corriere.it, 22 giugno 2026
Microsoft accusa OpenAI e Anthropic
Questa volta l’appello – o meglio, l’accusa – arriva dal ceo di Microsoft, Satya Nadella. In un’intervista al Wall Street Journal, l’amministratore delegato ha puntato il dito contro l’attuale modello dominante in tema di intelligenza artificiale, criticando il modo in cui si è sviluppata la corsa alla supremazia del settore e quindi, come riporta la testata, il fatto che poche aziende controllino una tecnologia che potrebbe cambiare il mondo. «Non si può dire che tutti i lavori d’ufficio scompariranno, che questa tecnologia potrebbe persino diventare un’arma e, allo stesso tempo, sostenere che servano enormi quantità di energia per costruire data center», ha dichiarato Nadella nell’intervista, dove ha anche disegnato la propria idea del futuro dell’AI: modelli più economici, più controllo in mano agli utenti e una comunicazione politica che sia in grado di conquistare la fiducia del pubblico.
Per il ceo di Microsoft, il problema è che un ristretto numero di aziende sta concentrando il valore di una tecnologia destinata a cambiare il mondo, mentre al tempo stesso diffonde previsioni allarmistiche sui rischi per la sicurezza e anche sulla perdita di posti di lavoro per giustificare la necessità di risorse praticamente illimitate. Su quest’ultimo punto, Nadella ha criticato i manager che vedono nell’AI uno strumento per ridurre i costi licenziando o eliminando posizioni lavorative. «Che ne diciamo invece di riorganizzare i ruoli?», dichiara al giornale americano. Tuttavia la stessa Microsoft lo scorso anno aveva licenziato novemila dipendenti: «Continuiamo ad attuare i cambiamenti organizzativi necessari per mettere l’azienda e i team nelle condizioni migliori per avere successo in un mercato dinamico», aveva dichiarato un portavoce dell’azienda.
Nell’intervista non vengono fatti esplicitamente nomi delle aziende che starebbero intraprendendo una strada pericolosa, ma sembra chiaro che la non troppo velata accusa sia diretta verso realtà come Anthropic, OpenAI e Google, oggi i più importanti attori a spartirsi il mercato delle intelligenze artificiali. Al contrario di queste, Microsoft vorrebbe orientare il mercato verso un futuro meno dipendente dai «modelli di frontiera», cioè quelle rappresentano lo stato dell’arte dell’AI e spingono le capacità tecnologiche oltre i limiti.
Suona ironico che proprio Nadella lanci l’accusa contro un oligopolio di poche aziende tech, dato che la stessa Microsoft per lungo tempo è stata una realtà (quasi) unica nel settore dei sistemi operativi e dei software. Non solo: l’azienda di Redmond ha in corso alcuni accordi sia con OpenAI sia con Anthropic.
E mentre Microsoft tiene in equilibrio la critica alle aziende con cui ha delle partnership e lo lo sviluppo di modelli proprietari (cioè Copilot, oltre a nuove soluzioni AI a basso costo), nell’orizzonte dell’azienda compare la possibilità di ospitare una versione di DeepSeek – il potente modello cinese che è stata più volte accusata di «distillare» (e quindi rubare conoscenza e addestramento) da altri large language model. Un’idea che potrebbe allargare un po’ la lotta per la supremazia nel settore dell’AI.