Corriere della Sera, 21 giugno 2026
Prosegue la lite Trump-Meloni
«La presidente del Consiglio italiana Gigiorgia (sic) Meloni mi ha chiesto, ripetutamente, di fare una foto assieme durante il vertice del G7 in Francia». Donald Trump controreplica così alla premier Meloni. Venerdì, in un’intervista a La7, il presidente Usa aveva dichiarato si essere stato «implorato» da lei per un selfie. Immediata era arrivata la smentita della presidente del Consiglio: «Inventato. Io e l’Italia non imploriamo nessuno».
Il secondo affondo
Ieri, sulla piattaforma Truth, il tycoon torna ad attaccare: «In Italia sta andando male in termini di popolarità, forse perché ha voltato le spalle agli Usa, un Paese che ama e protegge davvero l’Italia, quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma, del resto, lo ha fatto anche la Nato!)». Il magnate specifica: «Non ci ha nemmeno permesso di utilizzare le piste di atterraggio italiane, creando un grande inconveniente logistico, e questo nonostante gli Usa spendano centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e gli altri cosiddetti alleati della Nato». E chiude, con tre punti esclamativi: «Ora, dopo che gli Usa hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i propri “numeri”. No, grazie!!!».
Il post del tycoon
Non ci ha nemmeno permesso di usare le piste di atterraggio o di volo. Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto l’Iran, vuole tornare a essere amica per far «salire i suoi numeri». No grazie!!!
La nuova risposta
Tempo due ore e Giorgia Meloni ribatte in inglese sui social: «Presidente Trump, questi attacchi continui e immotivati sono senza senso». E aggiunge: «Per quanto riguarda la mia popolarità, essere sua amica non l’ha certo aiutata. Né dipende dal mio rapporto con lei. Dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente quello che ho sempre fatto». Quindi, puntualizza Meloni: «Questo è anche ciò che ho fatto riguardo alle basi militari americane in Italia. Il loro utilizzo è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non possono essere violati finché sarò presidente del Consiglio. L’Italia rimane una nazione sovrana». Quindi la replica finale: «In ogni caso, la mia popolarità non la riguarda. Le suggerisco di concentrarsi sulla sua». A commento, in italiano, dichiara chiusa la polemica: «Non tornerò sull’argomento, perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito».
L’opposizione
Se venerdì la solidarietà di rito aveva un po’ ammorbidito gli attacchi dell’opposizione, ieri parte del centrosinistra ha soprattutto rinfacciato alla premier di essersi accorta in ritardo della vera natura di Trump. Lo ha fatto il dem Peppe Provenzano: «Abbiamo sempre chiesto alla premier di manifestare una totale alterità rispetto a Trump». E Angelo Bonelli (Avs): Meloni «deve sottrarsi ai ricatti economici di Trump», rivedere «l’impegno del 5% del Pil per le spese militari e rompere gli accordi sul gas». «Cosa aspetta la nostra Premier a dirsi decisamente pro Ue?», chiede Riccardo Magi di +Europa. Il leader M5S, Giuseppe Conte punzecchia: «Non è uno scontro, ma un richiamo all’ordine per Meloni». E dice «risparmiateci la favoletta che Meloni ha tutelato l’interesse nazionale». Matteo Renzi (Iv) alla Bbc: «Quello di Trump è un brutto messaggio per tutti gli italiani. Respingiamo ogni tipo di accusa ma dobbiamo essere chiari: Meloni lo ha difeso fino a ieri e oggi la sua posizione non è credibile». E ancora: «Bei tempi quando il G7 ospitava discussioni politiche e non litigi da asilo». Invece Carlo Calenda (Azione) definisce Trump «decisamente un uomo disturbato» e «il meno stimato in Italia con Putin e Netanyahu».
La maggioranza
Dopo la pioggia di dichiarazioni di venerdì in difesa della premier, ieri nella maggioranza in molti preferiscono lasciare spazio alle parole della stessa Meloni. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi (FdI): «La nuova uscita di Trump spinge ad essere sempre più solidali con il popolo statunitense. Forza America! Adda passà `a nuttata!». Maurizio Lupi (Noi moderati): «Le parole di Trump offendono tutta l’Italia, che non è uno stato vassallo». Il vicepremier leghista Matteo Salvini: quelle del tycoon sono parole «gratuite, inutili, sgradevoli». Con una precisazione: «Non c’è una guerra fra Italia e Usa». Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, loda la «schiena dritta» di Meloni. Per Stefania Craxi (Forza Italia) Trump «divide ancora il fronte occidentale con parole false e inaccettabili».