il Fatto Quotidiano, 18 giugno 2026
Ri-salta la norma sul telemarketing selvaggio
Che lo stop alle chiamate commerciali moleste nel settore delle telecomunicazioni fosse una materia per niente attinente con il caro energia era cosa risaputa, soprattutto quando la scorsa settimana con stupore della minoranza è stato approvato un emendamento al decreto Accise che avrebbe esteso anche ai gestori telefonici le norme, migliorative per i clienti, già approvate per i contratti di luce e gas. Peccato, tuttavia, che non si metterà la parola fine a questo stillicidio quotidiano dei call center. Ieri mattina, infatti, durante il passaggio alla Camera del decreto, la misura è stata stralciata, insieme ad altre tre (mitigazione del prezzo di zolfo, acido solforico e tutela delle minoranze linguistiche), con il provvedimento che ora dovrà tornare al Senato per una terza lettura entro il 29 giugno. Non è la prima volta che finisce accantonata la richiesta di prevedere per tutti gli operatori energetici e telefonici l’espresso consenso dell’utente per inviargli messaggi commerciali o proporre al telefono contratti di fornitura. È già successo con il decreto Energia dello scorso aprile e a metà maggio durante l’approvazione del dl Fiscale. La motivazione è sempre la stessa: la misura non viene ritenuta omogenea con il decreto che la dovrebbe contenere. E anche ieri questa decisione sarebbe stata alla base dello stralcio, anche in seguito a un’intesa tra governo e Quirinale, con il Colle che avrebbe chiesto nuovamente di badare all’omogeneità degli emendamenti, incluso quello sul telemarketing.
Una decisione che non è affatto piaciuta alle associazioni dei consumatori. “Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia. Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite dato al Senato, nel dl Accise, contro le telefonate selvagge e che estende anche alle comunicazioni quanto già previsto per luce e gas”, tuona Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. Che aggiunge: “È inaccettabile che, per una volta che si fa una cosa a favore dei consumatori, poi arrivi sempre la solita manina per tutelare le lobby invece degli italiani, che sono arcistufi di ricevere telefonate moleste”. Del resto in tutti questi mesi ad aspettare l’esito dei lavori ci sono sempre state in prima fila Enel e Tim (quindi Poste, dopo il via libera dell’Antitrust al controllo esclusivo di Tim, passaggio che dovrebbe portare a un unico operatore del mercato delle telecomunicazioni), pronte a ribadire la loro contrarietà all’estensione del telemarketing anche ai gestori telefonici. Intanto per il dem Piero De Luca, primo firmatario della proposta di legge del Pd che dovrebbe limitare il fenomeno, “sul telemarketing selvaggio assistiamo all’ennesimo fallimento del governo”. Da venerdì, così, il blocco della limitazione dei contatti dei clienti entrerà in vigore solo per gli operatori del settore della luce e del gas: se i gestori vorranno inviare messaggi commerciali o proporre al telefono contratti di fornitura, potranno farlo solo se l’utente ha fornito espresso consenso. Non solo: i contratti energetici stipulati in violazione delle nuove disposizioni sono considerati nulli e perdono validità legale.