Corriere della Sera, 19 giugno 2026
Superticket fino a 50 euro, forte polemica a Venezia
Un super ticket fino a 50 euro per mettere piede a Venezia, cinque volte di più dell’attuale «contributo d’accesso» che va dai 5 ai 10 euro. L’idea del neo sindaco Simone Venturini porta la città al punto di ebollizione. Non una boutade bensì l’attuazione, repentina, del suo programma elettorale. Nelle prossime settimane Venturini sarà a Roma, dai ministeri competenti, per trattare l’aumento del contributo istituito ad hoc per Venezia «fino a 10 euro» con la finanziaria del 2019 dal governo giallo verde, modificato dall’esecutivo Draghi nel 2021 e introdotto per la prima volta tre anni dopo (per i turisti giornalieri che non pernottano in città). «Da una parte vogliamo puntare sulla prenotazione regolando i flussi, dall’altra avere risorse per far fronte ai costi che il turismo giornaliero porta – spiega il sindaco —. Il mio programma era chiaro: riformare il contributo facendolo evolvere». Qualche interlocuzione informale Venturini l’ha già avuta. Certo, per Venezia lo Stato ha già speso sei miliardi per il Mose e sta finanziando ancora i lavori e manutenzione, l’operazione potrebbe non essere poi così agevole. Il bilancio, però, racconta di un paio di milioni di euro incassati nel 2024 che nel 2025 sono arrivati a 5 e mezzo. Arrivare a una forbice fra i 30 euro (prenotando la visita in anticipo di almeno 4 giorni) ai 50 euro massimi, decuplicherebbe gli introiti per le casse comunali. Per non parlare dell’idea di cancellare l’esenzione per i cittadini veneti non residenti nel comune di Venezia che ha fatto infuriare le associazioni dei consumatori.
Se lo zoccolo duro delle categorie non solo difende la proposta di Venturini, ma anzi propone di rendere il contributo d’accesso permanente, tutto l’anno e non solo nei giorni più caldi, l’opposizione con il senatore Andrea Martella, Pd, insorge: «Andrebbe cancellato, altro che alzato. La città ha bisogno di gestire i flussi turistici e dare servizi». Fra i più arrabbiati c’è un veneziano illustre, l’ex sindaco Massimo Cacciari che tuona: «Ho sempre detto che è pura barbarie. Non c’è nessun’altra città italiana o europea in cui ci si sogni di far entrare con un biglietto in città come si trattasse di un museo. È un atteggiamento barbaro, incivile e, a mio avviso, del tutto anticostituzionale. Aspetto solo che provino a fermarmi e poi vediamo che ne pensa la Consulta. È una cosa semplicemente oscena, pensavo che Venturini fosse più intelligente del suo predecessore e lo togliesse, invece rilancia». Dubbioso anche il costituzionalista Ludovico Mazzarolli: «Mentre 10 euro può essere contemplato come “contributo d’accesso”, una cifra molto più alta come 50 euro viola il principio di uguaglianza. Cozza con l’impossibilità di mettere “dazi” per spostarsi all’interno del territorio nazionale. Il contributo così alto da “contributo”, per l’appunto, diventa “limite” agli spostamenti e questo è un profilo costituzionalmente rilevante rispetto l’articolo 16 della Costituzione sulla libera circolazione».