizio, ha gestito il trasferimento dei pazienti mettendoli tempestivamente in sicurezza” dichiara il direttore generale Gaetano Gubitosa.
L’Asl aggiunge che “solo l’unità operativa complessa di Chirurgia non può essere utilizzata pertanto i degenti ricoverati presso tale struttura sono stati trasferiti nella Divisione di Day Surgery dell’Ospedale”.