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 2026  giugno 22 Lunedì calendario

Raid ucraini, Crimea senza carburante

La guerra colpisce il cuore logistico della Crimea e lascia la penisola senza carburante per i civili. A confermare il nuovo attacco ucraino è stato lo stesso presidente Volodymyr Zelensky: «Sono stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del ponte di Crimea: la logistica marittima per il trasporto di petrolio nella regione russa di Krasnodar e un deposito di petrolio a Kerch, nella Crimea temporaneamente occupata».
L’effetto più immediato si è visto ai distributori. Da ieri in Crimea è stata ordinata la sospensione totale della vendita di carburante ai civili. «Il combustibile verrà fornito solo ai servizi statali che garantiscono le attività vitali e la sicurezza della Repubblica di Crimea», ha dichiarato ieri mattina in un videomessaggio Sergey Aksyonov, governatore della Crimea occupata nominato da Mosca.
Secondo lo stesso Aksyonov, un attacco di droni ucraini nella zona di Kerch ha provocato quattro morti e ventotto feriti. La compagnia elettrica locale Krymenergo ha inoltre annunciato che parte della penisola di Kerch è rimasta senza corrente in seguito ai raid.
Kiev colpisce da tempo infrastrutture militari russe nei territori occupati, ma anche impianti petroliferi e industriali che sostengono lo sforzo bellico del Cremlino. Nelle ultime settimane gli attacchi in Crimea si sono intensificati, nel tentativo di isolare la penisola dalla Russia continentale.
All’inizio della scorsa settimana il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov aveva dichiarato che Kiev punta a trasformare la Crimea «in un’isola», colpendo sistematicamente le catene di approvvigionamento russe.
La pressione sugli asset energetici russi produce intanto effetti più ampi. Secondo un recente rapporto di Energy Intelligence, società americana di ricerca nel settore, i ripetuti attacchi ucraini contro raffinerie, oleodotti e depositi petroliferi in Russia avrebbero interrotto circa un terzo della capacità di raffinazione del Paese mentre parla addirittura di «svantaggio» russo il Financial Times, secondo cui «le dense nubi di fumo che si sono levate su Mosca dopo che i droni ucraini hanno colpito la più grande raffineria di petrolio della capitale russa questa settimana non avrebbero potuto essere più chiare» in merito.
Sul piano diplomatico, invece, il tavolo resta fermo. In un’intervista diffusa ieri, il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha sostenuto che parte degli accordi raggiunti al vertice tra Stati Uniti e Russia ad Anchorage, in Alaska, lo scorso agosto, sia rimasta inattuata per responsabilità di Washington.
«A questo punto, una parte rimane impegnata a rispettare gli accordi raggiunti ad Anchorage, mentre l’altra, a quanto pare, e ora possiamo dirlo, si è dimostrata incapace di percorrere interamente la propria strada e di rispettare tali accordi», ha affermato Ushakov.