La Stampa, 20 giugno 2026
Ipotesi rimpasto, Piantedosi al Colle
Matteo Salvini si sente sotto assedio, superato a destra dal generale Roberto Vannacci proprio su quei temi a lui cari: sicurezza e immigrazione. E ora il sogno di tornare al Viminale, che il leader del Carroccio non ha mai nascosto, si fa più insistente. Così, mentre la Lega reclama un avvicendamento nell’ottica di rafforzare Salvini incalzato dall’ex della brigata Folgore, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sale al Colle per essere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A renderlo noto, con poche righe, il Quirinale.
È stato fatto il punto sulla sicurezza del Paese, sui risultati ottenuti finora e sulle possibili prospettive future, queste le motivazioni ufficiali dell’incontro. Dal Quirinale non filtra nessuna considerazione: si tratta di appuntamenti di routine. E non è certo intenzione del capo dello Stato intervenire su voci di eventuali rimpasti. Eppure non serve malizia per capire che, in un momento delicato in cui proprio il partito che l’ha portato al Viminale vorrebbe ora che si facesse da parte, Piantedosi speri di uscire rafforzato dal colloquio. Fonti parlamentari di maggioranza osservano: «Andare al Quirinale serve a presidiare il territorio e provare a blindare la sua permanenza sino a fine legislatura».
Piantedosi è uomo delle istituzioni, prefetto di Roma da agosto 2020 a ottobre 2022, è ben lontano dai toni scomposti che caratterizzano il leader del Carrocco e in questi anni ha sempre cercato di mantenere una linea equilibrata. Il suo, insomma, è un profilo più tecnico che politico. Con Salvini, nel tentativo di arginare il generale, il Viminale rafforzerebbe la linea securitaria del governo.
Salvini sogna di tornare a presentarsi come ministro dell’Interno. Un’aspirazione che era già emersa l’anno scorso a Firenze, durante il congresso che l’aveva confermato alla segreteria del partito. Non solo. Durante l’ultimo consiglio federale della Lega, l’unico elemento d’armonia tra i governatori del Nord e il resto del partito era stato proprio questo: la speranza di riuscire a riportare il leader al Viminale.
Piantedosi non interviene su un possibile rimpasto, non commenta. Chi gli è vicino, però, lo descrive amareggiato. Va da sé che, nel tempo, i rapporti con Salvini si sono allentanti. Nonostante le apparenze.