Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 18 Giovedì calendario

Scoperto in Giappone un "cartello del gelato" di sei aziende

Riunioni riservate tra alti dirigenti, incontri periodici e una fitta rete di scambi di email per coordinare aumenti dei listini. Le autorità giapponesi hanno smascherato un vero e proprio “Cartello del gelato” che coinvolgerebbe sei tra i principali produttori del Giappone, responsabili di alcuni degli snack più popolari nel Paese. Per anni, secondo gli inquirenti, le aziende avrebbero concordato tempi e modalità degli aumenti di prezzo.
Il presunto cartello, reso pubblico ieri dalla Commissione giapponese per la concorrenza (Jftc) mentre il Giappone si prepara a una delle estati più calde degli ultimi anni, coinvolge i dirigenti di Meiji, Morinaga Milk Industry, Lotte, Morinaga & Co., Ezaki Glico e Akagi Dairy. Secondo le indagini, i sei si sarebbero incontrati regolarmente per coordinare aumenti sui prezzi dei gelati e dei prodotti destinati alla grande distribuzione.
Le aziende giustificano gli aumenti con il rialzo dei costi delle materie prime. Ma per gli investigatori, la simultaneità e la regolarità degli adeguamenti apparirebbero sospette. Martedì, gli ispettori della Jftc hanno effettuato perquisizioni nelle sedi centrali delle società coinvolte. Le imprese hanno confermato di essere oggetto di indagine e hanno dichiarato di collaborare pienamente con le autorità. Né gli inquirenti né tanto meno le aziende hanno aggiunto molto altro nei propri comunicati stampa visto che le indagini sono ancora in corso. “Se i concorrenti collaborano, è più facile che gli aumenti di prezzo vengano applicati dai rifornitori”, spiega l’avvocato esperto di antitrust Toshiaki Tada all’emittente pubblica Nhk.
In un grafico l’emittente pubblica Nhk ha mostrato come due prodotti simbolo del mercato giapponese – il gelato Meiji e una confezione da sei gelati al cioccolato Morinaga Milk – abbiano registrato aumenti contemporanei per quattro volte tra giugno 2022 e settembre 2025. In Giappone, tuttavia, gli aumenti dei prezzi avvengono generalmente una volta l’anno e raramente superano il 10%. In questo caso, secondo le rilevazioni, gli incrementi avrebbero raggiunto il 20-30% nell’arco di due anni.
Una dinamica che, secondo le autorità, avrebbe permesso alle aziende di evitare concorrenza diretta, mantenendo il mercato stabile e garantendo margini più elevati a scapito dei consumatori.
In Giappone, come in Italia d’altra parte, i gelati sono una cosa seria. Tanto che esiste un’associazione di appassionati, la Japan Ice Mania Association, che raccoglie oltre 12mila iscritti. Il fondatore, noto come “Iceman Fukutome” e che consuma oltre mille gelati l’anno, ha espresso rammarico per la vicenda: “Con l’aumento dei costi delle materie prime è naturale che i prezzi salgano, ma mi auguro che questo avvenga in modo onesto e trasparente”, ha dichiarato alla Nhk. Reazioni simili arrivano anche dai consumatori. “Adoro il gelato, lo mangio tutto l’anno, ma ultimamente è diventato troppo caro”, racconta una cliente in un supermercato. “In estate non posso farne a meno, spero davvero che i prezzi tornino a scendere”.
Soprattutto se si considera che il Paese si prepara a vivere un’altra estate torrida come lo scorso anno. Le temperature che hanno raggiunto, e in alcuni casi superato, i 40 gradi hanno portato addirittura il Giappone ha coniare la nuova parola kokushobi, tradotto dai media giapponesi e internazionali come “giorno terribilmente caldo”, “brutalmente caldo” o “caldo intenso”.