corriere.it, 19 giugno 2026
Per la strage di Cascina Spiotta chiesto l’ergastolo per Curcio e Moretti, e 21 anni ad Azzolini
L’ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti, 21 anni per Lauro Azzolini. Sono le condanne chieste dalla pubblica accusa in Corte d’assise ad Alessandria ai tre ex brigatisti rossi processati per i fatti della Cascina
Spiotta.
La requisitoria
Il pm Emilio Gatti, al termine di una requisitoria durata oltre tre ore, ha proposto le attenuanti generiche per Azzolini (che ha confessato di aver preso parte al sequestro e allo scontro a fuoco), ma ha spiegato di non poter fare altrettanto per Curcio e Moretti. In compenso ha fatto presente ai giudici che «la pena si può adattare alla persona: esistono diversi strumenti (per mitigarla, ndr) come per esempio la ’continuazione’» che però «non posso essere io a chiedere», potendo essere al più l’oggetto di una richiesta delle difese.
L’eccidio
Il 4 giugno del 1975 alla cascina Spiotta, un casolare in provincia di Alessandria, le Brigate Rosse tenevano sotto sequestro il «re delle bollicine» Vallarino Gancia a scopo di autofinanziamento. Sorpresi dall’irruzione dei carabinieri, i brigatisti ingaggiarono uno scontro a fuoco in cui morirono l’appuntato dell’Arma Giovanni D’Alfonso e Mara Cagol, a capo della colonna di Torino e tra i membri del comitato esecutivo delle Br.
Azzolini oggi risponde di concorso in omicidio aggravato insieme agli ex compagni Renato Curcio e Mario Moretti (Pierluigi Zuffada, anch’egli rinviato a giudizio, è mancato lo scorso anno). L’anno scorso l’83enne emiliano ha ammesso di essere il misterioso «fuggitivo», colui che riuscì a evitare l’arresto scappando nei boschi dopo lo scontro a fuoco. Sua la mano che ha vergato il «memoriale» con cui, a distanza di una settimana, veniva ricostruito l’accaduto a beneficio dei compagni. Proprio su quel carteggio, destinato secondo i pm alla pubblicazione sul bollettino interno Lotta armata per il comunismo, sono state rilevate 11 impronte digitali di Azzolini.