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 2026  giugno 18 Giovedì calendario

Israele, maxi protesta degli haredim: altri guai per Netanyahu

Continuano i combattimenti nel Sud del Libano nonostante il tentativo, reiterato del presidente americano Donald Trump di convincere il premier israeliano Benjamin Netanyahu a fermare le Forze di Difesa Israeliane (Idf), per ammorbidire le istanze avanzate dall’Iran nel memorandum of understanding. Invece la guerra nel Sud del Libano, pur con il cessate il fuoco in vigore, continua a mietere vittime e a feriti. Ieri cinque soldati israeliani sono rimasti feriti, uno in modo grave, per droni esplosivi lanciati da Hezbollah.
Nel testo dell’accordo tra Stati Uniti e Iran è scritto che il cessate il fuoco include il Libano, eppure Netanyahu e il ministro degli Esteri Israel Katz non sembrano avere alcuna intenzione non solo di bloccare i bombardamenti o di ritirare l’esercito.
Netanyahu nel frattempo sta “subendo” una delle manifestazioni più partecipate mai realizzate dallo zoccolo duro del suo elettorato: circa 10 mila haredim hanno bloccato l’autostrada 57 in direzione est all’incrocio tra Beit Lid e Kfar Yonah. Ormai Israele non è più un Paese unito, proprio a causa del governo messianico, ma un coacervo di tribù in lotta tra loro. Quella degli ultraortodossi obiettori di coscienza è una di quelle più agguerrite, e si scontra con le forze di polizia controllate dall’estremista, sionista kahanista, Itamar Ben-Gvir.
Le proteste hanno paralizzato il traffico anche in tutta la regione di Sharon per ore e hanno indotto il Consiglio regionale di Emek Hefer a cancellare tutte le attività extrascolastiche. Alcuni manifestanti si sono radunati fuori dal carcere militare numero 10, dove sono detenuti alcuni manifestanti ultraortodossi che hanno attaccato addirittura la casa del vicepresidente della Corte Suprema, il giudice Noam Sohlberg.
Le proteste sono scoppiate perché la Fazione di Gerusalemme (Peleg Yerushalmi) ha rivelato che, di recente, alcuni studenti delle yeshiva, contrari alla coscrizione come tutti gli ultraortodossi sono stati rilasciati dopo essere stati arrestati durante una protesta davanti alla casa del giudice Solberg e trasferiti di peso nell’esercito. “È iniziato il trasferimento all’esercito degli studenti di yeshiva rilasciati dopo essere stati arrestati durante gli eventi davanti alla casa di Solberg”, ha dichiarato il gruppo in un comunicato.
Si tratta, insomma, di una notizia clamorosa in Israele perché gli haredim, in cambio dell’esenzione dalla leva, con il pretesto di non poter abbandonare lo studio quotidiano della Torah, hanno sempre votato i vari governi a guida Netanyahu. Il trasferimento sembra segnare un cambio di rotta da parte del governo nei confronti degli haredim, nonostante il loro voto sarà ancora vitale per la sua eventuale rielezione a fine estate o inizio autunno.