La Stampa, 18 giugno 2026
Intervista ad Al Bano
La voce è inconfondibile, accompagnata dal cinguettio degli uccellini, Albano Carrisi risponde dalla sua Cellino San Marco, con un accenno di Felicità, la hit arrivata al secondo posto a Sanremo 1982 e cantata insieme alla ex moglie Romina Power. Un brano che il presidente francese Macron ha dedicato su Instagram alla visita della premier italiana Giorgia Meloni.
Insomma Albano, sui social c’è già chi chiama i due leader europei gli Albano e Romina d’Europa.
«Spero che la loro relazione bilaterale finisca meglio. Scherzo, ovviamente. Che devo dire? Ringrazio il presidente Macron con cui mi ero incontrato durante le Olimpiadi ed era stato molto affettuoso. D’altronde Felicità è una canzone “miracolo”, perché una vitalità del genere è incredibile. Un inno».
Addirittura un inno nazionale?
«Esatto. Internazionale anche, è diventato un po’ un simbolo, come Volare e basta leggere i dati Siae per rendersene conto».
Un successo che deve spartire con la sua ex moglie Romina Power. Possiamo smentire le voci che vi davano separati per sempre anche sul palco?
«Ma perché questa cosa fa tanto rumore? Più di quando Romina se n’è andata per seguire la sua vita. Comunque sì, smentisco, quella frase che mi attribuiscono sulla fine del nostro sodalizio artistico non l’ho mai detta. Un titolo di giornale che non corrisponde al contenuto del testo. E sono stufo del gossip».
Lei e Romina sarete agli occhi della gente per sempre coppia, la vostra storia è una serie tv nazionale. Non crede?
«Io sono nato come solista poi nel corso degli anni abbiamo fatto delle cose bellissime insieme, poi sono ritornato a fare il solista perché Romina è andata in America in assoluta libertà. Abbiamo vissuto una vita privata con tante tonalità, alte, basse, bassissime. Ora la vita insieme è artistica, un’altra storia. Abbiamo in programma due concerti, uno in Polonia e l’altro in Austria».
E in Russia? Romina non è d’accordo a tenervi degli show mentre lei…
«Sono appena tornato dalla Russia. Ho fatto tre concerti a Mosca, Vladivistok e Novosibirsk. Non c’è niente di più bello che andare nei posti dove veramente ti amano. E non ho mai sentito dai russi una domanda di gossip, mai, come invece succede in Italia dove escono titoli dove tu diventi protagonista senza aver pronunciato quella frase…».
Torniamo alla Russia, un Paese che ha aggredito un altro paese scatenando la guerra, si sente a suo agio?
«Io vado in pace per seminare la pace. Le racconto una storia. Quando mio padre nel 1943 ha saputo che era nato suo figlio, mentre era al fronte, in Albania, ha detto a mia madre “Chiamalo Albano” (quando ha iniziato a cantare è diventato Al Bano per una scelta di Celentano, ndr) in ricordo di quella terra e della gente che lo aveva aiutato a restare vivo, “sarà la nostra fortuna”. Dopo due anni è ritornato dalla prigionia in Germania, non si sapeva se fosse vivo o morto, perché aveva scelto di restare nei lager piuttosto che schierarsi con Hitler».
Il signor Carmelo.
«Si, partì che era un omone; tornò che pesava 42 chili. Poi quando sono stato un po’ più grande mi ha raccontato tutta la sua odissea che mi ha portato a considerare la guerra una disgrazia sia per chi la vince che per chi la perde. Credo nella pace dove si costruisce, si crea, si vive, mentre nella guerra sappiamo quello che succede e quindi come faccio a non voler diventare simbolo di pace? Guardiamoci bene da tutti quei governi dove non c’è il ministero della Pace. L’arma più potente è il cervello».
Lo vada a dire a Putin.
«Io lo dico a tutti, non a Putin, perché solo a Putin? Anche a Trump, e a tutti quelli che vogliono la guerra per dominare, avere potere».
Lei ha fatto anche dei concerti privati per Putin?
«Io quando mi chiamano ci vado. Sì, ho cantato cinque volte per lui, una volta quando è diventato presidente, al Cremlino di fronte alla sua famiglia, alla famiglia Eltsin e a molte altre personalità. Mi impressionò un tavolo rotondo a cui sedevano tutti rappresentanti delle religioni che erano in Russia. Ma solo di Putin vuole parlare?»
Allora parliamo di Sanremo, con la gestione di Stefano De Martino pensa che riuscirà a tornare su quel palco?
«Se mi chiamano, ho la canzone giusta, anzi ne ho tante, una più bella dell’altra. Sono sempre ottimista e realista».
Durante un’intervista a Mara Venier qualche mese fa lei è crollato parlando di sua figlia Ylenia, rispondendo a Romina che ha raccontato a Belve di essersi sentita sola nell’affrontare la sua scomparsa.
«Ne avrei fatto a meno ma le bugie non le sopporto. Quello che è successo è una tragedia che non sparisce mai e so io quello che ho fatto a New Orleans, avevo un compito ben preciso, quello di un padre che stava cercando sua figlia. Quel dolore non passa mai ma noi due lo abbiamo affrontato in maniera diversa, io non mi faccio illusioni, e credo che nostra figlia sia ormai solo nei nostri cuori, per sempre. Lei la pensa diversamente e la rispetto».
Ma in questo clima come fate a salire insieme sul palco?
«Come artisti siamo impeccabili. La vita ci ha portato su strade diverse contro la mia volontà».
Lei non si sarebbe separato? Sarebbe stato «per sempre sì»?
«Lo sottolineo. Ma abbiamo avuto esigenze diverse, purtroppo. Per me il matrimonio era un passo sacro, a casa mia la parola divorzio non è mai entrata. Ma da uomo ho rispettato una donna, la madre dei miei figli, e ne parlo sempre con rispetto totale».
Ha iniziato le vacanze, a Cellino?
«Quando canto sono in vacanza, quando sono qui lavoro. La terra ti insegna un atto dovuto: ti devi inginocchiare. Avere umiltà».
Con l’amore come va?
«Non si chiude mai con l’amore. Amore per gli amici, per Loredana, per tutti i miei figli. Come si fa senza?».