Corriere della Sera, 19 giugno 2026
Lega, attacchi a Vannacci dopo l’ipotesi del «sorpasso»
Il giorno del sorpasso. Ieri, per la prima volta, il sondaggio di Youtrend realizzato per Sky Tg24 ha sancito il superamento di Futuro nazionale rispetto alla Lega: 5,9 per cento il primo, 5,8 il secondo.
Roberto Vannacci ostenta distanza: «Le cose stanno andando secondo i piani, molto bene. Ma i veri sondaggi rimangono quelli fatti tra la gente e in mezzo alla strada». In Lega si ostenta la stessa indifferenza: «Questi non sono sondaggi ma trovate di marketing», dice il super salviniano Igor Iezzi. Mentre per il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo «siamo un po’ stanchi tutti i giorni di guardare i sondaggi di Vannacci. Noi siamo qui per lavorare, siamo al governo, e la nostra preoccupazione è quella di dare risposte ai cittadini». A Claudio Borghi «questo dato fa ridere. C’è palesemente una specie di messinscena, di cui si stanno accorgendo tutti, per costruire questa narrazione. Ma ogni volta che si va a votare i numeri sono diversi». Poi, però Vannacci ci ripensa e giubila: «Dovevamo essere una parentesi. Dovevamo essere folklore. E invece FnV cresce ancora e supera la Lega».
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa è secco. Anzi di più: «Vannacci è un traditore», e nella destra «il concetto del traditore è un marchio di disonore indelebile». Da FdI, Francesco Filini scherza: «Quale sorpasso? Quello di Hamilton con la sua Ferrari?». Mentre Ylenia Lucaselli osserva: «Al netto dei numeri, obiettivamente andare a governare con uno che magari non ha proprio la visione dell’Italia come l’abbiamo noi, a che ci serve? Del suo programma elettorale ho solo sentito parlare di remigrazione, qualcosa che si può dimenticare dopo il passaggio in Europa dove ha vinto il governo Meloni».
Ma Vannacci tira dritto e questo pomeriggio sarà a Firenze con i fedelissimi Ziello, Ravetto, Simoni e Rinaldi per una «passeggiata identitaria» sulla sicurezza e per lo sgombero del centro sociale Cpa. Da FnV giurano che altri parlamentari siano in arrivo, «non solo dalla Lega».
Per la Lega, il momento è complicato. L’agitazione è altissima e preoccupa ogni passaggio. Luca Zaia tace, la sua richiesta di un cambiamento della natura della Lega non è stata accolta: Matteo Salvini pensa a una «cabina di regia» o «task force» le cui prerogative saranno chiarite nelle prossime settimane. E il Doge non ha intenzione di entrare tra i vice di Salvini. Il suo podcast Il fienile ha appena suscitato le ire della componente più anti-islamica del partito, a partire dalla vicesegretaria Silvia Sardone con le europarlamentari Anna Maria Cisint e Susanna Ceccardi. L’ex governatore ha scelto come trailer della sua intervista a Pieroad (cioé Nicola Guarrera), l’uomo che ha fatto il giro del mondo a piedi, il passaggio in cui racconta dell’«ospitalità inaspettata in moschea». Per le europarlamentari irritate «la linea del partito su questi temi è un’altra».
Ma anche le primarie di partito per il sindaco di Milano che si svolgeranno domani e dopodomani in una quarantina di gazebo in tutta la città suscitano reazioni contrastanti. I fedelissimi di Salvini nei giorni scorsi hanno annunciato come un sol uomo il voto per il loro leader. Ma c’è chi ritiene che la cosa possa rivelarsi insidiosa, magari con risultati a sorpresa, sia pure altamente improbabili. E sullo sfondo c’è già la due giorni di ritiro che Matteo Salvini ha convocato per il primo weekend di luglio. A porte chiuse, certo. Ma fuori dalla porta, difficile escludere contestazioni.