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 2026  giugno 18 Giovedì calendario

Per colpa di Vannacci in Democrazia Sovrana e Popolare volano gli stracci

I rossobruni esplodono su Vannacci. Per la politica italiana è già la pietra di paragone, il Generale: con lui o contro lui. Non vale solo per le destre tutte, ma anche per Democrazia Sovrana e Popolare, il piccolo partito – 3mila iscritti, è il dato ufficioso – di cui è coordinatore nazionale Marco Rizzo, già esponente di Pci, Rifondazione e infine dei Comunisti Italiani. Perché proprio su Vannacci si sta consumando una resa dei conti interna, con documenti di condanna e congressi straordinari. La coda di una riunione di lunedì scorso, nella quale il presidente di Dsp, Francesco Toscano, ha posto il problema: alle Politiche andremo da soli – come nei suoi auspici – o magari c’è la voglia di fare un accordo molto rossobruno proprio con Vannacci e i suoi, che sarebbe assai utile a Rizzo per rimettere piede in Parlamento? Toscano non l’avrebbe detta così dritta, ma il senso era quello. E il leader l’ha presa male, anzi peggio.
Così dopo aver spiegato nell’incontro che non bisognava chiudere le porte a nessuno, ma che prima di ogni decisione futura “dobbiamo crescere come partito”, Rizzo ieri ha raccolto le firme di molti coordinatori regionali e della maggioranza del Consiglio direttivo e dell’Ufficio politico su un documento che riporta la sua linea e “biasima” Toscano per “essere intervenuto pubblicamente anticipando o eludendo, anche con dichiarazioni non corrispondenti al vero, il confronto negli organi dirigenti”. Una scomunica a cui il presidente ha reagito convocando un congresso straordinario “come prevede lo Statuto” spiega Toscano al Fatto. Insomma, è scontro frontale. “Noi non cacciamo nessuno, ma non nutro più alcuna fiducia politica verso Toscano” spiega Rizzo. Ma con Vannacci ci sta parlando o no? L’ex parlamentare sorride: “La politica si fa tenendo conto del contesto, e chi dice il contrario è un dilettante. Io voglio andare oltre il concetto di destra e sinistra, oggi lo scontro è tra la grande finanza mondiale e le élite da una parte, e ceto medio e classi lavoratrici dall’altra”. Quindi, il Generale? “Lui è di destra-destra. Apprezzo alcune cose che dice, ma sulla Palestina non ha preso una posizione netta. Ho fatto anche un video per dirlo, e Toscano dopo averlo visto mi ha accusato di volermi alleare con i vannacciani”. Ma lei esclude accordi in futuro? “Noi dovremmo pungolare tutti i partiti, ma il quadro politico cambia”. Poi però c’è Toscano, che sostiene: “Se Rizzo vi ha detto che non si vuole alleare con Futuro Nazionale ne prendo atto con molto piacere. A me non l’aveva spiegato”. La vogliono cacciare? “Non è uno scontro personale, ma politico. E io vado avanti”.
Il comunicato di condanna arriva in serata, con accluso video di Rizzo (“Toscano parla male di me, ma è lui che è andato a incontrare Di Battista”). E l’ancora presidente commenta: “Mi accusano di ‘parlare’ perfino con altri… Mi sembra un po’ debole”. La certezza è che convoca per il 26 luglio un Consiglio straordinario a Roma. Chiaro l’ordine del giorno: “È indispensabile che l’assemblea degli iscritti si esprima per confermare una proposta politica che convalidi la nostra incompatibilità sia con i due poli principali sia con il movimento del generale Vannacci, portatore di una proposta molto ambigua sia sul tema mediorientale sia sulla necessità di accelerare la scomposizione di Ue e Nato”. Voleranno stracci: sul Generale.