Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Carlo sarà il primo Re a rendere pubblico il suo 730
«È semplice, la monarchia continua a modernizzarsi e ad evolvere». Così Buckingham Palace spiega la decisione di re Carlo III di rendere pubblico il suo 730, giovedì. Una mossa senza precedenti per i Windsor: il sovrano renderà noti redditi, finanze e tasse. Non solo quanto percepisce come Sovereign Grant per gli impegni ufficiali. Ovvero la cifra che riceve al posto del vecchio appannaggio o Civil List (137,9 milioni di sterline per l’anno fiscale 2026-27), frutto della riforma voluta dai Windsor con il cancelliere dello Scacchiere George Osborne (al tempo del governo di David Cameron, lo stesso del referendum sulla Brexit). Il Sovereign Grant Act 2011 rivoluzionò così il finanziamento della «Firm», la Ditta Windsor, con una percentuale dei profitti delle Crown Estates, il portfolio di ricchezze «della Corona» (il 25% ridotto poi al 12% per volere di Carlo III).
Ora una nuova svolta sempre «per espresso desiderio del Re», spiega un portavoce reale che ricorda come già da principe di Galles, aveva voluto rendere noti i suoi introiti. E così sapremo tutte le sue fonti di reddito: investimenti, profitti azionari e quanto generato dalle residenze private Windsor acquistate nell’800 dalla regina imperatrice Vittoria con il marito Alberto: Sandringham e Balmoral. Non solo, ma il sovrano beneficia anche del ducato di Lancaster: terreni e attività commerciali. E se il Re svelerà le sue tasse, William farà altrettanto. I ducati di Lancaster e Cornovaglia sono destinati al re e al suo erede.
Carlo III apre a più trasparenza confermando la capacità di intuire i tempi nuovi per la Corona. E di sicuro serve trasparenza dopo lo scandalo Andrea, che ha messo sotto la lente gli affitti da due lire pagati dall’ex principe per il Royal Lodge a Windsor. Il Public Account Committee annuncia un’inchiesta sull’uso delle residenze reali.