corriere.it, 22 giugno 2026
Eredità Agnelli, Margherita vuole essere parte civile «anche nei confronti del figlio John»
«Abbiamo visto che Margherita Agnelli vuole costituirsi parte civile per chiedere i danni morali al figlio, obiettivamente ritengo che in questo ci sia poco di morale». È una presa di posizione molto dura quella assunta dai legali di John Elkann, Paolo Siniscalchi e Fabrizio Cecconi, in merito alla richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile nel processo in cui il figlio John, presidente di Stellantis, è imputato per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato.
Il procedimento
Il procedimento (oggi, 22 giugno, si è aperta l’udienza preliminare di fronte al gup Irene Giani) è quello che riguarda l’eredità di Marella Caracciolo Agnelli, moglie dell’Avvocato Gianni Agnelli, e la sua presunta residenza fittizia in Svizzera. Nello stesso processo è imputato anche lo storico commercialista della famiglia, Gianluca Ferrero (difeso dagli avvocati Paolo Davigo Bonino, Fabrizio Reggiani e Marco Ferrero), e il notaio Remo Morone, quest’ultimo accusato di falso.
L’avvocato di Magherita
Questa mattina l’avvocato Dario Trevisan, che assiste Margherita Agnelli (dal suo esposto è nata l’inchiesta del procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dei sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti), ha depositato per conto della propria assistita la richiesta di costituzione di parte civile contro il figlio, John Elkann. Spiega l’avvocato Trevisan al termine dell’udienza: «Margherita Agnelli ha depositato atto di costituzione civile anche nei confronti di John Elkann per il risarcimento del danno morale». In quanto, aggiunge il legale, «vittima di un articolato piano fraudolento in merito alla successione di sua madre e di suo padre, pregiudicando titolarità di partecipazioni rilevanti e di controllo nella Dicembre» (la cassaforte della famiglia Agnelli). Il gup ha disposto il rinvio dell’udienza all’11 settembre per consentire alle parti di fare le rispettive deduzioni.
I legali di John Elkann
Gli avvocati di Elkann, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, ritengono che la costituzione di Margherita Agnelli debba essere respinta e giudicano l’atto di Margherita poco «morale». «Margherita Agnelli – spiega Siniacalchi – non è stata esclusa dalla successione dei genitori, ma sostanzialmente è uscita in un momento molto critico per il gruppo lasciando a John Elkann l’onere di risanare e tenere in piedi una realtà industriale compromessa». E ancora: «Mentre Margherita Agnelli è diventata miliardaria ed è scappata dal gruppo che aveva guidato suo padre, John Elkann si è assunto l’onere e la responsabilità di portarlo avanti con dei risultati». Infine, sottolinea il legale: «Per quanto riguarda poi il tema della Dicembre, che ho visto anche accennato nella costituzione di parte civile, ricordiamo che Margherita Agnelli in sede civile è stata dichiarata priva di legittimazione: cioè, non può fare delle domande perché ha perso la qualità di socia già nel 2004. Oggi è solo un ex socio che non ha nessuna legittimazione ad agire e a chiedere: l’assetto proprietario della Dicembre è ormai cristallizzato da moltissimo tempo ed è immodificabile». Sull’ipotesi che Elkann possa patteggiare, i legali chiariscono: «Non è l’argomento di oggi». Assente in aula l’Agenzia delle Entrate – indicata al pari di Margherita Agnelli come parte offesa nel procedimento – che non si costituisce parte civile: nei mesi scorsi Elkann aveva infatti chiuso la partita con il fisco versando 183 milioni di euro.