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 2026  giugno 19 Venerdì calendario

Amazon cancella l’uscita di “Artificial”, il film di Guadagnino

Nel mondo dell’intelligenza artificiale tutto cambia alla velocità della luce. Cambiano le alleanze, cambiano i mercati e cambiano gli equilibri industriali. Ogni movimento produce una scossa, spesso più ampia di quanto sembri. Anche per settori che paiono lontani dall’IA. Come Hollywood.
Amazon MGM Studios ha rinunciato alla distribuzione globale di “Artificial”, un film diretto da Luca Guadagnino che racconta i cinque giorni di crisi e le lotte di potere che hanno stravolto OpenAI, il suo CEO Sam Altman e la Silicon Valley a novembre del 2023.
A febbraio Amazon ha siglato un accordo da diverse decine di miliardi di dollari con OpenAI, la società che ha creato ChatGpt, per fornire capacità cloud attraverso Amazon Web Services.
Di fronte al rischio di incrinare i rapporti con un nuovo partner strategico, a causa di un film incentrato su una fase delicata della storia di Altman e di OpenAI, Amazon avrebbe scelto di accantonare il progetto.
Le dinamiche di potere esplorate nella pellicola di Luca Guadagnino affondano le radici in uno degli episodi aziendali più convulsi della storia tecnologica recente, consumatosi a novembre del 2023.
In un venerdì all’apparenza ordinario, l’allora consiglio di amministrazione di OpenAI rimosse improvvisamente Sam Altman dall’incarico con una breve videochiamata.
La decisione fu motivata con una presunta mancanza di trasparenza nelle comunicazioni interne da parte dell’amministratore delegato.
L’estromissione innescò subito un effetto domino. Nel corso del fine settimana, i principali finanziatori di OpenAI, a partire da Microsoft, avviarono trattative serrate per riportare Altman alla guida della società e tutelare i propri investimenti.
Il momento decisivo della crisi si consumò il lunedì successivo, quando oltre settecento dipendenti, a fronte di un organico complessivo di circa settecentosettanta unità, firmarono una lettera aperta in cui minacciavano dimissioni in blocco.
Il personale si dichiarò pronto a trasferirsi in una nuova divisione di ricerca creata appositamente da Microsoft per accogliere i fuoriusciti.
Di fronte a questa paralisi operativa e al rischio di distruggere un’azienda già valutata decine di miliardi di dollari, i membri del consiglio direttivo si arresero il martedì sera, rassegnando le dimissioni e spianando la strada al trionfale ritorno di Altman, rientrato al comando con un controllo ancora più saldo sull’intera organizzazione.
Una produzione stellare fermata a un passo dall’esordio
Il progetto aveva già concluso le riprese lo scorso autunno e aveva affrontato con successo le prime proiezioni interne, incassando riscontri positivi dagli addetti ai lavori.
La sceneggiatura, firmata dall’autore Simon Rich, aveva attirato un cast di altissimo livello, guidato da Andrew Garfield nel ruolo dell’amministratore delegato Sam Altman. Accanto a lui, attori di spessore interpretano le figure chiave dell’ecosistema tecnologico: Yura Borisov veste i panni di Ilya Sutskever, l’ex scienziato capo di OpenAI che inizialmente appoggiò l’estromissione di Altman, mentre Ike Barinholtz dà il volto al miliardario Elon Musk, che ha co-fondato OpenAI nel 2015.
A dispetto dell’investimento di circa 40 milioni di dollari e delle ambizioni di puntare alla stagione dei premi cinematografici previsti per l’inizio del 2027, la dirigenza di Prime Video ha scelto di interrompere bruscamente il percorso distributivo.
Le ragioni risiedono nel delicato equilibrio narrativo e finanziario della vicenda.
Secondo Variety altre testate americane che hanno riportato la notizia, il copione dipinge Altman e Musk in una luce cinica e poco lusinghiera, mettendo in scena le spietate manovre per il controllo della tecnologia più influente del decennio.
Amazon si è ritrovata nella scomoda posizione di produrre un film critico verso la stessa persona con cui aveva appena concluso un affare colossale, per giunta agevolato dagli ottimi rapporti personali tra Jeff Bezos, il fondatore del colosso dell’e-commerce, e Altman.
Il contratto stipulato all’inizio dell’anno garantisce a OpenAI l’accesso a un’enorme potenza di calcolo indispensabile per addestrare i propri modelli generativi.
La ricerca di una nuova casa cinematografica
Il destino del film di Guadagnino è ora avvolto dall’incertezza. I produttori stanno già cercando un acquirente alternativo per salvare la distribuzione globale.
Un portavoce di Amazon ha diffuso una dichiarazione in cui l’azienda esprime massima ammirazione e rispetto nei confronti del regista italiano, augurandosi di poter mantenere intatta la lunga e fruttuosa relazione lavorativa.
“Riteniamo che Artificial possa essere valorizzato meglio da un altro studio e stiamo lavorando a stretto contatto con il team creativo per trovare al film una nuova casa”, fa sapere Amazon.
La celebrazione dei leader tech
Mentre la pellicola su OpenAI viene ritenuta troppo spinosa per la distribuzione globale, Prime Video – la piattaforma Amazon dedicata allo streaming di film e serie tv – ospita regolarmente “Bezos – La storia di un genio”, un film del 2023 dedicato all’uomo che, insieme alla moglie MacKenzie Scott – ha fondato Amazon.
Il lungometraggio, diretto da Khoa Le, ricostruisce l’abbandono di Wall Street da parte di Bezos e la creazione del colosso dell’e-commerce in un garage di Seattle, adottando un approccio che la critica internazionale ha definito apertamente agiografico.
Il film dipinge l’imprenditore come un pioniere visionario e determinato, offrendo un ritratto edulcorato che tralascia quasi del tutto le controversie legate alle sue aggressive pratiche di mercato.
La disponibilità di una narrazione così lusinghiera sulla vita del creatore della piattaforma, accostata alla repentina cancellazione del film su Sam Altman, evidenzia una netta disparità di trattamento quando in gioco c’è la reputazione delle figure dominanti dell’industria tecnologica.