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 2026  giugno 21 Domenica calendario

Dopo il restauro da 14 milioni, la Reflecting Pool a Washington è ancora piena di alghe

Le alghe, la copertura del fondale che si stacca, gli arresti. Il restauro della Reflecting Pool del Lincoln Memorial di Washington DC – tra i luoghi più iconici e visitati degli Stati Uniti – sta prendendo una piega inaspettata. Il presidente Trump non ha perso occasione per esprimere il proprio disappunto via Truth parlando di atti vandalici: «Diverse persone (circa 5 secondo quanto comunicato dalle autorità, ndr) sono state arrestate per aver vandalizzato la nostra magnifica Reflecting Pool (…) Devono passare anni in prigione! I lavori per la sua sistemazione inizieranno immediatamente». 
Tra gli arresti c’è anche l’ex atleta olimpico David Hearn, sorpreso dalle autorità mentre toccava un pezzo del rivestimento del fondale che, ormai staccatosi, galleggiava in superficie. L’atleta, che stava facendo un giro in bicicletta, ha negato ogni accusa, spiegando al Washington Post di «non aver vandalizzato nulla. Ho allungato la mano e sono riuscito ad afferrare l’estremità di quel pezzo galleggiante, quello che si stava già staccando. Era ancora attaccato alla parte inferiore della piscina. Non ho rimosso niente». Ha poi aggiunto: «Quando ho capito cosa stava succedendo, mi stavano ammanettando». Il Washington Post in proposito ha rivelato che l’uomo è stato trattenuto per almeno 5 ore in una struttura della polizia nel parco di Hains Point e dovrà comparire davanti alla Superior Court il 9 luglio con l’accusa di danneggiamento di proprietà pubblica. 
Ma facciamo un passo indietro. Quest’anno l’amministrazione Trump ha finanziato un imponente restauro della Reflecting Pool da oltre 14 milioni di dollari (molti di più del poco più di un milione annunciato inizialmente) affidando i lavori senza gara pubblica alla Atlantic Industrial Coatings. Oltre alle attività di manutenzione dell’imponente specchio d’acqua – che si estende tra il Lincoln Memorial e il Washington Monument per circa 619 metri di lunghezza, 51 metri di larghezza raccogliendo 25 milioni di litri d’acqua – l’obiettivo dell’intervento era anche quello di eliminare la proliferazione di alghe che non dava cenno di regredire già da diverso tempo. Risultato: il rivestimento del fondale color «blu bandiera americana» ha iniziato a mostrare i primi segni di cedimento a meno di due settimane dal completamento dei lavori, mentre le infestanti alghe hanno dimostrato di non avere nessuna intenzione di farsi debellare. La Reflection Pool adesso appare quindi di un antiestetico verde palude e non della tanto patriottica sfumatura di blu voluta dal presidente. 
La Cnn riporta che Eddie Wood, proprietario della Atlantic Industrial Coatings che ha svuotato e riverniciato la piscina, ha dichiarato che dalle immagini non è possibile capire che cosa abbia causato lo scollamento del fondale. Sempre a Cnn, Tim Auerhahn, esperto di infrastrutture per piscine e presidente dell’Aquatic Council, ha precisato che «un rivestimento può deteriorarsi per diversi motivi, tra cui la preparazione del substrato, la contaminazione della superficie, le condizioni di applicazione, i problemi di adesione, la scelta del prodotto, i danni meccanici, l’esposizione ambientale o una combinazione di fattori».
Nel suo post su Truth Trump ha concluso con il suo caratteristico aggressivo ottimismo egoriferito: «La Reflecting Pool non è mai stata così bella come solo una settimana fa, nemmeno dal 1922, anno della sua inaugurazione. Siamo molto orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato con questa magnifica struttura e la ripareremo rapidamente, riportandola al suo antico splendore».
Nel 2012, l’amministrazione Obama aveva investito sulla manutenzione di uno dei simboli di Washington spendendo 34 milioni di dollari per una ristrutturazione che ha impiegato 18 mesi e in gran parte legata alla volontà di debellare l’infestazione di alghe. Anche in quell’occasione non furono assenti diversi problemi: poco dopo il completamento dei lavori di ristrutturazione, la piscina tornò ad apparire come un ammasso torbido e maleodorante, pieno di alghe, escrementi di uccelli e anatre morte.