Corriere della Sera, 19 giugno 2026
Sempio, «La madre ha tentato il suicidio»
Prima le smentite, «perché non eravamo autorizzati a parlare di una questione così delicata e personale». Poi quasi 24 ore dopo, la conferma arrivata sempre dai legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Il malore di mercoledì legato all’abuso di farmaci tranquillanti di Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, è stato dovuto a un «tentativo di suicidio».
La donna, 66 anni, è stata dimessa dal reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Vigevano che si occupa anche delle intossicazioni da farmaci e trasferita in quello di Psichiatria. Le sue condizioni, secondo quanto trapelato dai legali, sono buone ed è considerata dai medici fuori pericolo «ma non è lucida». Ancora non c’è chiarezza su quando potrà essere dimessa definitivamente. Possibile che il ricovero nel reparto psichiatrico si protragga per qualche giorno ancora. Accanto a mamma Daniela, il marito Giuseppe Sempio e il figlio Andrea che sono riusciti a dribblare fotografi e telecamere, oltre ad alcuni parenti stretti.
Una situazione «delicata», dicono i legali del figlio 38enne, che chiedono «tranquillità»: «Faccio un accorato appello all’opinione pubblica, soprattutto a chi frequenta i social network, affinché il clima si rassereni soprattutto laddove si parli di persone solo indirettamente coinvolte nelle indagini e che abbiano il solo torto di essere amiche o parenti di indagato, imputato o condannato», le parole dell’avvocato Cataliotti. Il legale, insieme con la collega Angela Taccia, conferma di essere stato «autorizzato dalla famiglia Sempio» solo ieri mattina a chiarire che il ricovero d’urgenza di mercoledì è legato a «un atto volontario, un tentativo di suicidio, fortunatamente non realizzatosi».
Secondo una prima ricostruzione sembra che la donna abbia assunto una dose di tranquillanti, di cui fa uso da tempo e da prima della riapertura della nuova inchiesta sul figlio da parte dei pm pavesi, superiore al consentito. Poi avrebbe chiesto aiuto ai familiari dicendo di non sentirsi bene. La chiamata al numero unico di soccorso 112, la corsa dell’ambulanza all’ospedale di Vigevano e il ricovero per «abuso di farmaci». Solo in un secondo momento Daniela Ferrari, rimasta sempre cosciente anche se provata e non lucida, avrebbe ammesso di aver assunto le benzodiazepine volontariamente. È stata sottoposta a lavanda gastrica per scongiurare danni più gravi e poi ricoverata in codice giallo.
La decisione di divulgare la notizia del tentativo di suicidio è stata motivata dalla famiglia per via della «paura che altri possano fornire dati medici sensibili, e per provare a mettere un freno agli insulti che ancora adesso la donna riceve sui social». Post e commenti che in questi mesi hanno puntato l’indice contro la mamma dell’indagato soprattutto per la vicenda del famoso scontrino di Vigevano: l’alibi del figlio per la mattina del delitto con il ticket consegnato ai carabinieri durante l’interrogatorio dell’ottobre 2008 dopo essere stato conservato, appunto, dalla madre. Tagliando che però per i magistrati della procura di Pavia e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, non sarebbe stato fatto direttamente da Sempio quella mattina, ma proprio dalla madre. In particolare quando Daniela Ferrari (che ha sempre negato) sarebbe andata nella città ducale per incontrare un vigile del fuoco con il quale aveva una relazione, come da lui stesso confermato a verbale. Da qui gli insulti e le accuse di tanti sconosciuti «odiatori da tastiera» nei suoi confronti. Ma Daniela Ferrari è finita nel «mirino» degli haters anche per le due lettere cariche di livore inviate tra fine 2018 e 2019 ad Alberto Stasi quando era in carcere a Bollate.