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 2026  giugno 19 Venerdì calendario

Maria Callas, scoperta la malattia che le tolse la voce

Impossibile eguagliare la sua «Casta Diva» nella «Norma» di Bellini, opera prediletta dal più grande soprano della storia. Eppure a tradire Maria Callas, che debuttò all’Arena di Verona nell’agosto 1947 con «La Gioconda» di Ponchielli, fu proprio la sua voce, dotata di un’estensione vocale tale da raggiungere le tre ottave. Tanto è vero che «all’usignolo greco» venivano attribuite «tre voci». Ma all’inizio degli anni ‘60 quella dote meravigliosa, e allenata con estenuanti sedute di studio lunghe fino a 12 ore al giorno, cominciò a vacillare. Non era più la stessa, le apparizioni sul palco della «Divina» divennero sempre meno frequenti e faticose finché, il 5 luglio 1965, cantò per l’ultima volta. Al Covent Garden di Londra, davanti alla regina Elisabetta, rappresentò «Tosca» di Puccini.
Per anni il suo progressivo calo vocale fu attribuito a stress, a un drastico dimagrimento (perse 28 chili in pochi mesi), a problemi psicologici e all’eccessivo uso del suo «strumento». Ma oggi tutto questo ha un nome: dermatomiosite, malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute e che in alcuni casi può interessare anche la laringe e la muscolatura respiratoria coinvolta nella produzione della voce. A tracciare la diagnosi «postuma» è un gruppo di ricerca dell’Università di Padova, composto da specialisti di Otorinolaringoiatria dell’Azienda ospedaliera e dell’Istituto di Storia della Reumatologia, autori di uno studio pubblicato sul «Journal of Voice». 
«Ci siamo documentati attingendo alla letteratura otorinolaringoiatrica e reumatologica internazionale con fonti storiche, testimonianze mediche dell’epoca, analisi foniatriche e valutazioni delle registrazioni e delle esibizioni filmate della Callas – rivela il professor Rosario Marchese Ragona, primo autore dello studio, direttore della Scuola di specializzazione in Audiologia e Foniatria e professore associato in Otorinolaringoiatria —. E siamo arrivati alla conclusione che il soprano smise di cantare a causa della dermatomiosite, difficile da diagnosticare madi cui vediamo diversi casi all’anno. Può manifestarsi inizialmente con disfonia isolata o predominante, dovuta al coinvolgimento infiammatorio dei muscoli intrinseci della laringe, a lesioni della mucosa delle corde vocali o, più raramente, a paresi cordali».
E ancora: «Nel caso di Maria Callas abbiamo identificato numerose analogie cliniche e funzionali, tra cui affaticamento vocale progressivo, perdita del sostegno respiratorio, difficoltà nel mantenere la potenza del canto, disfonia fluttuante e un miglioramento parziale dopo il trattamento con corticosteroidi». La ricerca ha due importanti risvolti attuali importanti. Di prevenzione: «Una raucedine persistente o atipica non dovrebbe mai essere sottovalutata, in alcuni casi può essere il primo segnale di una malattia sistemica». E clinico: «Se diagnosticata precocemente questa malattia si può trattare con farmaci specifici – chiude il professor Marchese Ragona —. Infatti una soprano americana è guarita ed è tornata a cantare».