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 2026  giugno 22 Lunedì calendario

In sei mesi 600 morti in incidenti stradali

Erano in nove su un’utilitaria. All’alba di domenica l’auto è finita nel canale Villoresi, a Senago, nel Milanese, dopo essersi ribaltata lungo un tratto sterrato non aperto al traffico. Sommozzatori e vigili del fuoco hanno lavorato per liberare i ragazzi dall’abitacolo. Il conducente, diciannove anni, è risultato positivo all’alcol test ed è ora indagato per omicidio stradale aggravato perché tre di loro, tutti diciassettenni, non ce l’hanno fatta. Una scena fin troppo familiare (la notte tra sabato e domenica, troppe persone in un’unica auto, l’alcol) ormai conosciuta, da decenni, come la “strage del sabato sera”.
I dati: a giugno metà delle vittime sono motociclisti
Non è un caso isolato, ma un weekend qualunque. Gli osservatori dell’Asaps, l’associazione che monitora in tempo reale gli incidenti sulle strade italiane, raccontano una stagione complicata. Il weekend appena precedente a quello di Senago, tra il 12 e il 14 giugno, aveva già fatto segnare il bilancio più pesante dell’anno: 43 vittime in 72 ore, oltre la metà delle quali motociclisti. Da maggio i centauri sono diventati sistematicamente la categoria più colpita nei weekend italiani, complice il bel tempo e il traffico di mezza stagione. Una “strage silenziosa”, come la definisce l’Asaps, che ha segnalato come in soli due weekend di maggio sono morte 61 persone, 37 delle quali in moto.
Sul fronte più strettamente giovanile (gli incidenti notturni, tra le 22 e le 6, con conducenti under 30 al volante), i numeri pesano meno ma sono altrettanto costanti. Pochi episodi a weekend, quasi sempre con un morto, talvolta di più. Un flusso che nei bollettini dell’associazione non si interrompe mai davvero, nemmeno nelle settimane apparentemente più tranquille.
Il fattore alcol
Il fattore alcol, in casi come quello di Senago, non è un dettaglio di colore. Secondo l’ultimo report Istat, nel 2024 l’8,2 per cento degli incidenti rilevati da Polizia Stradale e Carabinieri ha coinvolto almeno un conducente in stato di ebbrezza, il 3 per cento sotto l’effetto di stupefacenti. Percentuali apparentemente contenute, ma che pesano in modo sproporzionato sugli incidenti più gravi e sui conducenti più giovani, storicamente la fascia più esposta al binomio notte-alcol-velocità.
L’attuale codice della strada e l’alcolock
Eppure dal 14 dicembre 2024 è in vigore un Codice della Strada riformato proprio per intervenire su questo fronte. La legge 177 del 2024 ha inasprito le sanzioni per chi guida sotto effetto di alcol o droghe, introducendo tolleranza zero per i neopatentati nei primi tre anni, multe fino a seimila euro e arresto per i tassi più alti, oltre a sospensioni della patente più lunghe. Se l’ebbrezza ha causato l’incidente, le sanzioni vengono raddoppiate. La novità più discussa resta l’alcolock: il dispositivo che impedisce l’accensione del motore se il conducente recidivo, già condannato con tasso superiore a 0,8 grammi per litro, non supera il test alcolemico integrato.
La reazione di Matteo Salvini
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, parlando oggi al gazebo della Lega a Portello, a Milano. «È vero che, grazie al nuovo Codice della strada, l’anno scorso ci sono stati più di 100 morti in meno, però sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa», ha detto, annunciando una riunione con il ministro dell’Interno Piantedosi già questa settimana sul tema della sicurezza stradale. «Voglio scrivere direttamente ai ragazzi, agli studenti e ai neopatentati, voglio raggiungerli nelle case e incontrarli nelle scuole. La vita è sacra ed è solo una», continua. Poi l’ammissione che pesa più delle cifre: «Perché non puoi essere in nove su un’Audi: tre morti perché chi guidava aveva bevuto. È chiaro che non è una questione di Codice della strada».
Il parere del presidente dell’Associazione Vittime Incidenti Stradali
Di parere diverso è Domenico Musicco, avvocato e presidente dell’Associazione Vittime Incidenti Stradali. Dopo l’ultimo weekend, Musicco ha lanciato l’allarme: «Non è possibile continuare così con questa strage di giovanissimi sulle nostre strade». Per il presidente, «il nuovo Codice della strada, come avevamo detto, non basta a fermare la strage»: la richiesta è di intensificare i controlli su velocità, ebbrezza e droghe nei weekend, e di introdurre l’educazione stradale obbligatoria nelle scuole. Tema su cui l’associazione attende a breve un incontro con il Ministero dell’Istruzione.
I numeri ufficiali, però, restituiscono per ora un quadro fermo più che in miglioramento netto. Le percentuali di incidenti alcol e droga-correlati del 2024 sono in lieve calo rispetto al 2023, ma la riforma è entrata in vigore solo negli ultimi venti giorni dell’anno: troppo tardi per incidere su quei dati. Il bilancio nazionale completo, quello che include anche le Polizie locali, arriverà solo con il report Istat definitivo sul 2025, atteso nelle prossime settimane. Nel frattempo, il weekend italiano continua a contare i suoi morti, uno dopo l’altro, a prescindere dalle leggi che cambiano.