repubblica.it, 19 giugno 2026
Parigi attribuisce la cittadinanza onoraria a tutti i palestinesi
Lungo applauso nella sala del Consiglio di Parigi, all’Hôtel de Ville, l’ambasciatrice palestinese in Francia Hala Abou-Hassira. È a lei, ma simbolicamente a un intero popolo, che la capitale francese ha voluto attribuire la cittadinanza onoraria, estesa a tutti i civili e ai giornalisti palestinesi. «La cittadinanza onoraria non è un simbolo ma un impegno per la pace. Oggi tendiamo la mano a un intero popolo» ha sottolineato il sindaco socialista Emmanuel Grégoire davanti al Consiglio comunale. La delibera adottata a Parigi condanna «la peggiore guerra della storia per la popolazione civile di Gaza» e denuncia una situazione umanitaria ancora «drammatica», nonostante il cessate il fuoco. La decisione include i civili palestinesi e i giornalisti, diventati negli ultimi anni una delle categorie più esposte del conflitto, spesso rimasti unici testimoni.
Grégoire ha cercato di disinnescare subito l’accusa di parzialità arrivata dai banchi della destra, che gli rimprovera una posizione «squilibrata» rispetto alle vittime israeliane e agli ostaggi sequestrati da Hamas. «Riconoscere le sofferenze del popolo palestinese non cancella nulla delle sofferenze del popolo israeliano», ha risposto il sindaco. «Mai dimenticheremo il 7 ottobre 2023» ha aggiunto. Nel 2024 Parigi aveva già attribuito la cittadinanza onoraria agli ostaggi di Hamas, mentre nel settembre 2025 le bandiere israeliana e palestinese erano state proiettate sulla Tour Eiffel, nel tentativo di affermare insieme il diritto alla sicurezza di Israele e il diritto all’esistenza del popolo palestinese.
La cittadinanza onoraria è una distinzione senza valore giuridico, ma dal forte peso politico. In passato Parigi l’ha concessa a dissidenti, prigionieri politici, ostaggi, figure perseguitate o popoli colpiti dalla guerra. La decisione dal forte valore politico arriva in un momento delicato nei rapporti tra Francia e Israele. Emmanuel Macron aveva deciso un anno fa di lanciare il riconoscimento dello Stato di Palestina, seguito poi da altri Stati occidentali, pur mantenendo la condanna assoluta del massacro del 7 ottobre e la richiesta di liberazione degli ostaggi. Qualche settimana fa, il governo di Parigi aveva annunciato di vietare l’ingresso sul suo territorio al ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ripreso mentre scherniva i prigionieri della Flotilla inginocchiati.