corriere.it, 20 giugno 2026
Stipendi, quanto resta da spendere dopo l’affitto? A Milano e Roma il «reddito residuo» sfiora lo zero
Il divario economico tra i lavoratori europei non si misura più soltanto negli stipendi, ma soprattutto nel reddito disponibile dopo il pagamento dell’affitto. È questo il quadro che emerge incrociando i dati del rapporto Ocse «Taxing Wages 2026» con le stime sui costi abitativi nelle principali città europee. In questo confronto, l’Italia risulta tra i Paesi con il margine più ridotto di reddito residuo nelle aree urbane, nonostante livelli salariali inferiori rispetto all’Europa. Ciò è evidente in particolare a Milano.
Pressione fiscale sopra la media Ocse
Secondo l’Ocse, il cuneo fiscale sul lavoro per un lavoratore single con salario medio in Italia è pari al 45,8%, contro una media del 35,1%. Il dato colloca l’Italia tra i Paesi con maggiore tassazione sul lavoro in Europa, dietro a Belgio (52,5%), Germania (49,3%) e Francia (47,2%). Il livello elevato di imposizione si traduce in una compressione del salario netto disponibile, che resta strutturalmente inferiore rispetto a diverse economie comparabili.
Affitti urbani allineati alle capitali europee
Sul versante immobiliare, il costo di un bilocale nelle principali città europee mostra una forte convergenza verso l’alto, in particolare nei grandi centri economici. Ecco le stime ottenute incrociando i dati dei canoni dei principali portali immobiliari nelle varie città europee.
Le stime indicano i seguenti range mensili (per un bilocale)
Milano: 1.200 – 1.600 euro
Roma: 900 – 1.300 euro
Parigi: 1.500 – 2.200 euro
Berlino: 1.200 – 1.800 euro
Amsterdam: 1.600 – 2.300 euro
Londra: 2.000 – 2.800 euro
Il reddito residuo dopo l’abitazione
Il confronto tra stipendi netti e costi abitativi evidenzia così differenze significative nella capacità di reddito disponibile.
Italia (Milano/Roma)
Stipendio netto medio: 1.600 – 1.800 euro
Affitto bilocale: 900 – 1.600 euro
Reddito residuo: 0 – 900 euro
Germania (Berlino/Monaco)
Netto: 2.500 – 3.000 euro
Affitto: 1.200 – 2.200 euro
Residuo: 600 – 1.600 euro
Francia (Parigi/Lione)
Netto: 2.300 – 2.700 euro
Affitto: 1.500 – 2.200 euro
Residuo: 500 – 1.200 euro
Paesi Bassi (Amsterdam)
Netto: 2.800 – 3.300 euro
Affitto: 1.600 – 2.300 euro
Residuo: 800 – 1.700 euro
Italia penalizzata dal disallineamento salari-costi urbani
Il quadro evidenzia come il nodo italiano non sia esclusivamente legato al livello degli affitti, ma al disallineamento tra dinamica salariale e costo dell’abitare nelle grandi città. A Milano, in particolare, i prezzi degli affitti si sono progressivamente allineati alle principali capitali europee, mentre la crescita dei salari netti è rimasta più contenuta. Ne deriva una riduzione del reddito discrezionale disponibile per lavoratori urbani, con effetti su capacità di risparmio e mobilità economica.
Il rapporto affitto/stipendio lordo
Milano: 16.560 / 30.500 = 54,3%
Parigi: 57,6%
Berlino: 27,4%
Amsterdam: 26,1%
Copenaghen: 28,4%
Ginevra: 17,9%
Una nuova chiave di lettura del divario europeo
L’analisi suggerisce un cambio di prospettiva nella lettura delle disuguaglianze in Europa. Il differenziale non si gioca più soltanto sul salario lordo o netto, ma sulla quota di reddito effettivamente disponibile dopo i costi fissi dell’abitare nelle aree metropolitane. In questo quadro, l’Italia si colloca tra i Paesi in cui il rapporto tra salario netto e costo dell’alloggio urbano risulta meno favorevole.